• Approvata la risoluzione che punta sulla differenziata spinta e dice basta a discariche e inceneritori

    La VI Commissione Ambiente ha approvato oggi, giovedì 28 novembre 2013, una risoluzione sul Programma regionale di gestione dei rifiuti, di cui la Giunta ha reso nota la proposta. Prima che il piano diventi definitivo, anche i consiglieri regionali hanno voluto dare il proprio parere.

    Abbiamo approvato con convinzione la risoluzione, messa nero su bianco in modo collegiale, perché contiene proprio i principi che noi stiamo sposando e sostenendo da tempo: spingere sulla raccolta differenziata e il riciclo e dire basta alle discariche e agli inceneritori”, spiega Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd.

    Se, cioè, lo spirito del piano è condivisibile, vogliamo anche che l’assessore regionale all’Ambiente Terzi passi dagli annunci a politiche coerenti – continua Scandella –. Ad esempio, sui rifiuti urbani riteniamo siano necessarie norme più stringenti per non autorizzare discariche, chiudere i termovalorizzatori obsoleti e non permetterne di nuovi, mentre servono norme semplificate per sostenere le aziende che intendono riconvertire gli inceneritori e per autorizzare la nuova impiantistica (compostaggio, biodigestione, trattamento meccanico biologico, impianti di riciclaggio)”.

    La politica ambientale che anima il Pd in questa battaglia va verso “la bacinizzazione regionale e il modello unico di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Per questo è urgente prevedere incentivi per i Comuni e le Province virtuosi in tema di raccolta differenziata. E questo è stato uno dei punti fondanti della risoluzione. Inoltre, per quanto ci riguarda, sarebbe importante stabilire la possibilità di estendere l’ecotassa non solo allo smaltimento in discarica ma anche all’incenerimento. Infine, è necessario concertare con il Ministero dell’Ambiente una revisione del disegno di legge in materia ambientale a proposito della rete nazionale integrata di incenerimento – aggiunge il consigliere Pd –. Altrimenti il rischio è che verranno utilizzati a pieno regime gli inceneritori esistenti, localizzati al nord e molti in Lombardia, e nel resto del Paese si continuerà a smaltire in discarica e a esportare all’estero”.

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