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Chi sono

La mia Famiglia

Mi chiamo Jacopo Scandella, ho 29 anni e sono nato a Clusone, in Alta Valle Seriana.
Per provare a raccontarvi chi sono, oltre al mio curriculum vitae, mi servo di qualche fotografia.

Mio padre Angelo, mia madre Carolina, mia sorella Anna. Il nucleo di una famiglia molto numerosa, una quarantina tra zii e cugini. Ancor di più oggi che, insieme ad Anna (non mia sorella, ma mia moglie...), abbiamo creato una nuova famiglia, penso spesso che mi piacerebbe riuscire a tramandare ai miei figli tanto di quanto loro sono stati in grado di trasmettermi: su tutti il rispetto per il prossimo, la determinazione nel sostenere la propria causa, l’umiltà nell’ammettere un errore. E poi la passione per il viaggio. Tanto forte quanto il legame con la mia Valle.

Renzo Piano diceva che “i giovani devono partire per curiosità, non per disperazione. E poi tornare. Partire per capire il resto del mondo e prima ancora sé stessi.”
Oggi, dalle mie parti, se ne vanno in molti. E non per curiosità.


La mia vita in foto


Scuola e primi lavori

L’Asilo a Songavazzo, le Elementari ad Onore, le Medie a Rovetta, le Superiori a Clusone, l’Università a Bergamo: mi sono laureato in “Comunicazione per la Cooperazione Interculturale e Ambientale” presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere, per poi proseguire gli studi in “Diritti dell’Uomo ed Etica della Cooperazione Internazionale”. Mi piace la storia, conosco l’inglese, il tedesco, un francese “scolastico” ed il russo. Mi ritengo fortunato non solo dal momento che ho potuto studiare, ma soprattutto perché nella scuola ho incontrato tante persone appassionate dalle quali imparare la curiosità.
Dopo aver lavorato a Bergamo presso la Cooperativa AFA con ragazzi vittime di disagio familiare (abusi, abbandoni, affidi falliti), ho fondato a Clusone, insieme ad altri quattro coetanei (oggi siamo 12 soci), la Cooperativa Origami. Ci occupiamo di servizi educativi per tutte le fasce d’età: mensa, aiuto-compiti, ripetizioni, giochi per bambini, laboratori artistici e didattici, corsi musicali e di lingua per tutte le età. Vorrei che nelle Valli si potesse continuare ad abitare e lavorare, mantenendo questi territori vivi ed ospitali. Nel nostro piccolo (e per i nostri “piccoli”), ci proviamo.

Hobby e idee

Lo sport è una grande passione. Da spettatore ma soprattutto da atleta. Gioco a calcio dai primi anni di vita e non ho certo voglia di smettere, per quanto gli impegni politici e familiari mi abbiano portato dal campo a 11 a quello a 5. Mi sono sempre dato da fare nel volontariato: nell’Avis, da donatore, e poi a teatro e al cinema, nelle associazioni locali e in Oratorio, per la Bielorussia o le missioni, oltre che nella rappresentanza politica.
Sono stato rappresentante degli studenti prima alle Scuole Superiori, presso il consiglio d’Istituto e la consulta provinciale studentesca, poi nel consiglio di Facoltà dell’Università di Bergamo. Consigliere comunale a Songavazzo, ho cominciato a fare politica nel 2007, con la nascita del Partito Democratico di cui sono anch’io fondatore. Segretario del circolo di Cerete-Songavazzo prima, dal 2009 al 2013 sono stato coordinatore di zona per l’Alta Valle Seriana e la Val di Scalve.
In quegli anni abbiamo costruito il PD dalle fondamenta, dandogli innanzitutto una casa nella nuova sede di Clusone, i cui lavori hanno impegnato per mesi gran parte delle nostre energie. Abbiamo formato e incentivato la presenza di giovani nelle amministrazioni locali e nei circoli; abbiamo provato ad abituare le persone alla presenza fissa di un partito su un territorio elettoralmente ostile al centrosinistra, attraverso il nostro sito web, volantinaggi, gazebo, manifestazioni e iniziative pubbliche attorno ai temi del lavoro, delle unioni di comuni, della riorganizzazione dei servizi sociali e dell’offerta scolastica.


La Regione Lombardia

Il lavoro in consiglio regionale

Poi, nel 2013, è arrivata l’elezione in Consiglio regionale. Mi sono candidato sull’onda di una spinta territoriale e generazionale. Insieme alle tante persone che si sono raccolte attorno alla mia candidatura – e che non ringrazierò mai abbastanza per quello che siamo riusciti a fare - volevamo testimoniare qualcosa di diverso: che i giovani non erano soltanto Renzo Bossi; che i territori di periferia meritavano più attenzione; che il pluralismo nel PD non si esauriva con "uno ex-Ds, uno ex-Margherita". Senza “padrini” politici o correnti strutturate, c’è voluto anche un po’ di coraggio. Ma di fronte ai "sei una risorsa, non bruciarti" o "ti troviamo un posto alla prossima occasione", non ho mai avuto dubbi su quale fosse la cosa giusta da fare.

Capogruppo PD in commissione Territorio e Trasporti, membro delle commissioni Affari Istituzionali e Cultura, Istruzione, Formazione Professionale, Sport, ho seguito in prima persona i temi del consumo di suolo, della normativa sui luoghi di culto, le politiche per la montagna ed il diritto allo studio. Sono stato prima responsabile della comunicazione per il Partito Democratico della Lombardia, poi coordinatore del gruppo per la costruzione del programma verso le prossime elezioni regionali.

Ho vissuto questa esperienza come un’occasione per cambiare le cose che non vanno. Perché in Lombardia abbiamo tante ricchezze ma anche alcuni problemi seri. Ne ho parlato a lungo nel tour di rendiconto di mandato dell’autunno 2017.


I VIAGGI E ANNA (+ EMANUELE)

Due i viaggi che mi hanno cambiato la vita.
Il primo, in Bielorussia: dal 2007 al 2010 ho partecipato ad un progetto di animazione estiva per ragazzi orfani, organizzato dall’associazione Ulipka di Treviglio; un’esperienza indimenticabile, che lascia molto più di quanto tu riesca a donare; un incontro con storie personali e condizioni di vita che aiuta, al ritorno, a tarare le proprie priorità, a riconoscere ciò per cui “valga davvero la pena”.
Il secondo, in Ghana: nell’agosto 2010 sono stato ospite, insieme ad un gruppo di coetanei, della missione comboniana di Abor, nel sud del paese. Un altro mondo, un’altra esperienza da raccontare.
Studio, lavoro, volontariato, politica, sport, teatro; solo da quando sto con Anna, però, ho trovato un senso a tutte le cose che faccio; ci siamo sposati il 7 giugno del 2014 ed è lei, è il nostro progetto, che dà alla mia vita un significato più profondo. Il 3 dicembre del 2017 è nato Emanuele e se con le nozze cominci a condividere le priorità con un'altra persona, a rinunciare ad un po' del tuo innato egoismo, con l'arrivo di un figlio senti che è lui a diventare ufficialmente più importante di te stesso. Sembra una cosa gigantesca, ma dopotutto è così che va avanti il mondo. Speriamo di sapergli regalare un po' di quella cura e di quella generosità di cui c'è bisogno. Per ora mi sta regalando un po’ di notti insonni ed un’emozione indescrivibile ogni volta che lo tengo tra le braccia.