• Coronavirus: la situazione è davvero seria

    Ciao,

    se fino a qualche giorno fa potevano esserci dubbi, anche tra gli esperti, sull’impatto che il Coronavirus avrebbe avuto sulla nostra società, oggi nessuno può negare che la situazione sia molto seria.
    In Lombardia – ed in particolare in provincia di Bergamo – siamo tra i primi a sperimentare gli effetti di questa emergenza, e nel giro di soli sette giorni siamo passati da 216 ricoveri ospedalieri a 1622, da 28 persone che necessitavano di terapia intensiva a 309. I messaggi che ci arrivano dai medici e dagli infermieri negli ospedali sono di grande preoccupazione: per l’affollamento di persone e il bisogno crescente di posti letto, per la carenza di dispositivi di protezione che è anche il veicolo per ulteriori contagi e, quindi, per la carenza di personale ospedaliero.
    E’ necessario recuperare immediatamente camici e mascherine in quantità per mettere in condizione gli operatori di lavorare in sicurezza; è fondamentale che anche gli ospedali privati diano un contributo pieno, sia in termini di posti letto e personale che nel sopperire a quelle prestazioni che il sistema pubblico sta rinviando per occuparsi del virus; è indispensabile poi concretizzare nel più breve tempo possibile una campagna straordinaria di assunzioni di medici e infermieri per ampliare il numero di persone che sarà possibile accogliere nei nostri ospedali.

    Quando è stata istituita la “zona rossa” nel Lodigiano, si pensava di poter isolare il virus dentro un recinto, e mantenerlo lì fino al suo esaurimento. Due settimane dopo, possiamo dirci che quell’auspicio non si è concretizzato. E che l’emergenza sanitaria si affronta oggi cercando di rallentare il più possibile la diffusione del contagio e diluire nel tempo il bisogno di ricoveri ospedalieri.
     In questo senso, tocca ad ognuno di noi fare la propria parte. Dovremo abituarci a sopportare alcune restrizioni prolungate nel tempo, dovremo prestare la massima attenzione ai contatti con gli altri, limitare per quanto possibile le uscite e seguire scrupolosamente le indicazioni per limitare il contagio. Si tratta di un compito davvero importante, per il quale vi chiedo di sentirvi tutti coinvolti.

    Se affrontare l’emergenza sanitaria è il primo passo, non si possono nascondere le ricadute economiche e sociali: la mancanza di momenti di socialità – lo sport, il cinema, la messa; la chiusura delle scuole e di buona parte dei servizi di assistenza dedicati; l’ondata di cancellazioni nel settore turistico e tutto l’indotto che ne deriva; le commesse che le nostre imprese stanno perdendo per via delle difficoltà di collegamento e delladiffidenza che si è creata nei confronti dell’Italia, e così via per un impatto che si può già considerare pesantissimo.
    C’è la consapevolezza da parte di tutti che per rialzarci serviranno misure straordinarie. Verrà il momento per la “conta dei danni”, e se il Governo ha già messo in campo alcuni interventi, molti altri ne arriveranno nelle prossime settimane per le famiglie e per le imprese. Per quanto ci siano errori – anche a livello regionale – su cui sarà opportuno tornare, credo che questo sia il momento della più forte unità d’intenti, tra le forze politiche, tra le diverse istituzioni, tra tutti i cittadini. Abbiamo bisogno di riferimenti credibili e non di protagonismi infantili, di decisioni e non di litigi, di parole di verità e non di una comunicazione schizofrenica.

    Insieme, ne sono convinto, ce la faremo. Intanto, un grosso in bocca al lupo a tutti noi.

    A presto,
    un sorriso

    Jacopo

  • Sui disabili la Regione fa marcia indietro grazie alla nostra mozione. Rispetto per queste famiglie

    “L’approvazione della nostra mozione in Consiglio regionale è importantissima per tante famiglie che si trovavano a dover fare i conti con il pesantissimo taglio della Giunta leghista. L’assemblea ha fatto la sua parte e ha sconfessato la linea dell’assessore Bolognini, ma soprattutto ha ribadito che le persone disabili e le loro famiglie meritano rispetto. Ora vigileremo che la giunta regionale dia loro le risposte che si attendono.”

    Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella dopo l’approvazione a voto segreto (36 sì e 32 no) della mozione del Pd che chiede di rivedere la delibera regionale n. 2720, approvata l’antivigilia di Natale, con cui la Regione modificava in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi. Ora, con l’approvazione della mozione del Pd, la Giunta dovrà ripristinare almeno le condizioni precedenti.

    La delibera contestata, approvata il 23 di dicembre, prendeva atto dell’aumento delle risorse stanziate dal Governo per le politiche regionali in favore dei disabili (da 71 a 91 milioni per il 2020), ma al contrario di quanto ci si aspetterebbe modificava in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi (misura B1) a partire dal mese di febbraio 2020: veniva per la prima volta introdotta una soglia di reddito Isee di 50mila euro per la percezione del contributo (65mila in caso il beneficiario sia minorenne) e veniva abbassato il contributo minimo mensile da 600 a 400 euro. La quota aggiuntiva di 500 euro in caso di assunzione di un caregiver era invece vincolata ad un orario settimanale di servizio non inferiore alle 40 ore, con la conseguenza che chi ne aveva bisogno per un tempo più limitato non avrebbe avuto diritto a questa parte di contributo. Si consideri che il contributo complessivo era di 1100 euro a prescindere dalle ore di assistenza contrattate.

  • Crisi Pozzoli: Subito un’audizione urgente con sindacati e proprietà

    Un’audizione urgente in IV Commissione Attività produttive con le organizzazioni sindacali, datoriali e la proprietà della Pozzoli Food Spa, che in provincia di Bergamo conta tre punti vendita a Boltiere, San Paolo d’Argon e Telgate, dopo la crisi che si è aperta nelle scorse settimane. La chiede il Gruppo regionale del Pd: “Crediamo che sia necessario convocare immediatamente le parti per capire quanto sia profonda la crisi aziendale, soprattutto in seguito alla richiesta dello scorso 31 dicembre di concordato preventivo con riserva al Tribunale di Monza, sezione fallimenti – dice il dem Jacopo Scandella –. Si rincorrono di ora in ora notizie di cessione dei punti vendita ad altri marchi. Vogliamo capire come stanno le cose”.

    La vicenda riguarda 18 punti vendita, tutti in Lombardia, e vede il coinvolgimento di 185 dipendenti. “In particolare, ci sembra importante capire quale sarà il destino di questi lavoratori, se e quando verranno eventualmente attivati gli ammortizzatori sociali, che possibilità ci sono di essere ricollocati o assorbiti da altri marchi, appunto, e con quali garanzie. In sostanza, quale sarà il futuro dei dipendenti e delle loro famiglie, di fronte all’ennesima crisi di impresa che colpisce i nostri territori”, conclude Scandella.

  • Regione Lombardia taglia di un terzo i contributi ai disabili gravissimi. Faccia subito marcia indietro!

    “La Regione non può fare economia sulla pelle dei disabili più gravi, deve ritirare e modificare la delibera del 23 dicembre scorso.”

    Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella che annuncia una mozione che sarà discussa in Aula nella seduta di martedì prossimo, 14 gennaio.

    La delibera regionale contestata è la n. 2720, approvata l’antivigilia di Natale, con cui la Regione prende atto dell’aumento delle risorse stanziate dal Governo per le politiche regionali in favore dei disabili, ma al contrario di quanto ci si aspetterebbe modifica in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi (misura B1) a partire dal mese di febbraio 2020: viene per la prima volta introdotta una soglia di reddito Isee di 50mila euro per la percezione del contributo (65mila in caso il beneficiario sia minorenne) e viene abbassato il contributo minimo mensile da 600 a 400 euro. La quota aggiuntiva di 500 euro in caso di assunzione di un caregiver è vincolata ad un orario settimanale di servizio non inferiore alle 40 ore, con la conseguenza che chi ne ha bisogno per un tempo più limitato non avrà diritto a questa parte di contributo e che, comunque, anche chi ne avrà diritto dovrà integrare in modo sostanziale per poter pagare stipendio e contributi al caregiver. Si consideri che il contributo complessivo era di 1100 euro a prescindere dalle ore di assistenza contrattate.

    “È paradossale – aggiunge Scandella – che nel momento in cui le risorse statali vengono aumentate in modo consistente da questo governo, e che la Regione può aumentare da 70 a 91 milioni il proprio fondo a favore dei disabili, Lega e alleati decidano di risparmiare proprio sui più deboli e bisognosi. Spostano così tutto il peso ancora di più sulle famiglie che già hanno oneri di cura, economici e non, molto pesanti. La Regione ha compiuto una scelta del tutto sbagliata e le chiediamo di correggerla prima dell’entrata in vigore, prevista tra sole tre settimane.”

  • Regione Lombardia investa di più, servono più risorse per gli ospedali di San Giovanni Bianco e Piario

    La Regione investa sugli ospedali di San Giovanni Bianco e di Piario. A chiederlo è il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella che con due emendamenti al bilancio regionale 2020-2022, in discussione a partire da domani, mette fila alcune specifiche necessità delle due strutture. Per San Giovanni Bianco l’esponente Pd chiede uno stanziamento di 50mila euro per l’acquisto di un ecografo, tre monitor multiparametrici e un elettrocardiografo. Per Piario, la richiesta è di 30mila euro per un ecografo per il reparto di radiologia e nuove lavaferri per le sale operatorie.
    Sempre in tema di sanità, Scandella chiede la creazione di un Presidio sociosanitario territoriale per ogni ambito sanitario: Bergamo Est provincia, Valle Seriana e Valle di Scalve, Bassa Bergamasca, Dalmine, Isola Bergamasca, Valle Brembana e Valle Imagna e infine Bergamo città. Si tratta di Poliambulatori dedicati soprattutto alla cura dei pazienti cronici, che in questo modo non sarebbero costretti ad andare in ospedale ma potrebbero trovare in strutture adeguate, a breve distanza da casa, tutte le cure di cui necessitano.
    “Noi crediamo che vada sostenuta la sanità territoriale – spiega Scandella – che è ciò che manca davvero alla sanità lombarda che ha grandi ospedali di qualità ma che nel tempo non ha investito, o ha disinvestito, sui servizi a portata del cittadino. È un problema maggiormente sentito nei territori di montagna, che vanno sostenuti concretamente e quelle che ho indicato sono esigenze specifiche, non particolarmente onerose, a cui la Regione deve dare una risposta.”

  • Qualità dell’aria, Scandella (PD): “La situazione è ancora critica, ma grazie al PD arrivano incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni”

    “L’assessore Cattaneo in questi giorni ha fatto diverse dichiarazioni sostenendo che in Lombardia la qualità dell’aria, nel suo complesso, è migliorata. E’ vero, ma purtroppo non possiamo ancora dire di essere usciti dall’emergenza*. La situazione relativa all’inquinamento dell’aria nella nostra regione continua a rimanere critica, come riportano gli ultimi monitoraggi che testimoniano il persistente superamento dei limiti previsti dalle disposizioni in vigore. Qualcosa è stato fatto, ma non è ancora abbastanza”.

    Lo dice il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella che, in riferimento all’assestamento di bilancio votato in aula consiliare alla fine di luglio, spiega: “Come gruppo abbiamo formulato numerose proposte, anche immediatamente attuabili, tra cui la pubblicazione di un bando nel 2019 che prevedesse contributi ai privati per l’acquisto di auto a basse emissioni, con l’obiettivo di rafforzare gli incentivi introdotti a livello nazionale dalla legge di bilancio 2019”.

    “Una buona notizia – dice Scandella – perché in questo modo la transizione ecologica diventa sempre più alla portata di tutti. Infatti, nella delibera XI/2090, approvata lo scorso 31 luglio, si prevedono contributi per incentivare la rottamazione dei veicoli inquinanti da sostituire con auto a basse emissioni. Per i veicoli a benzina fino a Euro2 e per i veicoli diesel fino a Euro 5, è previsto un incentivo che arriva fino a 8mila euro per l’acquisto di un’auto elettrica e scende a seconda delle emissioni della nuova auto. Si tratta di contributi cumulabili con quelli statali e per il 2019 sono stati stanziati 5 milioni di euro.”.

  • VOUCHER PER PAGARE LA BABYSITTER, IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA PROPOSTA DI SCANDELLA (PD)

    Il Consiglio regionale ha approvato nei giorni scorsi la proposta del consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella di studiare l’introduzione in Lombardia del Voucher Baby-sitting, un buono per le lavoratrici dipendenti pubbliche o private, comprese le imprenditrici e le lavoratrici autonome, che abbiano figli tra 0 e 2 anni. Alternativo alla misura “Nidi gratis”, permetterebbe alle donne che intendono rientrare al lavoro e possono farlo con modalità flessibili di ricevere un contributo per pagare una babysitter.

    Scandella, che da tempo si sta occupando di tematiche relative alla natalità e al sostegno delle famiglie che intendono avere figli ma che incontrano difficoltà soprattutto economiche, ha presentato al bilancio un ordine del giorno che è stato approvato da tutta l’Aula.

    “In Italia abbiamo un tasso di occupazione femminile, il 48,8%, che ci vede penultimi in Europa – spiega Scandella -. Molte sono le donne che dopo la prima o la seconda gravidanza rinunciano al lavoro, perché di fatto troppo spesso mancano le condizioni economiche e logistiche per conciliare impegno lavorativo e maternità. Non è necessario che sia così, perché in Nord Europa il tasso molto alto di occupazione femminile – Svezia 74,6%, Norvegia 71,9% – viaggia di pari passo con il tasso di natalità – Svezia 1,85 figli, Norvegia 1,72 – mentre in Italia siamo fermi ad una media di 1,35 figli. Il Governo Renzi aveva introdotto un Voucher Babysitter nazionale, che era stato utilizzato da 8.100 beneficiarie di cui una quota significativa in Lombardia, ma il Governo attuale non l’ha rifinanziato, anzi, ha anche tolto lo sgravio contributivo previsto per il datore di lavoro che promuoveva azioni di conciliazione tra lavoro e vita privata come il part-time e lo smart working, il lavoro da casa. La Regione Lombardia si è sempre limitata ad adottare misure complementari come Nidi gratis rispetto a quelle statali, senza considerare il reale impatto sulla condizione della donna lavoratrice e sul benessere familiare. Io sono convinto che le istituzioni debbano creare una rete di servizi e di agevolazioni che permettano di conciliare lavoro e maternità e in questa direzione va il voucher per la babysitter, perché l’asilo nido non c’è ovunque e non è sempre la risposta adatta alle esigenze della famiglia. Sono soddisfatto della risposta positiva dei colleghi, ora mi aspetto che si ragioni in tempi brevi di come attuarlo concretamente.”

  • Foto di Michał Parzuchowski da UnSplash.com (https://unsplash.com/collections/243599/children?photo=W9ULJJwG2fA)

    DISPERSIONE SCOLASTICA, SCANDELLA (PD): “REGIONE LOMBARDIA LA INSERISCA TRA LE PRIORITÀ”

    Politiche educative al centro degli emendamenti del Gruppo regionale del Pd, che sta preparando le sue richieste in vista dell’assestamento di bilancio che si discuterà la prossima settimana.

    “Vogliamo impegnare Regione Lombardia, con emendamenti e ordini del giorno, a programmare interventi contro la dispersione scolastica, per contrastare il fenomeno, e a favore di maggiori politiche di prevenzione della povertà educativa”, spiega Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd.

    “Con questi atti intendiamo denunciare una mancanza di investimenti in uno degli ambiti che deve essere prioritario nella nostra regione, poiché coinvolge e riguarda le generazioni future e i nostri giovani. L’istruzione e il diritto allo studio sono strategici per sviluppare le competenze necessarie per emergere nel mercato del lavoro, e ogni studente della Lombardia deve avere la stessa possibilità di successo personale, indipendentemente dalle condizioni sociali di partenza”.

    I dem hanno presentato emendamenti che rivedono il buono scuola “appostando più risorse: per la precisione – fa sapere Scandella – 5 milioni sulla componente ‘sostegno al reddito’ e altri 5 per i ‘contributi alle famiglie per la fornitura dei libri di testo’, che sono le voci più importanti”.

    Anche nella formazione professionale i problemi sono evidenti: “Non è per nulla potenziata, mentre noi chiediamo che sia in grado di presentare un’offerta formativa adeguata alle richieste produttive del territorio lombardo. Stesso discorso per l’istruzione tecnica superiore, dove non vanno dimenticate le competenze digitali”, conclude Scandella.

    Non solo scuola dell’obbligo e insegnamento superiore: “Nelle legislature precedenti, il Gruppo del Pd ha sempre insistito per ottenere maggiori investimenti nel diritto allo studio universitario, che si concretizza in copertura delle borse di studio e servizi agli studenti. Anche quest’anno chiederemo di investire di più in questa fase del percorso di formazione dei nostri giovani”.

  • CONSUMO DI SUOLO, SCANDELLA (PD):”PER LA CORTE COSTITUZIONALE ILLEGITTIMA LA LEGGE REGIONALE IN LOMBARDIA, ORA SI RIPARTA DAVVERO DALLA RIGENERAZIONE URBANA”

    Ora si deve ripartire dalla rigenerazione urbana ed evitare di consumare altro suolo. Il consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) commenta così  il pronunciamento della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima una norma della legge sul consumo di suolo in Lombardia, la 31/2014, che regolava il periodo transitorio, impedendo ai comuni di ridurre le aree edificabili all’interno dei loro Piani di Governo del Territorio.  

    La decisione della Corte giunge alla fine  di un contenzioso aperto dal Comune di Brescia.  “Finalmente – afferma Scandella – dopo cinque anni la legge regionale sul consumo di suolo è giudicata per quello che è, e cioe una legge ‘mangiasuolo’ che ha permesso, se non assecondato, la cementificazione. Esattamente come  il Pd aveva già detto allora, purtroppo inascoltato. Nel 2017 i metri quadrati di suolo consumati in Lombardia erano più di 3 milioni, di questi ben 600 mila persi solo nel 2017 stesso. Ora la Lombardia deve voltare pagina. E’ necessaria una politica di vera tutela del suolo,  improntata alla rigenerazione urbana  che non è solo recupero delle aree dismesse ma anche degli edifici e delle abitazioni nelle città e nei paesi”.

  • Scandella (Pd): ”Grazie al Pd un primo segnale di attenzione per le famiglie con figli”

    Si chiamerà “Family in Lombardia”, il marchio simbolo dell’ attenzione alle famiglie con figli che sarà istituito dalla Regione  su sollecitazione del consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) che ha presentato una mozione sul tema, approvata all’unanimità oggi in aula. 

    Il marchio richiama l’iniziativa della Provincia autonoma di Trento, che da tempo certifica con il marchio “Family in Trentino” l’impegno di soggetti pubblici (comuni, istituzioni, musei, ecc) e privati (aziende, esercizi commerciali, associazioni, ecc.) nel mettere in campo misure e servizi tali da potersi definire “a misura di famiglie con figli”.

    “L’idea di istituire e promuovere il marchio – spiega Scandella – nasce da quella che è ormai un’urgenza sotto gli occhi di tutti,  l’esigenza di rimettere al centro dell’agenda politica l’autonomia giovanile e il sostegno alla nascita di nuove famiglie, visto il drammatico calo delle nascite. In Lombardia nel 2018 si è toccato il record negativo di nascite dal 1861, e se i giovani lombardi dichiarano in media di volere almeno 2 figli, il dato reale si ferma a 1,38. La politica deve fare di più per aiutare le persone – in particolare i giovani – a realizzare i propri desideri e progetti di vita. La necessità di attuare politiche serie di sostegno alle famiglie, che devono essere valorizzate, sostenute e considerate come motore di sviluppo e benessere della società, non è più rinviabile. L’istituzione del marchio ‘Family in Lombardia’ è un piccolo ma significativo segnale di attenzione. Un modo per iniziare a sostenere davvero le persone nelle loro fatiche quotidiane.”