• La Regione dia risposte ai pendolari, l’interrogazione di PD e Patto Civico

    Comunicato Stampa
    TRENI: SCANDELLA (PD), “LA REGIONE DIA RISPOSTE AI PENDOLARI”

    Interrogazione di Pd e Patto Civico in Regione, sarà discussa martedì

    Il PD, insieme a tutte le opposizioni, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata all’assessore Sorte sul nuovo orario ferroviario del quadrante orientale della Lombardia, che interessa Bergamo e provincia. L’interrogazione, a prima firma di Jacopo Scandella e sottoscritta anche dal capogruppo del Patto Civico Roberto Bruni, sarà discussa martedì 8 novembre in Consiglio regionale durante il Question time: l’assessore dovrà rispondere in merito alle azioni che intende mettere in campo “per non penalizzare i collegamenti Milano Bergamo a seguito dell’introduzione dell’Alta Velocità a livello di puntualità e coincidenze, per incrementare il livello dell’offerta e della qualità del materiale rotabile sulla linea Verona – Brescia – Milano e per adeguare le stazioni non interessate dell’alta velocità che versano in molti casi in uno stato di abbandono.”

    “I pendolari bergamaschi – dichiara Scandella – pongono temi a cui la Regione deve dare risposte. Certamente non si può pensare di aumentare le tariffe se prima non si prospetta un miglioramento sostanziale del servizio e soprattutto se i nuovi orari risulteranno penalizzanti per chi usa il treno tutti i giorni e vorrebbe continuare a farlo. Oggi i problemi principali sono quelli del materiale rotabile vecchio e usurato, del sovraffollamento delle carrozze e, in particolare in certi orari, della sicurezza. Per risolverli occorrono investimenti che non possono essere caricati unicamente sulle spalle dei pendolari”.

    Milano, 4 novembre 2016
  • Prolungamento TEB Valle Seriana, Scandella (PD): “Chi sale sul carro e chi spinge da un po’…”

    COMUNICATO STAMPA

    Prolungamento TEB Valle Seriana, Scandella (PD): “Chi sale sul carro e chi spinge da un po’…”
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    La Val Seriana fa squadra in Regione? Spero che sia così da qui in avanti, perché fino ad oggi non si è visto molto”. Così il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella commenta le dichiarazioni, pubblicate questa mattina in un articolo sull’Eco di Bergamo, dei colleghi bergamaschi di Lega Roberto Anelli e di Lombardia popolare Angelo Capelli in riferimento al progetto viabilistico del prolungamento del tram da Albino a Vertova. “Vorrei ricordare – dichiara Scandella – che se nel programma regionale della mobilità e trasporti, votato in Aula poche settimane fa, è stato inserito il progetto del prolungamento della Teb fino a Vertova è stato grazie ad un emendamento del Partito democratico poi recepito dalla Giunta. Fa anche un po’ sorridere leggere che i miei colleghi lavoreranno per cercare le risorse necessarie – aggiunge -. Solo due mesi fa , il 27 luglio scorso, in occasione della votazione dell’assestamento di bilancio in Aula, furono proprio loro a bocciare in Aula un mio emendamento che chiedeva alla Regione di reperire 50mila euro per il progetto preliminare della tramvia. Dopo la mobilitazione di imprenditori ed amministratori del territorio, sono contento che abbiano cambiato idea. Più che salire sul carro però sarebbe opportuno spingerlo tutti insieme…”.

  • Incontri pubblici per la riforma costituzionale

    Cosa cambierà con il referendum costituzionale? Una breve sintesi:

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    Gli incontri pubblici sulla riforma costituzionale:

    • Casnigo, giovedì 22 settembre 2016, ore 20.45, sala di ingresso del palazzo municipale (link informativo)
    • Lurano, martedì 27 settembre 2016, ore 20.45, presso Auditorium San Lino (link informativo)
    • Gromo, mercoledì 5 ottobre 2016, ore 20.45, presso Sala Filisetti (link informativo)
  • Piano inadeguato ad affrontare i bisogni reali della mobilità

    Piano Regionale della Mobilità e Trasporti, il Pd vota NO

    Scandella (PD): “Piano inadeguato ad affrontare i bisogni reali della mobilità”

    ll Partito democratico ha votato No al Piano regionale mobilità e trasporti, in approvazione oggi in Consiglio regionale. Il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella ne spiega le motivazioni. “Il Prmt, così come pensato dalla Giunta, è un piano che si limita a elencare l’esistente senza indicare strategia, priorità e risorse – dichiara -. Nel nuovo programma regionale ci sono autostrade pensate qualche decennio fa e che non sono più giustificate né dai flussi di traffico né dalle disponibilità economiche. La crisi ha cambiato tutto: in primis la capacità di investimento del pubblico, che non può affidarsi al “qualcuno pagherà” ma che deve fissare le priorità, investire le poche risorse che ci sono su interventi strategici e avere certezza della sostenibilità economica dell’opera. Pensiamo a Pedemontana – spiega -: le risorse private non ci sono, quelle pubbliche sono state spese tutte e non siamo nemmeno lontanamente vicini alla conclusione dell’opera. Abbiamo suggerito una revisione del progetto che completi l’autostrada fino a Vimercate, per allacciarla all’altezza di Agrate alla A4 – TEEM. Al momento è l’unica soluzione possibile per vedere l’opera conclusa in tempi ragionevoli”.

    Scandella ha presentato emendamenti e ordini del giorno bocciati in Aula dalla maggioranza. “Mentre la Giunta Maroni progetta nuove autostrade per 315 chilometri, rimangono irrisolti problemi reali quali il trasporto ferroviario e il trasporto interurbano che vengono lasciati a se stessi. Noi abbiamo lavorato affinché nel Piano venisse data più attenzione all’intermodalità ferro-gomma, con più parcheggi e punti di interscambio in prossimità delle stazioni, per accorciare il percorso con l’auto; alla mobilità condivisa, con incentivi a chi organizza il tragitto insieme ad altri, a chi va a piedi o in bici; e alla mobilità sostenibile, con investimenti nel metano, nell’elettrico e in tutto ciò che rende i veicoli meno inquinanti”.

    Scandella comunque esprime soddisfazione per alcuni punti importanti messi a segno dal Partito democratico: “Abbiamo ottenuto il prolungamento della Teb fino a Vertova e la sistemazione del casello A4 in uscita a Bergamo. Ma questo non è bastato per avere un giudizio positivo. Voglio sottolineare come questo piano venga promosso dall’assessore ai trasporti senza la collaborazione delle strutture di urbanistica, ambiente o salute – conclude -. E’ il segno evidente che il documento è incompleto e insufficiente ad affrontare le sfide del futuro”.

    Milano, 20 settembre 2016

  • Accordo interregionale sul legno: una buona occasione per i territori e le loro genti

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

     

    COMUNICATO STAMPA

     

    Montagna
    SCANDELLA (PD): “ACCORDO INTERREGIONALE SUL LEGNO: UNA BUONA OCCASIONE PER I TERRITORI E LE LORO GENTI”

     

    Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato stamattina la ratifica dell’accordo interregionale sul prelievo legnoso in ambito boschivo e sulla filiera legno. Un voto unanime che ha trovato d’accordo anche Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, convinto dell’importanza soprattutto “di condividere con altre regioni il tema dell’utilizzo forestale dei nostri territori”.

    Nel suo intervento, Scandella ha ricordato che “il bosco sta crescendo a ritmi superiori rispetto a quello che si riesce a tagliare, ma, nonostante in Lombardia sia presente in larghissima parte bosco ceduo, è vero che le grandi segherie della Valtellina e della Val Camonica fanno arrivare legni dai Paesi del nord Europa. Invece, potremmo coltivarceli in Lombardia, ma manca un piano serio. Senza contare che, in seguito a una campagna di contributi europei, in passato vennero immesse grandi quantità di piante non autoctone che ora vanno estirpate per rimettere anche su quei territori bosco ceduo e autoctono”.

    Ma la principale difficoltà, secondo Scandella, sta nel fatto che “questi interventi di manutenzione andavano eseguiti dai consorzio forestali che Regione Lombardia ha deciso di non rifinanziare, nonostante siano gli organismi principali a seguire e curare con una certa scientificità il patrimonio boschivo”.

    L’invito del consigliere Pd è stato, dunque, quello di “provare a dare una risposta concreta ed efficace per evitare disastri idrogeologici che si stanno moltiplicando. Nei prossimi anni assisteremo ancora a situazioni come quelle viste quest’anno nelle vallate bergamasche, devastate dalle intemperie. Vorremmo che la Regione, attraverso una progettualità professionale, mettesse in campo azioni di prevenzione. Per questo ci auguriamo che questa proposta d’accordo sia l’inizio per costruire una programmazione importante, traendone anche una opportunità per i territori e le genti di montagna. Possiamo essere altamente competitivi, ma abbiamo perso molto tempo: non rischiamo di far diventare questo impegno solo delle belle intenzioni”.

     

    Milano, 20 settembre 2016

  • Scandella: “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

    TPL, Martedì in Aula approvazione del Piano regionale trasporti

    Scandella(PD): “Porteremo all’attenzione dell’assessore le proteste dei comitati pendolari”

    Ancora pesanti ritardi e cancellazioni si registrano sulla tratta ferroviaria lunga la direttrice bergamasca. I comitati pendolari sono sul piede di guerra per una situazione di disagio perenne ma senza che la Regione prenda i dovuti provvedimenti. “Riceviamo quotidianamente lettere di denuncia da parte dei rappresentanti dei pendolari – dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella – solo ieri sera un treno della linea Milano – Bergamo è stato bloccato per 103 minuti in attesa che si risolvesse un guasto a uno scambio. Questa mattina, invece, il treno S9 portava ben 37 minuti di ritardo, cosa che peraltro capita fin troppo spesso. C’è stato chi ha optato per un treno MM2, che nell’ orario di punta è sovraffollato, e all”arrivo a Romolo, alle 8,45, ha dovuto destreggiarsi con pullman di linea funzionanti a intermittenza che esponeva l’avviso ‘fuori servizio’. Tutto senza un preavviso o alcun tipo di informazione da parte dell’azienda. Proporremo nuovamente questo tema martedì in Aula, in occasione della discussione del Programma regionale della mobilità e dei trasporti, e richiameremo l’assessore alle sue responsabilità non solo per quanto concerne il sistema ferroviario ma anche sull’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese. In Commissione trasporti invece chiederemo l’audizione dell’amministratore delegato Trenord Farisè per capire come l’azienda mira a risolvere questa situazione inaccettabile“, conclude.

     

    Milano, 15 settembre 2016

  • J-Mail n.9

    Ciao,
    una ventina d’anni fa, un noto esponente del centrosinistra italiano disse una cosa del genere: “Berlusconi si vanta di non essere un politico… ma è come se uno entrasse in sala operatoria e dicesse al paziente: “tranquillo, tranquillo, non sono un chirurgo!”.

    Erano gli anni successivi a Tangentopoli, poco dopo sarebbero emersi gli sprechi de “La Casta”, poi ancora gli scandali sui rimborsi, la crisi economica e una serie di occasioni perse per riformare i partiti e le istituzioni. C’era (e c’è…) un sentimento popolare d’insofferenza verso la classe politica, a cui fece seguito il tentativo di trovare fuori da quest’ultima la soluzione ai problemi: tra chi non aveva frequentato i partiti, tra chi si presentava come estraneo a quel sistema. Da Berlusconi passando per la miriade di piccole o grandi personalità “prestate” alla politica, si arriva ai giorni nostri ed al mantra 5 stelle: non politici ma cittadini. Una cosa diversa.

    Anche io, quando mi sono candidato in Consiglio regionale, l’ho fatto per essere diverso. Diverso dal mio coetaneo Renzo Bossi che mi aveva preceduto tra quei banchi; diverso da chi aveva usato la carica pubblica per il proprio tornaconto personale (www.jacoposcandella.it/trasparenza); diverso da chi si vedeva di rado sul territorio se non per una campagna elettorale di promesse, mai rendicontate.

    Ho sempre pensato, però, che come non ci si improvvisa chirurghi, non ci si improvvisa nemmeno politici. E che se l’onestà va dimostrata sul campo, questa non è da sola sufficiente. Servono studio e approfondimento; serve la giusta dose di umiltà per riconoscere le ragioni dell’altro e il fatto che intorno a te non ci sono solo mele marce da denunciare, ma una quantità di brave persone che svolge il proprio ruolo con passione e onestà. Altrimenti, saremmo messi molto peggio di come siamo.

    A questo proposito, e a partire dalle difficoltà della giunta M5S di Roma, Roberto Saviano ha scritto un pezzo che vi consiglio.


    Da consiglio a Consiglio: al Pirellone mi sto occupando di giovani, montagna e trasporti.

    Primo: ci sono ragazzi e ragazze in Lombardia che avrebbero diritto alla borsa di studio regionale per l’università, perché rientrano nei requisiti di merito e di reddito, ma che la borsa di studio non la prendono. Perché? La risposta più semplice, dopo tre anni di tentativi, è che questo non interessa. Non interessa che ci siano più giovani, soprattutto da famiglie meno ricche, che decidono di proseguire gli studi.
    Potrebbe sembrare propaganda, per cui meglio affidarsi ai dati.

    Per coprire tutte le richieste servono 56 milioni di euro; ben 38 li pagano gli studenti con le loro tasse; 15 milioni provengono dal fondo integrativo statale; ne mancano solo 3, lo 0,012% circa del bilancio regionale. Eppure, Regione Lombardia decide di stanziare la miseria di 687.000 euro, l’1,2% del totale richiesto. E questo sul 2016, perché la previsione sul 2017 ad oggi è ZERO.

    I numeri parlano da soli. Ma dietro ad ogni numero c’è una persona a cui viene tolta la possibilità di studiare, una persona che non vede realizzato quel “rimuovere gli ostacoli di ordine economico che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” che la nostra Costituzione assume come impegno. E’ semplicemente inaccettabile. Qualcosa a cui, in ogni caso, non ci si può rassegnare.

    Secondo: in Alta Valle Seriana ci sono più o meno 40 mila abitanti distribuiti in 463 km quadrati. A Milano gli abitanti sono 1 milione e 200 mila, in 181 km. Due mondi diversi. Eppure le regole fissate dalla Regione sono spesso molto simili.
    Sarebbe come se facessimo giocare una squadra di calcio a 5 su un campo da 11 giocatori. Potrebbe essere la più forte del mondo, ma non vincerebbe mai. Sono intervenuto in Consiglio regionale (prima parte sul diritto allo studio, seconda sulla montagna) per spiegare questa metafora e chiedere una cosa sola:fateci giocare alla pari, altrimenti in montagna non gioca più nessuno!

    Terzo: il 20 settembre arriva in aula il Programma Regionale della Mobilità e deiTrasporti (PRMT). Un malloppo da mille e passa pagine a cui ho dedicato ore di “studio matto e disperatissimo”. Scherzi a parte, lì dentro c’è la visione delle infrastrutture e della mobilità lombarda per i prossimi dieci anni. E, ahimè, è una visione troppo ancorata al passato, che non tiene conto di quanto le cose siano cambiate negli ultimi anni.

    Autostrade come la Broni-Mortara o la Varese-Como-Lecco (e molte altre ancora) sono state pensate quando si credeva che una grande massa di persone sarebbe stata disposta a pagare un pedaggio più caro per risparmiare un po’ di tempo. Il problema è che oggi non è più così: la crisi non ha modificato solo le disponibilità economiche degli enti pubblici, le cui risorse (più scarse) vanno utilizzate con grande cura, ma anche l’attitudine alla spesa dei cittadini. E di questo bisogna tenerne conto.

    Vogliamo un Piano che abbia cura tanto della sostenibilità economica quanto di quella ambientale; meno autostrade ma più tangenziali e tranvie che possano risolvere gli ingorghi nei territori; un piano per i pendolari e la mobilità ferroviaria, per le piste ciclabili, per l’elettrico e le nuove tecnologie che possono migliorare il trasporto privato su gomma.
    Ci proveremo martedì in aula.


    C’è un appuntamento, nei prossimi mesi, che occuperà l’agenda politica del nostro paese, ed è il referendum costituzionale. Gli dedicherò la prossima newsletter: credo infatti sia nostro compito quello di fornire alle persone quante più occasioni di confronto su una riforma così importante, affinché la partecipazione al voto siaconsapevole e informata.
    Dalla prossima settimana sarò impegnato in una fitta serie di dibattiti: si parte mercoledì 22 settembre a Casnigo e si prosegue martedì 27 a Lurano… mi auguro di poterti incontrare di persona!

    Intanto,
    un sorriso

    Jacopo

  • Programma Regionale Mobilità e Trasporti: la situazione

    L’approvazione del Programma Regionale Mobilità e Trasporti è attualmente prevista per la ripresa dei lavori del Consiglio Regionale ed è attualmente programmata per il prossimo 20 settembre. In origine era previsto il termine dell’intero iter per la fine del 2015 ma alcuni prevedibili ritardi tecnici e l’accavallarsi di provvedimenti legislativi in V Commissione hanno portato alla chiusura della fase istruttoria in V Commissione ed al voto a fine giugno con l’impegno di votare il Piano il 19 luglio in aula. Martedì 5 luglio, senza alcun preavviso la maggioranza ha deciso di posticipare il voto, adducendo il fitto calendario della seduta ma più probabilmente per problemi nella chiusura del PRMT vista la debolezza della posizione dell’Assessore Sorte e le numerose sollecitazioni che provengono dai territori e dagli attori economici ed istituzionali.

    Si tratta di un provvedimento molto atteso visto che la precedente programmazione regionale risale al 1982 e si innesta in un contesto di grandi cambiamenti sia nella governance del TPL con il ruolo duale di Trenitalia e Trenord (società al 50% Trenitalia e 50% Regione Lombardia) e i possibili cambiamenti che potrebbero portare a fusioni e incorporazioni, sia attraverso la rimodulazione dei servizi integrati e su gomma con la nascita delle Agenzie che faticosamente stanno avviando il proprio percorso che nella struttura stessa della mobilità con il deciso incremento degli utenti ferroviari e della mobilità dolce e la prospettiva di uno spostamento di una parte consistente del traffico merci dalla gomma al ferro in una logica intermodale avanzata.

    Il PD ha da subito proposto emendamenti di sostanza al PRMT, documento complesso e molto articolato,  incentrati nella modifica strutturale di alcune delle ‘azioni’ previste e che sono la parte descrittiva della politica della mobilità regionale.  Troppo debole il segnale di cambiamento presente nel PRMT di fronte alla mutata situazione economica in Lombardia che ha comportato una modifica sostanziale delle necessità infrastrutturali regionali che vedono una drastica diminuzione delle risorse disponibili per interventi a grande impiego di capitali, il fallimento del project financing, l’incremento costante a tassi intorno al 5% degli spostamenti ferroviari di persone, nuovi flussi di merci su ferro con apertura del Gottardo e la conseguente necessità di intermodalità, la lenta ma progressiva avanzata della mobilità sostenibile sotto forma di elettrico o sharing mobility.

    La stesura originaria del PRMT difatti fotografa una situazione proponendo scenari evolutivi sulla base di stime e previsioni che sono variate e che devono giocoforza trovare una declinazione nella programmazione. Le politiche attive sul trasporto da attuare in concorso con la pianificazione nazionale e lo scenario europeo risultano essere sbiadite restando sullo sfondo gestionale dell’esistente o poco più e rimangono irrisolti i nodi reali, politici, della pianificazione a medio e lungo termine: risorse, strategie, visione di sviluppo.

    La posizione della maggioranza di centro destra rimane ferma sull’assunto che il Governo ha tagliato i fondi per il TPL, che la proporzione tra le risorse assegnate e il fabbisogno derivante dall’estesa rete di trasporti è penalizzante per la Lombardia e che i fondi per l’estensione della rete autostradale lombarda devono provenire dalla redistribuzione dei proventi fiscali centrali.

    Il primo punto è palesemente falso e strumentale perché il Fondo Nazionale per il TPL non ha subito tagli negli ultimi anni e con i recenti atti governativi alla Lombardia dovrebbe essere riconosciuta parte della redistribuzione derivante della penalizzazione per le Regioni che non abbiano raggiunto standard di qualità prefissati. Sul punto della proporzione tra fabbisogno e assegnazione di risorse effettivamente appare necessaria una riflessione sull’introduzione dei costi standard per evitare il ripetersi di storture e inefficienze. Sulla vicenda delle risorse per le autostrade è da sottolineare il fallimento della logica lombarda del project financing e ricordare le defiscalizzazioni di cui hanno goduto alcune delle opere più esposte economicamente che gravano sul bilancio statale.

    Per quanto riguarda l’attività consiliare, l’analisi e la successiva attività emendativa, frutto del confronto con il territorio e i portatori di interesse (si sono svolte decine di audizioni oltre al percorso obbligatorio della VAS con relative osservazioni e proposte) hanno portato il PD a seguire due percorsi paralleli di richiesta di modifica:

    • richiesta di stralcio delle opere giudicate insostenibili finanziariamente ed ambientalmente laddove i benefici sono largamente inferiori ai costi diretti ed indiretti e i finanziamenti appaiono impossibili da trovare la breve, medio e lungo termine per opere stratecigamente marginali
    • richiesta di modifica o di integrazione

    Le principali richieste di stralcio riguardano le opere stradali autostradali quali la Lecco-Como-Varese, il lotto da Vimercate a Dalmine della Pedemontana, la Broni -Mortara e il raccordo con la A 26 di Stroppiana, la TOEM (unico accolto in fase preliminare) mentre modifiche e integrazioni (quasi tutte accettate) hanno riguardato la possibilità di interventi di raddoppio di linee ferroviarie o prolungamenti di metrotramvie e alcune connessioni stradali importanti per i territori.

    Nel corso della seduta che vedrà l’approvazione del PRMT il PD presenterà, oltre agli emendamenti sopra ricordati che non sono stati assunti dalla Giunta, alcuni ordini del giorno che, in quanto atti di indirizzo politico, proveranno a dare alcune indicazioni per la Giunta Regionale per affrontare i nodi di sistema irrisolti sopra descritti oltre ad alcune proposte per migliorare localmente la situazione attuale.

    DATI ECONOMICI (fonte Regione Lombardia dicembre 2015)

    prmt_regione_lombardia_2016

  • Call center antigender: si occupino dei problemi veri dei ragazzi!

    CALL CENTER ANTIGENDER, BRAMBILLA (PD): SI OCCUPINO DEI PROBLEMI VERI DEI RAGAZZI, COME IL BULLISMO

    “Il call center antigender alla fine rimarrà solo una provocatoria boutade propagandistica, nello stile della giunta Maroni. Spero che gli operatori incaricati si occupino dei problemi veri dei ragazzi come il bullismo e il cyberbullismo, sui quali abbiamo presentato da tempo un progetto di legge che ancora non è stato calendarizzato, e magari i trentamila euro stanziati dalla Regione saranno serviti a qualcosa”.

    Lo dichiara il capogruppo del Pd al Pirellone Enrico Brambilla in merito allo sportello famiglia della Regione, annunciato nei mesi scorsi come call center antigender ed entrato oggi in funzione.

    Milano, 12 settembre 2016

  • Mobilità elettrica: “Ora un piano strategico regionale”

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in regione Lombardia

    COMUNICATO STAMPA

    Mobilità elettrica, Scandella: “Ora un piano strategico regionale” 

    Il consiglio regionale questo pomeriggio ha approvato all’unanimità una mozione che chiede alla Giunta di promuovere lo sviluppo di un piano strategico a sostegno della mobilità elettrica che miri a risolvere i problemi del traffico e a salvaguardare l’ambiente. Soddisfatto il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella che ricorda come “Da tre anni in Consiglio abbiamo proposto emendamenti alle sedute di bilancio per stanziare risorse dedicate alla mobilità elettrica, in modo particolare per l’infrastrutturazione di nuove colonnine elettriche e per avviare una sperimentazione sulle flotte della pubblica amministrazione. Gli emendamenti sono sempre stati respinti ma speriamo che questa nuova mozione, stavolta proposta dalla maggioranza stessa, possa portare ad un esito diverso”.

    Per il Partito democratico tre sono le azioni ritenute più importanti: “sostenere il lavoro delle amministrazioni locali lombarde che già stanno sperimentando il car sharing elettrico – spiega Scandella -, avviare una sperimentazione per trasformare in elettriche alcune flotte comunali o della pubblica amministrazione, che possano essere da esempio per altre amministrazioni e per i cittadini, e continuare sulla strada dei bandi per le nuove colonnine di ricarica. A questo si aggiunge un indispensabile intervento statale per rendere detraibili parte delle spese per l’acquisto di auto elettriche (in quanto risparmio energetico) e consentire di accedere al superammortamento del 140% per le flotte aziendali”, conclude.

    Milano, 6 settembre 2016

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