• La raccolta dei funghi epigei

    Dal sito di Regione Lombardia:

    RACCOLTA DEI FUNGHI EPIGEI
    (L.R. 16/2015 – L.R. 31/2008)
    VERIFICA DELLO STATO DI ATTUAZIONE
    La legge regionale 25 maggio 2015 n. 16 Modifiche ed integrazioni al Titolo VIII, Capo I, della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale), in tema di raccolta dei funghi epigei, di iniziativa consiliare e entrata in vigore dal 29 maggio 2015, interviene ancora in materia di raccolta dei funghi per ovviare alle criticità applicative del tesserino unico regionale introdotto nel luglio 2014 . Infatti, sia il Consiglio delle Autonomie Locali che l’VIII Commissione consiliare, in occasione della formulazione dei rispettivi pareri sulle modalità di rilascio del tesserino regionale definite dall’Esecutivo, hanno evidenziato il rischio di ripercussioni negative dell’applicazione del tesserino sulle risorse destinate agli interventi di manutenzione ambientale e rispetto ai margini di autonomia decisionale degli Enti locali. La nuova disciplina sancisce la gratuità della raccolta dei funghi su tutto il territorio regionale. Tuttavia, allo scopo di tutelare il patrimonio boschivo e la biodiversità oltre che di valorizzare le risorse naturali, fanno eccezione i Comuni ricompresi nei territori delle Comunità montane e gli Enti gestori dei parchi non ricompresi nei confini di una Comunità montana che possono imporre un contributo per la raccolta.

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  • Petizione pendolari, la Bassa non ci sta

    Da l’Eco di Bergamo del 21 luglio 2015, pagina 15:

    Petizione pendolari, la Bassa non ci sta E l’iniziativa diventa un caso politico

    La petizione promossa dal Comitato Pendolari Bergamaschi, che ha ricevuto l’appoggio dei comitati analoghi di tutta la Lombardia, sul portale Change.org, nella giornata di ieri ha superato le 1.400 firme (ma il conteggio è in costante aggiornamento): un buon successo per la raccolta firme online (lanciata sui social network con l’hashtag #firmapendolare), considerato che è stata avviata soltanto due giorni fa. Ma la petizione registra già una defezione, o meglio, una mancata adesione. Quella del comitato pendolari della Bassa: «Non aderiremo alla petizione, in quanto non siamo d’accordo sul metodo utilizzato: siamo sempre stati lontani dalla politica e non vogliamo essere strumentalizzati in alcun modo – ha spiegato Piero Toti, del comitato dei pendolari della Bassa – Siamo abituati a lavorare in modo costruttivo, dando fiducia a tempo agli amministratori: non faremo quindi mancare il nostro punto di vista critico, ma non con queste modalità».

    Il dibattito politico

    Il tema sollevato dal comitato della Bassa, quello della strumentalizzazione politica, trova eco nell’intervento del consigliere regionale della lista Maroni Lara Magoni: «Credo che sia una mobilitazione suggerita dalla politica, precisamente dal Pd. E il sindaco di Bergamo Giorgio Gori a questo punto dovrebbe venire allo scoperto. Intendiamoci, so benissimo che i problemi ci sono, ma mi pare che accanirsi su una situazione così di emergenza (a Milano vanno in tilt pure i semafori per il caldo!) sia frutto più di un calcolo politico che di un bisogno reale». E anche il consigliere dei Cinque Stelle Dario Violi ha espresso qualche perplessità sull’iniziativa: «Se continuiamo così non andiamo da nessuna parte: i pendolari da una parte, l’assessore dall’altra… Perché non ci troviamo con tutte le forze politiche per trovare una soluzione concreta?».

    Dal fronte Pd Elena Carnevali e il collega in Regione Jacopo Scadella attaccano il Pirellone: «È finito il tempo degli slogan, è il momento di trovare soluzioni. A chiederlo sono tutti i pendolari bergamaschi stufi delle chiacchiere, come dimostra la petizione». La risposta dell’assessore Alessandro Sorte non si è fatta attendere. «Se dicono così non conoscono bene la materia» ha detto l’assessore. Perché «è vero che il trasporto pubblico localesi finanzia con il fondo nazionale trasporti trasferimenti e che questo fondo non è stato toccato». Però, conclude Sorte, «il governo ha tagliato in generale le risorse delle Regioni e delle Province, quindi questo taglio si è rovesciato sui servizi che eroga la Lombardia che sono essenzialmente sanità e trasporto pubblico locale». Al suo fianco ha fatto sentire la sua voce il consigliere della Lega Silvana Saita: «Io sono una pendolare, conosco bene la situazione e a Sorte non gliene perdono uno – scherza la consigliera –. Però non possiamo non ignorare che i tagli del governo hanno ridotto pesantemente le possibilità anche nel trasporto pubblico locale».

  • I disservizi colpa della mala gestione di Regione Lombardia

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

    Comunicato Stampa

    Trenord, Alloni e Scandella (PD): “I disservizi colpa della mala gestione di Regione Lombardia”

    “Se non funziona il sistema di refrigeramento delle carrozze la colpa sarà anche del troppo caldo che manda in tilt l’impianto ma soprattutto della mancata programmazione e manutenzione che solitamente qualsiasi azienda di trasporto che si rispetti fissa già nel mese di marzo. Evidentemente per Trenord questa non era una priorità”. Così i consiglieri regionali del Pd Agostino Alloni e Jacopo Scandella commentano la nota con cui Trenord giustifica la soppressione di alcune linee per guasti all’impianto di raffreddamento dovuto al caldo e alla vecchiaia del materiale rotabile. “Rimaniamo allibiti di fronte a questo continuo scarico di responsabilità da parte di Trenord ma soprattutto del presidente Maroni e dell’assessore Sorte – spiegano -: sono anni che denunciamo la mancanza di un piano industriale serio, ma chi di dovere fa orecchie da mercante e continua a rinnovare il contratto di servizio senza verificare i risultati e senza modificare di una virgola il contenuto dell’accordo. Il mancato funzionamento del sistema di raffreddamento delle carrozze è solo la punta di un iceberg – continuano -: il paradosso vero è che i treni vecchi, compresi quelli revampizzati sui quali non è possibile abbassare i finestrini, vengono soppressi per mancanza di aria condizionata. Gli unici a beneficiare di questa situazione sono i numeri relativi alla puntualità dei treni, con buona pace dei tanti pendolari infuriati. Condividiamo pienamente la petizione #firmapendolare lanciata qualche giorno dal comitato bergamasco, ci auguriamo che con i mea culpa arrivino presto anche le soluzioni”, concludono.

    Milano, 20 luglio 2015

  • La legge 31 del 2008: agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale

    Dal sito di Regione Lombardia:

    La LR 21/2014 si compone di 4 articoli che introducono modifiche al titolo IV Disposizioni sulle superfici e sull’economia forestali del Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale (LR 31/2008). In questa parte del TU sono affrontati i temi della regolamentazione dell’utilizzo delle superfici boschive, della gestione del patrimonio forestale nel rispetto della biodiversità, dello sviluppo sostenibile delle attività economiche che coinvolgono questo settore e del mantenimento nel tempo delle attività di gestione e manutenzione. Infatti, in particolare nelle aree montane, il venir meno di queste attività può portare al degrado delle condizioni di stabilità dei suoli, all’aumento dei rischi connessi ad attacchi parassitari, ad eventi atmosferici eccezionali e agli incendi boschivi.

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  • L’amianto e l’intervento pubblico per tutelare l’ambiente e la salute

    Dal sito di Regione Lombardia:

    La pericolosità dell’amianto e l’intervento pubblico per tutelare l’ambiente e la salute
    Come è noto, l’amianto è un minerale naturale a struttura fibrosa che è stato diffusamente utilizzato per la sua economicità e versatilità, ma del quale è stata riconosciuta l’estrema pericolosità. I materiali contenenti amianto possono rilasciare fibre che se inalate provocano gravi patologie. La Legge italiana n. 257 del 1992 ha vietato la produzione, l’importazione e la commercializzazione dell’amianto e ha attribuito alle Regioni compiti di pianificazione e controllo delle attività di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della tutela della popolazione e del territorio. Regione Lombardia è intervenuta in materia con la legge regionale n. 17/2003 “Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto” che dà attuazione alla norma statale e prevede, ad esempio, il sostegno e la sorveglianza sanitaria per i soggetti esposti all’amianto, l’istituzione di registri pubblici dei luoghi con presenza di amianto e il Registro dei Mesoteliomi, la regolazione di bonifica e smaltimento, le iniziative di informazione alla popolazione, la possibilità di erogare contributi ai Comuni per la bonifica di piccoli quantitativi di amianto. Gli interventi sono stati programmati attraverso il Piano Regionale Amianto (PRAL) che pone l’obiettivo strategico dell’eliminazione dal territorio regionale dell’amianto entro 10 anni dalla sua entrata in vigore.

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  • Il gioco d’azzardo patologico e l’intervento di Regione Lombardia

    Dal sito di Regione Lombardia:

    Il gioco d’azzardo lecito coinvolge una larga platea di consumatori e costituisce una consolidata fonte di reddito per il settore produttivo e commerciale. Quest’attività, che generalmente si configura come una piacevole occasione di divertimento, per una parte dei giocatori rappresenta un’esperienza problematica che talvolta è espressione di una vera e propria patologia: il gioco d’azzardo patologico (GAP). Il GAP è una forma di dipendenza patologica e consiste in frequenti, ripetuti episodi di gioco d’azzardo che dominano la vita dell’individuo a scapito della vita sociale, professionale, materiale, e dei valori e degli impegni personali e familiari. Proprio al fine di (i) prevenire e trattare la dipendenza patologica e (ii) mitigare le ricadute sociali, sanitarie e economiche derivanti dall’abuso del gioco d’azzardo, riservando una particolare attenzione alla tutela delle fasce della popolazione ritenute più vulnerabili, Regione Lombardia nel 2013 interviene con la l.r. 8, “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico”, che prevede un articolato insieme di azioni; tra queste:

    • iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione;
    • la formazione obbligatoria per i gestori e gli operatori delle sale gioco e dei locali dove sono installati gli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito (New Slot e Video Lottery);
    • l’offerta di una rete territoriale di servizi socio-sanitari-assistenziali per i giocatori patologici e le loro famiglie;
    • la regolamentazione dell’accesso ai locali dove sono installati gli apparecchi;
    • l’assegnazione di un marchio regionale “slot free” e di agevolazioni fiscali (riduzione IRAP) agli esercizi che disinstallano apparecchi per il gioco d’azzardo lecito; 
    • il divieto di installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro 500 metri da luoghi definiti “sensibili” (istituti scolastici, centri di aggregazione giovanile, luoghi di culto, impianti sportivi ecc).

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  • Riconoscimento e sostegno delle organizzazioni di commercio equo e solidale

    Dal sito di Regione Lombardia:

    La legge regionale 30 aprile 2015 n. 9, “Riconoscimento e sostegno delle organizzazioni di commercio equo e solidale”, di iniziativa consiliare e entrata in vigore il 6 maggio 2015, promuove politiche regionali di sostegno al commercio equo e solidale al quale viene riconosciuto:

    • il valore sociale e culturale
    • il ruolo di economia sostenibile e rispettosa dei diritti e dei bisogni di tutti i soggetti coinvolti
    • il ruolo di rilevante sostegno alla crescita economica e sociale dei produttori, sia dei paesi in via di sviluppo sia del territorio regionale lombardo

    Il commercio equo e solidale viene definito quale forma di cooperazione che, senza scopo di lucro, è volta a realizzare scambi commerciali con i produttori che valorizzano le produzioni, le tradizioni e le colture autoctone, per consentire l’accesso al mercato ai produttori marginali, che perseguono un modello di sviluppo sostenibile e produttivo, fondato sulla cooperazione e attento a salvaguardare i diritti dei lavoratori che prestano la loro opera in tali attività.

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  • La riforma che non c’è

    Sanità: PD e Patto Civico presentano oltre 10mila tra emendamenti e ordini del giorno alla “non riforma”

    Ambrosoli e Brambilla: “costretti all’ostruzionismo fino a quando non si discuterà nel merito”

    Riforma sì, ma che sia riforma vera. Con questo spirito Pd e Patto Civico si apprestano ad iniziare la maratona d’Aula sulle modifiche del testo unico della sanità lombarda che partirà domattina. I due gruppi di opposizione mettono sul piatto 10.562 tra ordini del giorno ed emendamenti, che in virtù del cosiddetto jolly (la norma regolamentare che permette, per casi particolari, di non applicare il contingentamento dei tempi), terranno l’aula occupata per diverse giornate. In particolare, per la sola illustrazione degli ordini del giorno (5 minuti ciascuno a disposizione del proponente) potranno essere necessarie fino a 55 giornate d’Aula, considerando la convocazione anche in notturna, dalle 10 alle 24 (dodici ore, considerando le due pause di un’ora per pranzo e cena). Tutto ciò al netto della discussione generale, dell’illustrazione e discussione degli articoli e dei relativi emendamenti di opposizione ma anche di maggioranza.

    “La Sanità lombarda – spiega il coordinatore del centrosinistra in Regione Umberto Ambrosoli – pur riconosciuta per la sua eccellenza, ha bisogno di una riforma: sono infatti cambiate le condizioni di spesa, le tendenze demografiche, le fragilità sul territorio. Ci siamo sempre resi disponibili per rendere il nostro servizio sanitario regionale più rispondente all’attuale domanda di salute e servizi, oltre che più efficace e sostenibile. La maggioranza ha cominciato a metterci mano, ma non hanno mai trovato un accordo tra le varie componenti: alla fine dopo quasi due anni di testi, controtesti, emendamenti ci hanno presentato un testo svuotato di contenuti e sul quale non abbiamo mai potuto confrontarci nel merito. Un testo così è del tutto inadeguato e lascia irrisolti i problemi della sanità lombarda. Ci opponiamo e faremo ostruzionismo fino a quando non avremo un confronto di merito che dia risposta alle esigenze dei cittadini lombardi e alle sfide che abbiamo davanti.

    “Ci troviamo costretti dalla maggioranza a mettere in campo un’opposizione ostruzionistica, mentre avremmo certamente preferito un’opposizione costruttiva, ma non è stato possibile sinora un confronto. Occorre ridare al Consiglio e alla Commissione Sanità quel ruolo che spetta loro nella ridefinizione della riforma sociosanitaria. Questa è la sfida politica che ancora una volta lanciamo a Maroni: riapriamo il dibattito – ha detto il capogruppo Pd Enrico Brambilla -. Se non ci sarà un ripensamento, invece, allora saranno necessarie alla maggioranza almeno 55 sedute d’Aula per portare a termine un percorso che non gioverà ai cittadini e non rinnoverà davvero la sanità lombarda”.

    Milano, 13 luglio 2015


    Maroni sta cambiando la sanità lombarda con la riforma? No. Il volantino del Partito Democratico della Lombardia.

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  • Risultati lontani dai proclami di gennaio. Puntualità scesa dall’ 82 al 77%

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

    Comunicato Stampa

    Trasporto ferroviario regionale, Bilancio PD sui primi sei mesi della gestione Sorte e Farisè

    Scandella: “Risultati lontani dai proclami di gennaio. Puntualità scesa dall’ 82 al 77%”

    “E’ il tempo di fare un bilancio del primo semestre della nuova gestione del trasporto ferroviario regionale”. Così il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella ha esordito, questa mattina, in una conferenza stampa convocata al Pirellone dal gruppo regionale democratico per fare il punto della situazione e per verificare i risultati ottenuti in questi primi sei mesi da Trenord. “Sulla base dei dati raccolti riteniamo che il servizio ferroviario offerto sia ancora largamente insufficiente – dichiara Scandella – rispetto al 90% auspicato da Trenord ad inizio anno  ad oggi l’indice di puntualità nei giorni festivi nelle ore di punta è sceso in tre mesi dall’82 al 77% segnando un ribasso di ben cinque punti percentuali. Per non parlare del numero delle soppressioni, che tanto fanno infuriare i pendolari, che hanno subito sempre nello stesso periodo, un incremento di quasi 150 treni cancellati. Non si può andare avanti così –  aggiunge – senza un piano industriale serio e con una gestione da parte della Regione da dilettanti allo sbaraglio: ancora oggi non si conoscono con esattezza quanti treni nuovi circolano sulla rete ferroviaria regionale e quali linee servono – precisa -, per non parlare di quelli che ancora devono essere immessi sui quali a richiesta ufficiale all’assessore Sorte abbiamo avuto solo risposte vaghe”.

    Ed è proprio sull’operato dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Sorte che il consigliere Scandella rivolge la sua critica. “L’assessore è un gran chiacchierone, abbiamo lasciato sei mesi di tempo a lui e all’amministratore delegato di Trenord di insediarsi e di operare per il bene dei pendolari lombardi. Tirando le prime somme possiamo dire con certezza che il piano puntualità decantato a gennaio è fallito. Una disfatta che diventa ancor più evidente se si paragonano i dati della Lombardia con il resto del nord Italia: la nostra regione è fanalino di coda – continua – segna uno scarto negativo che varia dai cinque ai dieci punti percentuali. Ad oggi, inoltre, ancora non è dato sapere come verrà riorganizzato il sistema ferroviario una volta concluso Expo. L’unica certezza è il piano di razionalizzazione annunciato per l’intero mese di agosto che svantaggia, e non poco, interi territori: penso ad esempio alla linea Cremona -Treviglio – Milano ed ai collegamenti da Milano verso Bergamo e Brescia”.

    Milano, 9 luglio 2015

    Materiale

    1. Nota di stampa tecnica
    2. Le slide della conferenza stampa
    3. Articolo pubblicato su l’Eco di Bergamo di giovedì 9 luglio
    4. Articolo pubblicato su Bergamonews.it
    5. Articolo pubblicato su Leggo.it
    6. Articolo pubblicato su Repubblica, edizione Milano
    7. Articolo pubblicato su Il Giorno

    TPL, Scandella(PD): “42 treni cancellati e 60 con ritardo superiore ai 10 minuti. Ecco i miglioramenti di Sorte”

    “Solo nella giornata di giovedì si sono registrati ben 42 treni cancellati e 60 treni in ritardo superiore ai 10 minuti. Questa è la mia risposta all’assessore Sorte”. Così il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella replica all’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte il quale, commentando i dati resi noti ieri mattina dal Gruppo regionale del Pd relativi al confronto dell’indice di puntualità registrato, nei giorni feriali, nelle ore di punta, nei mesi di marzo e giugno. Il peggioramento registrato è di 5 punti percentuali, si è scesi infatti dall’82 al 77%. “L’assessore ha bollato la nostra denuncia come menzogna – attacca Scandella –  Lo vada a dire a tutti i pendolari che questa mattina viaggiavano sul treno S8 10856 (Milano Porta Garibaldi 14:22 – Lecco 15:23) che viaggiava con 15 minuti di ritardo così come il 10762 (Bergamo 07:53 – Milano Porta Garibaldi 08:59), il 4908 (Brescia 06:50 – Bergamo 07:51), il 5032 (Bergamo 07:00 – Lecco 07:40) oppure a quelli che avrebbero voluto prendere il treno 5031 (Lecco 06:30 – Bergamo 07:15), all’ultimo cancellato. C’è solo un modo per capire chi dice la verità: la trasparenza”.

    Milano, 10 luglio 2015

  • Le grandi derivazioni di acqua per uso idroelettrico

    Il tema delle grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia, analizzato con documenti specifici.

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