• CS Cop26, Scandella (Pd): Anche il consiglio sostiene la Giunta per portare la conferenza sul clima in Lombardia

    Anche il consiglio regionale sostiene la Giunta nel suo impegno a portare la Cop26, la conferenza sul clima che si terrà nel 2020, in Lombardia. Lo ha deciso questo pomeriggio, votando all’unanimità la mozione presentata dal Gruppo regionale del Pd.

    “Dopo che nella scorsa seduta, a causa di una frattura dentro la maggioranza, la risoluzione sul clima, che conteneva anche questo impegno, è saltata, abbiamo voluto dare un segnale forte rispetto alla convinzione che anche il consiglio regionale è impegnato su questi temi ed è al fianco della Giunta nella volontà di portare l’importante evento sul nostro territorio”, spiega Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd.

    Nell’atto si ricorda che l’Unione europea è in prima linea nella ricerca di soluzioni alle cause primarie dei cambiamenti climatici e nel consolidamento di una risposta mondiale concertata nel quadro dell’accordo di Parigi, ratificato da 181 parti. Ognuna di queste deve presentare, entro il 2020, le rispettive strategie nazionali di sviluppo a lungo termine a basse emissioni di gas serra, che realizzino gli obiettivi dell’accordo.

    “La Cop26 sarà quindi una fondamentale occasione per stabilire misure efficaci per contenere l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi centigradi e scongiurare gravi conseguenze – aggiunge Scandella –. Quindi, sarà un evento che susciterà l’interesse delle imprese mondiali della green economy e circular economy, oltre alle università e al mondo scientifico internazionale. L’Italia è già candidata: la Lombardia, con i problemi ambientali che presenta, è il luogo simbolo del Paese per ospitare la conferenza. Oggi il consiglio regionale ha impegnato la Giunta a sostenere senza dubbio la candidatura”.


    Milano, 5 marzo 2019

  • Bonus bebè – Scandella (Pd): “Il calo delle nascite è drammatico. La vera necessità è aiutare tutte le famiglie che vivono in Lombardia”

    “Il calo delle nascite è drammatico. La vera necessità è aiutare tutte le famiglie  che  vivono in Lombardia” . Il consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) commenta così  la  sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha dichiarato discriminatoria  la delibera del 2015 che stabiliva che per accedere al bonus bebe era necessario essere residenti in Lombardia da almeno cinque anni consecutivi. ”Le nascite in Lombardia- continua Scandella- sono crollate nel corso degli ultimi dieci anni. Quindi ora abbiamo bisogno di aiutare tutte le famiglie, sia quelle straniere, sia quelle italiane che vivono nella nostra regione. Le regole fatte  solo a misura di propaganda  non aiutano perché vanno nella direzione opposta. Abbiamo bisogno di giovani famiglie che decidano di costruire in Lombardia il loro futuro ed è fondamentale che la Regione faccia tutto il possibile perché il nostro territorio sia il più possibile  a  loro misura”.

    Milano, 27 febbraio 2019

  • CAMBIAMENTI CLIMATICI, CONSIGLIO REGIONALE BOCCIA LA RISOLUZIONE SCANDELLA (PD): IMPEGNI TROPPO DEBOLI, PER NOI ERA INVOTABILE

    “La Lombardia sul clima deve fare molto di più e per questo abbiamo votato contro la risoluzione. La discussione l’avevamo chiesta noi, ma non potevamo votare un testo così timido – spiega il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella -. Abbiamo bisogno di più trasporto pubblico, di ridurre le fonti di inquinamento, di meno consumo di suolo, di più alberi nelle città e in pianura, perché le piante sono i nostri migliori alleati contro la CO2. Su questo continueremo a insistere.”

    Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella dopo la bocciatura, oggi in Consiglio regionale, della risoluzione sul clima discussa durante la seduta straordinaria che lo stesso Pd aveva chiesto. La bocciatura, con 40 voti contrari e 33 favorevoli, è avvenuta a voto segreto, chiesto da Pd.

    Milano, 26 febbraio 2019

  • Sui cronici la Regione ha fallito: a Bergamo solo il 7,7% ha aderito alla presa in carico

    La presa in carico dei pazienti cronici, fortemente voluta dalla giunta regionale, è un grande fallimento. Dopo più di un anno dal coinvolgimento dei pazienti potenzialmente interessati sono 215.455 i “piani assistenziali individuali” (PAI) ad oggi sottoscritti: significa che solo il 7,1% dei 3 milioni cittadini a cui è stata inviata, a gennaio 2018, la lettera con cui la Regione li invitava ad aderire alla nuova forma di presa in carico da parte del sistema sanitario regionale, ha scelto questo nuovo percorso. È quanto si desume dai dati forniti oggi dall’assessore al Welfare Giulio Gallera in commissione sanità, aggiornati al 12 febbraio.

    In provincia di Bergamo i dati sono in linea con quelli regionali: i pazienti che hanno sottoscritto un PAI sono solo 24.647 su 320.604 cronici, pari al 7,7%.

    “La Regione sui cronici ha fallito e i numeri lo testimoniano, nonostante l’investimento di 231 milioni di euro – dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella -. Il nuovo percorso non piace ai medici nemmeno con le nuove regole con cui la giunta ha cercato di correre ai ripari, tanto che i numeri di adesione sono rimasti invariati da giugno dello scorso anno ad oggi. Ancora meno sono convinti i cittadini che evidentemente non ritengono di affidarsi a un solo gestore per la cura della propria patologia. La Lombardia sta perdendo tempo inseguendo una riforma sanitaria che dopo tre anni e mezzo non sta dando i risultati annunciati: nulla di fatto per la medicina territoriale, non ci sono ancora quei presidi ospedalieri territoriali dove i cittadini avrebbero dovuto ricevere cure primarie e specialistica ambulatoriale. I lombardi si devono accontentare di trovare il loro medico di base poche ore al giorno per cinque giorni la settimana e sono quindi spesso costretti a rivolgersi ai pronto soccorso o alla guardia medica. Intanto molte altre regioni che investono da tempo sulla medicina del territorio hanno luoghi distribuiti capillarmente dove i medici sono presenti sette giorni su sette per parecchie ore al giorno, ed è li dove anche i pazienti cronici trovano tutte le cure di cui hanno bisogno”.

    Milano, 20 febbraio 2019

  • Foto di Jonathan Denney da UnSplash.com (https://unsplash.com/search/cold?photo=tDTTfPRR-uM)

    BOTTEGHE STORICHE, SOSTEGNO BIPARTISAN IN REGIONE SCANDELLA (PD): BUON PUNTO DI PARTENZA MA OCCORRE PIÙ IMPEGNO SUGLI AFFITTI

    Voto favorevole, oggi in Consiglio regionale, del Partito Democratico alla legge che valorizza le attività storiche e tradizionali all’interno dei centri storici delle città lombarde. Grazie al Pd, rispetto alla formulazione iniziale e alle precedenti misure, oltre ai negozi e ai locali sono state aggiunte le botteghe artigiane. La Regione sosterrà queste attività con risorse ad hoc per favorirne la permanenza in attività all’interno dei centri urbani, come elemento caratteristico e tradizionale.

    “Questa norma – spiega il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella – è condivisa da tutte le forze politiche e anche noi abbiamo dato il nostro contributo inserendo tra le attività storiche meritevoli di sostegno anche le botteghe artigiane. Avremmo voluto un impegno maggiore sul fronte degli affitti, perché spesso sono proprio quelli a determinare la chiusura di un’attività nei centri storici, ma la maggioranza non ha ritenuto di varare una misura di sostegno per questa voce. Siamo quindi a un buon punto di partenza che potrà essere migliorato in futuro.”

    Grazie al Pd la dotazione è stata incrementata di 120mila euro in parte corrente, che quindi sale a 900mila euro in tre anni, e di 500mila euro sugli investimenti che salgono così a 2,5 milioni.

    Milano, 19 febbraio 2019

  • Case di riposo: inaccettabile il taglio alle spese fiscalmente deducibili

    “Regione Lombardia ha deciso di tagliare, nelle nuove regole di sistema, i costi fiscalmente deducibili delle rette che gli ospiti pagano alle case di riposo e alle residenze per disabili: un danno per 70mila famiglie lombarde”, lo denunciano i consiglieri regionali del Pd, dopo aver preso visione delle Regole per la sanità per il 2019 dalle quali si evince che, di fatto, la Regione riduce la quota della spesa sanitaria scaricabile con il 730 già nella prossima dichiarazione dei redditi.

    “A pagina 146 del documento è stata inserita una frase che dice: ‘La certificazione ai fini delle spese sanitarie sostenute dagli ospiti e dai loro familiari rilasciata dagli enti gestori delle unità di offerta residenziali e semiresidenziali per anziani e disabili, deve essere redatta secondo le indicazioni della vigente normativa fiscale in tema di detrazione e deducibilità dei costi, che superano le precedenti indicazioni regionali in materia’ – fanno sapere –. In questo modo si superano le linee guida regionali del 2006 secondo le quali venivano considerati nei costi sanitari anche quelli definiti misti, come le spese per l’animazione e per il lavaggio e il movimento dei pazienti. La quota così determinata e dunque inseribile nella dichiarazione dei redditi raggiungeva quindi il 50 per cento circa della retta pagata dagli ospiti”.

    La conseguenza di questa modifica non è indolore, economicamente: “Impatterà sulle famiglie riducendo sensibilmente la quota che fino al 2018 potevano recuperare con il modello 730. Ecco perché la Giunta Fontana deve invertire la marcia: va trovata subito una soluzione normativa, in modo che da marzo le famiglie anche quest’anno possano scaricare quei costi che per loro sono una vera boccata d’ossigeno per far fronte a una spesa che è davvero pesante”, concludono i consiglieri PD.

    Milano, 19 febbraio 2019

  • XINO: SCANDELLA (PD), DALLA MAGGIORANZA IN REGIONE ATTO DI IMMOTIVATA ARROGANZA

    “Un atto di arroganza immotivata”: così il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella definisce la decisione della maggioranza di centrodestra Consiglio regionale di bocciare la ridefinizione dei confini di Riva di Solto e Fonteno, per attribuire al secondo la frazione di Xino, come richiesto dai due consigli comunali e da un referendum consultivo approvato a larga maggioranza.

    “E’ vergognoso che la maggioranza in Regione abbia bloccato per mesi la decisione per poi arrivare, alla fine, a negare la richiesta fatta dai Sindaci, confermata dal voto dei cittadini interessati e sostenuta anche dalla Comunità Montana – aggiunge Scandella. Discettano di una frazione che nemmeno conoscono e poi ribaltano l’esito del voto referendario solo perché chi ha perso ha gli amici giusti in Regione. E poi non si prendono nemmeno la responsabilità di proporre ai comuni una riperimetrazione alternativa, facendo buttare via così due anni di lavoro.”

    Milano, 19 febbraio 2019

  • https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3AValVertova_01a.JPG By Ago76 (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons from Wikimedia Commons

    DERIVAZIONI IDROELETTRICHE: PIZZUL E SCANDELLA (PD), “NUOVE NORME SONO UN FATTO POSITIVO, ORA LA REGIONE SOSTENGA I TERRITORI MONTANI”

    “Per la montagna è sicuramente fatto positivo, che può andare finalmente a vantaggio dei diversi territori. Finora la Regione incassava 35 milioni per le grandi derivazioni e li teneva sostanzialmente per sé. Speriamo che le nuove risorse in arrivo dai canoni aggiuntivi possano davvero sostenere il rilancio del territorio montano, con lo sviluppo agricolo e turistico, la difesa del territorio e la rivalutazione patrimonio forestale. Sarà anche un banco di prova per la Regione, per capire se intende agire in modo centralistico o meno.”

    Lo dichiarano per il Pd il capogruppo Fabio Pizzul e il consigliere regionale Jacopo Scandella in merito alle nuove norme statali che garantiranno il trasferimento della proprietà delle dighe dal demanio alle Regioni e comporteranno l’incasso dei canoni aggiuntivi sulle concessioni scadute e prorogate, in attesa delle gare per la loro riassegnazione.

    Le grandi derivazioni idroelettriche riguardano le province di Bergamo, Brescia, Lecco, Milano, Sondrio e Varese.

    Milano, 7 febbraio 2019

  • Incendi in montagna: bene la risoluzione, pensiamo alla cura del bosco nel suo complesso

    La risoluzione sugli ‘Interventi atti a scongiurare l’emergenza degli incendi boschivi’, approvata stamattina all’unanimità dal consiglio regionale della Lombardia, è il “primo vero atto formale che la Commissione speciale Montagna porta in Aula, a cui spero ne seguano molti altri”, ha commentato al termine della discussione Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione.

    Se questa risoluzione nasce, infatti, “dall’emergenza incendi che ha colpito nelle scorse settimane tutta la regione, in particolare le province di Como e di Varese, le tematiche da affrontare, per quanto riguarda la montagna, sono davvero tante e spaziano dai canoni idrici alle infrastrutture, fino alla qualità del lavoro e dei servizi nelle aree periferiche”, ha aggiunto Scandella.

    Rispetto alla vicenda degli incendi, comunque, il consigliere Pd ha confermato di condividere “in toto i contenuti della risoluzione perché affronta un tema, quello della cura e dell’utilizzo del bosco, per il quale i fondi regionali a disposizione sono passati dai 16 milioni del 2007 agli 11 del 2011, fino ai 7 del 2014 e poi al solo milione e mezzo del 2019. Più volte inoltre, nella passata legislatura, ci siamo scontrati con l’ex assessore Fava per i ritardi con cui venivano erogati i fondi del Programma di sviluppo rurale e per la riduzione dei fondi ai consorzi forestali”. Una contrazione a cui bisogna assolutamente porre rimedio, ha detto Scandella: “Il bosco è utile se viene gestito per la filiera bosco-legna-energia, a fini idrogeologici, sociali e turistici. Negli anni invece abbiamo assistito a una proliferazione non in virtù di una strategia precisa, ma a causa dell’abbandono del territorio montano”.

    A questo proposito, il consigliere Pd ha presentato un emendamento, approvato, con cui la Giunta regionale viene impegnata “a dedicare risorse non soltanto alla prevenzione, ma anche al ripristino dei danni causati da incendi boschivi”.

    Scandella si è augurato, dunque, che “ora ci siano stanziamenti concreti. In questo anche lo Stato potrebbe fare molto: nella passata legislatura, il Parlamento aveva sancito il principio della remunerazione dei servizi ecosistemici, ovvero di dare risorse a chi si occupa di curare il bosco. Speriamo che si proceda in fretta su quella strada”.

    Milano, 5 febbraio 2019

  • Tpl: il governo del cambiamento taglia 52 milioni di euro alla Lombardia

    “Il Governo del cambiamento sta tagliando le risorse al trasporto pubblico in Lombardia per cinquantadue milioni di euro. I tagli sono per ora un congelamento di fondi legato al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica del Governo, ma le notizie di questi giorni non lasciano ben sperare per il loro scongelamento. Se i tagli non verranno scongiurati dalla Regione, con risorse proprie, si rischia concretamente che le agenzie territoriali debbano approvare piani di riduzione dei costi che fatalmente andrebbe a impattare su quantità e qualità del servizio. Questi possono essere gli effetti del Governo del cambiamento sulla vita reale dei cittadini.”

    Così dichiarano i consiglieri regionali del Pd Matteo Piloni, Jacopo Scandella, Gianni Girelli e Samuele Astuti a seguito della risposta all’interrogazione del Pd, questa mattina in Consiglio regionale durante il question-time, da parte dell’assessore Claudia Terzi. La titolare della delega regionale ai trasporti ha confermato che il governo, nella recente manovra finanziaria, ha inserito un fondo di “accantonamento e indisponibilità” di 2 miliardi di euro a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, alimentato anche da 300 milioni del fondo nazionale dei trasporti che va a finanziare il trasporto pubblico delle regioni. La quota destinata alla Lombardia, oggi congelata, è di circa 52 milioni di euro.

    Milano, 5 febbraio 2019