• Vitalizi in Regione, è scontro

    Da l’Eco di Bergamo del 07/03/2014:

    Vitalizi in Regione, è scontro
    Gli ex non mollano: non c’è intesa

    Non c’è intesa sul taglio dei vitalizi tra il gruppo di lavoro del Consiglio lombardo e l’associazione degli ex consiglieri regionali. Mentre la maggioranza del gruppo di lavoro, al quale partecipano tutte le forze politiche presenti nell’assemblea e l’assessore regionale al Bilancio Massimo Garavaglia, sarebbe favorevole a un taglio complessivo attorno al 10%, dall’associazione degli ex consiglieri è arrivato uno stop.

    Che ci sia aria di maretta è testimoniato dal fatto che il gruppo di lavoro, coordinato dal presidente del Consiglio lombardo Raffaele Cattaneo (Ncd), nelle prime intenzioni avrebbe dovuto chiudere la partita del taglio ai vitalizi già a metà febbraio. Tuttavia i tempi si sono allungati proprio per cercare un accordo con gli ex consiglieri che, però, a quanto pare al momento non è ancora arrivato. Anzi, il segretario dell’associazione, Alessandro Patelli, ha avvertito che «se si toccano i vitalizi a livello strutturale arriveranno una serie di ricorsi; la strada invece potrebbe essere quella di un contributo, attorno al 10%, temporaneo e non esagerato, una sorta di contributo di solidarietà». Insomma, di fronte alla crisi del Paese, «gli ex consiglieri sono disposti a fare dei sacrifici, però che siano temporanei e non eccessivi». Inoltre «questo contributo deve essere finalizzato a qualcosa, ad esempio a delle borse di studio, altrimenti non si sa dove va a finire». Patelli ha poi ribadito che nel confronto con il gruppo di lavoro, l’associazione «non è andata a contrattare una riduzione, ma è stato semplicemente chiesto un parere» Continue Reading

  • Valle di Scalve, Scandella scrive agli assessori Del Tenno, Beccalossi e Terzi per un intervento urgente

    “Necessario predisporre un piano per il dissesto idrogeologico per le zone di montagna”

    Il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella con una lettera agli assessori regionali Viviana Beccalossi (Territorio), Maurizio Del Tenno (Infrastrutture) e Simona Bordonali (Protezione civile) chiede un intervento urgente da parte di Regione Lombardia per predisporre un piano per il dissesto idrogeologico per le zone di montagna.

    “Il 60% dei comuni lombardi, gran parte dei quali inseriti nella fascia montana e pedemontana, sono interessati da fenomeni di dissesto idrogeologico – spiega il consigliere -. Un problema che si ripercuote sulla sopravvivenza stessa della singola comunità. L’ apertura a singhiozzo e la conseguente deviazione del traffico su strade provinciali secondarie, particolarmente pericolose, stanno incidendo negativamente sulle attività produttive, commerciali e turistiche e causando disagi non indifferenti. Quello della Valle di Scalve non è l’unico caso – continua – Valbondione, Ardesio e la Valserina condividono ad esempio le stesse difficoltà. Le problematiche legate al maltempo e le forti nevicate di questo inverno stanno mettendo a dura prova la tenuta di quanti – amministratori, lavoratori, studenti o semplici cittadini – si trovano in difficoltà soltanto nel recarsi sul posto di lavoro,raggiungere la meta turistica o ricevere merci a causa del rischio valanghe e dei provvedimenti presi per scongiurarlo”.

    Con la lettera il consigliere democratico sollecita un intervento di Regione Lombardia affinchè di concerto con provincia di Bergamo, possa concorrere a risolvere una situazione “che sta diventando insostenibile: la messa in sicurezza del territorio mediante l’installazione di protezioni paravalanghe rappresenta una necessità cui non possiamo sottrarci, se intendiamo contribuire al mantenimento delle attività produttive che ancora resistono”.

    Milano, 21 febbraio 2014

  • Evitare la chiusura di Caravaggio, subito audizione in Commissione

    Da L’Eco di Bergamo online del 6 febbraio 2014:

    I consiglieri del Pd Jacopo Scandella, Mario Barboni e Agostino Alloni hanno chiesto urgentemente un’audizione in Commissione Attività produttive alle Rsu del Gruppo Galbani Lactalis, degli stabilimenti di Caravaggio e Introbio in merito alla situazione occupazionale che si è venuta a creare.

    Venerdì 8 febbraio infatti i lavoratori della Lactalis dello stabilimento ex Invernizzi di Caravaggio, nella Bassa Bergamasca, hanno annunciato uno sciopero per protestare contro il piano di riorganizzazione del gruppo Galbani Lactalis, che interverrebbe in modo drastico sulla struttura, chiudendola, come trapelato in questi giorni dalle notizie di stampa.

    Gli oltre 200 lavoratori, secondo quanto ha fatto sapere l’azienda, verrebbero trasferiti nelle altre sedi lombarde, ma i sindacati hanno già criticato la scelta bollandola come una decisione negativa e inaccettabile.

    «All’incontro chiediamo che partecipi anche l’assessore Melazzini – dicono i consiglieri Pd -. La situazione è grave e dobbiamo cercare insieme di ricomporre il quadro e di evitare una nuova chiusura e un ennesimo annuncio di dismissione da parte di una multinazionale».

  • Valutazioni sul primo anno di amministrazione Maroni in Regione Lombardia

    Le parole di Jacopo Scandella relativamente al (quasi) primo anno di Maroni in Regione Lombardia.

    httpv://www.youtube.com/watch?v=Ac6uMj6rBpY

  • Rinnovo contratto Trenord, Scandella: "Per la Giunta un progetto valido. I dati ufficiali invece parlano di 26 linee su 40 soggette a bonus e sotto la soglia di sufficienza"

    Comunicato Stampa

    Rinnovo contratto Trenord
    Scandella (Pd): “Per la Giunta un progetto valido. I dati ufficiali invece parlano di 26 linee su 40 soggette a bonus e sotto la soglia di sufficienza”

    Con il rinnovo del contratto di servizio di Trenord fino al 2020 si è voluto dare stabilità e continuità ai progetti strategici previsti per migliorare il servizio di trasporto ferroviario regionale. Lo ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti Maurizio Del Tenno intervenuto in Aula questa mattina per rispondere ad un’interrogazione del consigliere regionale del PD Jacopo Scandella che chiedeva conto dei motivi per i quali la Giunta ha deciso di proseguire con un progetto che fino ad oggi non ha dato significativi risultati in termini di efficienza e qualità.

    “Trenord garantisce un servizio insufficiente, sotto gli standard minimi di accettabilità che ci si aspetta da una regione come la Lombardia – ha dichiarato Scandella – non è una mia personale opinione ma a dirlo sono i dati ufficiali che certificano come soltanto 14 linee ferroviarie su 40 raggiungono la soglia di affidabilità mentre le altre 26 sono soggette all’erogazione del bonus come rimborso ai disservizi al sistema. Gli indici di puntualità, inoltre, per tutti i mesi del 2013 sono inferiori fino al 10% rispetto ai corrispettivi mesi del 2011 e 2012. Su questi presupposti facciamo fatica a capire il perché la Giunta non abbia voluto valutare una strategia alternativa, come già altre regioni del Nord Italia hanno fatto, e al contempo ci chiediamo come mai, su una scelta così importante per i cittadini, non si è voluto coinvolgere, così come abbiamo richiesto più volte in Commissione Trasporti, il Consiglio regionale”.

    Per l’assessore Del Tenno Trenord è un progetto valido, che necessita sì di miglioramenti ma rimane strategico per lo sviluppo del sistema ferroviario. Per Scandella invece “quando si parla di treni si parla non solo di una fetta importante del bilancio regionale, oltre 400 milioni di euro, ma soprattutto di una fetta importante della vita delle persone che usufruiscono del trasporto pubblico lombardo. C’è un’enorme differenza tra quanto previsto nel contratto di servizio e la realtà quotidiana che vivono queste persone.”

    Milano, 4 febbraio 2014

  • Rinnovato il contratto di servizio per Trenord fino al 2020. Alloni e Scandella: "Uno schiaffo a tutti i pendolari lombardi"

    La Giunta regionale ha deciso di rinnovare il contratto di servizio a Trenord, in scadenza il prossimo 31 dicembre, fino al 2020. “Un provvedimento sbagliato” secondo i consiglieri regionali del PD Jacopo Scandella e Agostino Alloni “che premia un vettore che ha collezionato in questi anni risultati non proprio entusiasmanti. Uno schiaffo a tutti i pendolari lombardi che affossa qualsiasi tipo di rilancio del trasporto pubblico regionale. Per noi la risposta migliore è quella di mettere a bando il servizio ferroviario regionale, strada già intrapresa da Veneto ed Emilia Romagna ed annunciata dalla Toscana, ma un’ ipotesi che Maroni non vuole nemmeno prendere in considerazione. Il motivo è semplice: la Regione non ha un quadro preciso del sistema ferroviario locale e con un vettore esterno la situazione scivolerebbe di mano. Ha fatto bene Maroni a ricordare che ogni anno la Giunta investe 400 milioni di euro in Trenord – continuano – ma in qualsiasi azienda se ad un investimento non corrisponde il risultato si cambia strategia”.

    Infine i due consiglieri regionali del PD esprimono perplessità sull’eventuale partecipazione di Trenord al bando di gara europeo che sarà indetto da Veneto ed Emilia. “Che interesse avrebbe Zaia – domandano -, dopo aver abbandonato Trenitalia, a farla rientrare dalla porta di servizio attraverso Trenord?”.

    Milano, 24 gennaio 2014

  • Lombardia: Pd contro giunta, vuole rinnovare contratto a Trenord

    Dal sito dell’AGI:

    (AGI) – Milano, 23 gen. – La giunta lombarda intende rinnovare il contratto di servizio di Trenord per il quinquennio 2015-2020 nonostante il sistema ferroviario regionale sia “palesemente insufficiente”. La denuncia arriva dal Pd lombardo che, in una nota, spiega che all’ordine del giorno della giunta regionale di domani c’e’ una delibera che intende rinnovare il contratto di servizio di Trenord, in scadenza il prossimo 31 dicembre. I consiglieri regionali del Pd, Jacopo Scandella e Agostino Alloni, denunciano che si tratta di “un provvedimento deciso e approvato in tutta autonomia dalla Regione, senza coinvolgere minimamente il Consiglio” e che “stride e non di poco con le valutazioni tutt’altro che positive rilasciate in questi mesi dal presidente Maroni e dall’assessore regionale ai Trasporti Del Tenno”, che “minacciavano provvedimenti risolutivi contro l’azienda”. Scandella, quindi, conclude: “Veneto ed Emilia Romagna hanno annunciato la volonta’ di disdire il contratto di servizio con Trenitalia e di riaffidare il servizio attraverso una gara europea. Toscana e Piemonte stanno valutando la stessa opzione. La Lombardia e’ ancora in tempo per intraprendere questa strada ma evidentemente alla giunta non interessa”. (AGI) Mi4/Car

  • Il Consiglio regionale ha votato le fusioni: nascono i nuovi comuni di Sant’Omobono Terme e Val Brembilla

    Il Consiglio regionale ha votato le fusioni: nascono i nuovi comuni di Sant’Omobono Terme e Val Brembilla. Lega e assessore al bilancio battuti sugli incentivi per le nuove fusioni.

    La maggioranza in Regione si è spaccata oggi sulle incentivazioni economiche alle fusioni dei piccoli comuni. L’ordine del giorno presentato dal Pd, firmato anche dal consigliere Jacopo Scandella, è infatti stato approvato con i voti dell’opposizione e del Nuovo Centro Destra, nonostante l’opposizione dell’assessore leghista al bilancio Massimo Garavaglia, della Lega, della Lista Maroni e di Forza Italia. Fino alla scorsa legislatura la Regione, proprio per sostenere le aggregazioni, dava contributi consistenti sia alle unioni (i comuni restano separati ma gestiscono insieme i servizi e hanno un consiglio comunale “congiunto”) che alle fusioni, mentre nel 2012 le fusioni sono state espunte. Garavaglia stesso, e poi il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, sono intervenuti in Aula per dire no alle incentivazioni. Il voto del Consiglio li ha sconfessati.
    Senza colpi di scena, invece, le votazioni sulle singole fusioni. Sono quindi state approvate 9 fusioni di 22 piccoli comuni, mentre sono state bocciate 10 fusioni che coinvolgevano 36 centri minori. In provincia di Bergamo nascono dunque i comuni di Sant’Omobono Terme dalla fusione con Valsecca, e di Val Brembilla dalla fusione di Brembilla e Gerosa. I nuovi comuni esordiranno il 25 maggio con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale.
    “Nella nostra provincia ci sono territori molto diversi tra loro – dichiara il consigliere regionale Jacopo Scandella – per i quali vanno ricercate soluzioni diverse sempre partendo dal coinvolgimento dei territori. La fusione non è la ricetta per ogni realtà, ma per questa ragione è opportuno che le amministrazioni si aprano a studi ed analisi tecniche volte a comprendere quale sia la migliore soluzione in materia di gestione associata”.
    “Le fusioni dei comuni vanno comunque incentivate – aggiunge Scandella – perché in molti casi generano maggior efficienza e maggior qualità nei servizi ai cittadini. Negare risorse alle fusioni significa osteggiarle materialmente. Il Consiglio, in merito ha espresso un voto molto chiaro, contrario alla posizione della Lega e dell’assessore, impegnando la giunta a sostenere economicamente le fusioni tenendo conto di criteri oggettivi come il numero di abitanti o la “classe di svantaggio” dei comuni interessati. Bisogna fermare il mercato attuale secondo cui i contributi vengono assegnati in modo arbitrario di volta in volta a seconda della vicinanza alla maggioranza”.

    Milano, 21 gennaio 2014

  • Le strategie del PD in alta Valle Seriana per le amministrative 2014

    L’intervista ai microfoni di Antenna2 sulla strategia del Partito Democratico per le amministrative 2014 in alta Valle Seriana:

    httpv://www.youtube.com/watch?v=6D6OmDExync

  • Che cos’è Sciesopoli?

    Confesso la mia ignoranza, ma se fino a pochi mesi fa mi avessero chiesto che cos’era “Sciesopoli”, avrei risposto “Eh?”, aggrottando le ciglia.

    Eppure la storia è passata di lì, a pochi chilometri da casa.

    Perchè “Sciesopoli” era una colonia estiva costruita a Selvino durante il ventennio fascista, per ospitare “Balilla” e “Figli della lupa” tra vacanze estive e addestramento para-militare.

    Una struttura come tante, quello che l’ha resa celebre accade dopo la fine della guerra. Tra il ’45 al ’48 la colonia ha ospitato 800 bambini e ragazzi ebrei provenienti da tutta Europa, sopravvissuti ai campi di concentramento di Mauthausen, Auschwitz e Dachau, in attesa di partire per Israele. Stremati e orfani, nella gran parte dei casi, come racconta Aharon Megged nel libro “il viaggio verso la Terra Promessa”.

    Ci sarà un incontro in Città Alta, a Bergamo, giovedì 30 gennaio; ci sono diverse petizioni che stanno raccogliendo adesioni on-line; ho preparato una mozione perché la memoria di Sciesopoli possa essere recuperata: dall’apposizione di una semplice lapide al lavoro di ricerca nelle scuole fino alla promozione di una sottoscrizione internazionale per il recupero della struttura, oggi in stato di completo abbandono.

    La storia è passata di lì, lo facciamo sapere a qualcuno di più?

    www.sciesopoli.com