• La delega alla Mobilità a Maran è una buona notizia per la Lombardia

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

    Comunicato Stampa

    ANCI, Scandella (Pd): “La delega alla Mobilità assegnata a Maran è una buona notizia per la Lombardia” 

    “La nomina di Pierfrancesco Maran a delegato nazionale Anci alla Mobilità è una buona notizia non solo per Milano ma per tutta la Lombardia. E’ un riconoscimento del lavoro svolto fino ad oggi in veste di assessore alla Mobilità al comune di Milano soprattutto in termini di mobilità sostenibile”. Lo dichiara soddisfatto il consigliere regionale Jacopo Scandella, capodelegazione Pd in Commissione trasporti, che aggiunge “la sua nomina, in una posizione chiave, ci permetterà di avere un canale diretto di confronto su questioni di stretta attualità quali la fusione tra Atm e Trenord ed iniziare un ragionamento serio su come integrare il sistema ferroviario interregionale dopo il caso della linea Milano – Venezia”.

    Milano, 27 settembre 2013

  • Patrimonio edilizio disastrato e gli strumenti per intervenire non funzionano

    SCANDELLA: “PATRIMONIO EDILIZIO DISASTRATO. E GLI STRUMENTI PER INTERVENIRE NON FUNZIONANO”

    In Lombardia le strutture scolastiche sono talmente disastrate che avrebbero bisogno di interventi per milioni di euro. Eppure, lo strumento che potrebbe servire a monitorare la situazione e a metterla direttamente sotto gli occhi del Ministero della Pubblica istruzione, l’anagrafe regionale dell’edilizia scolastica, non è aggiornato e non è in collegamento con il livello nazionale. Il Gruppo regionale del Pd ha chiesto lumi sulla questione con un’interrogazione, illustrata oggi, martedì 8 ottobre 2013, in Consiglio regionale.

    “Nella nostra regione vi è una vera emergenza dell’edilizia scolastica, come è emerso anche dagli ultimi dati forniti dall’assessorato in VII Commissione Istruzione. A fronte dei 15 milioni di euro stanziati per interventi urgenti per l’edilizia scolastica lombarda dal Decreto del Fare, i progetti arrivati dai Comuni sono stati quantificati in 500 domande per un totale di 150 milioni di euro, mentre le scuole che necessitano di interventi di vario genere, nuove costruzioni comprese, sono quantificabili in circa 2 miliardi. Sono veramente grandi numeri che ci preoccupano. Sarebbe necessario conoscere quanto prima lo stato di fatto dell’edilizia scolastica e intervenire adeguatamente”.

    All’assessore regionale all’Istruzione Aprea il Pd ha chiesto “a che punto sia il sistema informatico da sviluppare per l’aggiornamento, come si intenda garantire la compatibilità con l’anagrafe nazionale e quale sia la tempistica prevista per rendere operativa e funzionante la nuova anagrafe del patrimonio edilizio scolastico lombardo”, ha precisato Scandella.

    Anche l’assessore ha riconosciuto che l’anagrafe è indispensabile per un corretto intervento, ma ha attribuito la causa del malfunzionamento alla mancata manutenzione da parte del Miur. Inoltre, ha assicurato che in tempi rapidi, attraverso un intervento in Conferenza Stato-Regioni, l’assessorato interverrà per mettere a regime il sistema.

    “Non possiamo che prendere atto dell’impegno preso oggi augurandoci che la soluzione del problema sia davvero veloce”.

  • La Regione si attivi con il Governo: no alle penalizzazioni per le pensioni.

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

    COMUNICATO STAMPA

    SCANDELLA (PD): “LA REGIONE SI ATTIVI CON IL GOVERNO: NO ALLE PENALIZZAZIONI PER LE PENSIONI. NOSTRA MOZIONE IN CONSIGLIO”

    “L’effetto della riforma Fornero si fa sentire anche nei confronti di chi nella sua vita ha voluto essere altruista e far del bene agli altri in maniera semplice, ma importantissima”, è il commento di Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, rispetto alla questione dei lavoratori in odore di pensione che rischiano di dover rimanere in servizio per tanti giorni quanti sono quelli che hanno utilizzato per donare sangue.

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  • No alla discarica di Strozza e nessun parere sull'ampliamento di Calcinate. Colpa del pasticcio del piano di Bergamo.

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

    COMUNICATO STAMPA

    Cave

    PD E PATTO CIVICO: “NO ALLA DISCARICA DI STROZZA. E NESSUN PARERE SULL’AMPLIAMENTO DI CALCINATE. COLPA DEL PASTICCIO DEL PIANO DI BERGAMO”

    Una cava sul fianco della montagna che rischia di diventare una discarica di rifiuti speciali non pericolosi e una sentenza del Tar sulla richiesta di ampliamento di una parte di un ambito estrattivo. Denominatore comune: il pasticciato Piano cave di Bergamo. Oggi, giovedì 19 settembre 2013, sono stati i protagonisti della VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale.

    In prima battuta, si è tenuta l’audizione con il Comitato spontaneo ‘No alla discarica’ del Monte Castra, a Strozza, all’imbocco della Valle Imagna. “Condividiamo le preoccupazioni espresse dagli abitanti di quei territori per la presenza del sito archeologico e per le eventuali ricadute su un turismo che sta crescendo – hanno detto Jacopo Scandella e Mario Barboni, consiglieri regionale del Pd –. Ma a queste aggiungeremmo una preoccupazione di tipo tecnico: nel progetto si parla di trattamento di percolato e biogas. Questo non fa che aumentare le perplessità. Siamo convinti che sia meglio proseguire nel ripristino ambientale del fianco della montagna”.
    Sempre che i Comuni interessati, Strozza e Almenno San Salvatore, siano definitivamente d’accordo, hanno sottolineato i due consiglieri Pd: “Li abbiamo sentiti possibilisti, durante l’audizione, ma spetta a loro dire un no chiaro sulla vicenda”.

    I consiglieri del Pd hanno lasciato, invece, la sala dove si teneva la Commissione, assieme a tutta la minoranza, nel momento in cui si è trattato di votare una proposta di atto amministrativo relativo all’ottemperanza di una sentenza del Tar di Brescia su un ambito estrattivo sito in comune di Calcinate. La richiesta originaria da parte della società era di ampliarne una parte.
    “Non partecipiamo al voto – hanno detto chiaramente i consiglieri Pd – e la nostra è una scelta ponderata e non disgiunta dalla vicenda complessiva del Piano cave della provincia di Bergamo. Vicenda sulla quale, oltre tutto, nutriamo seri dubbi sul fatto che Regione Lombardia abbia operato al meglio”.

    E Paolo Micheli, consigliere regionale del Patto civico, si è aggiunto a Scandella e Barboni nella dichiarazione di non voto: “La nostra è una scelta politica. Abbandonare la commissione, pur su un atto tecnico, è un modo per sottolineare che il pasticcio del Piano Cave della Provincia di Bergamo, che ha una storia lunga e tormentata anche giudiziariamente, ha responsabilità politiche chiare nel centrodestra. Da qui il comprensibile nervosismo dei commissari della maggioranza. Ora il Tar interviene in un quadro estremamente intricato, ma non si può fingere quanto sia urgente che la Regione intervenga in modo risolutivo. Altrimenti quello che oggi è già un groviglio, rischierà di complicarsi sempre di più a scapito del territorio”, hanno chiosato i consiglieri.

    Milano, 19 settembre 2013

  • L'assessore non era in Commissione. E non si è parlato di piano delle discariche.

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

    COMUNICATO STAMPA

    Cave

    SCANDELLA (PD): “L’ASSESSORE NON ERA IN COMMISSIONE. E NON SI E’ PARLATO DI PIANO DELLE DISCARICHE”

    Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, replica alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Terzi:

    “Oggi l’assessore non era in VI Commissione Ambiente, dove è stato audito il Comitato contro la discarica del Monte Castra a Strozza. E non si è parlato di piano regionale delle discariche, ma di tutte le perplessità riguardanti il progetto di Strozza. Dispiace leggere queste sue dichiarazioni non inerenti all’audizione di stamani”.

    Milano, 19 settembre 2013

  • J-Mail – n°2: il testo

    Il testo della J-Mail n.2:

    Ciao, il secondo appuntamento con la newsletter cade in un momento non facile per la politica italiana e, soprattutto, per tanti nostri concittadini.

    Mi capita sempre più spesso di guardare negli occhi persone che mi dicono “dammi una mano, sono a casa da sei mesi”, oppure “fate qualcosa, non ce la facciamo più”. A volte mi prende un senso d’impotenza difficile da sopportare, la percezione che qualsiasi legge andrai ad approvare non potrà risolvere in pochi giorni i problemi di chi invece non ha tempo da perdere. Cerco di mettercela tutta, pensando ogni istante al motivo per il quale ricopro un ruolo istituzionale: dare risposte a quelle persone.
    Poi sento alcuni esponenti del Popolo della Libertà parlare di “rischio guerra civile” a seguito della condanna definitiva del loro leader, in aggiunta ai continui ricatti sulla vita del governo. E mi rendo conto di quanto una classe dirigente servile viva uno scollamento pauroso con la nostra vita, la nostra realtà. Una classe dirigente dedita esclusivamente all’autoconservazione.
    Per questo credo che una grossa discriminante, di questi tempi, sia vivere l’impegno politico come un’occasione irripetibile per dire e fare cose coraggiose, impegnative. In alternativa si può vivacchiare, non dare fastidio o scontentare nessuno, con l’obiettivo di prolungare il più possibile la propria carriera politica. Al prezzo dell’irrilevanza. Triste, no?
    In Regione prosegue il lavoro sul consumo di suolo (qui il link  alla nuova campagna del PD Lombardia, “Là dove c’era l’erba”… dacci una mano!) e sui tirocini: abbiamo ottenuto il rimborso minimo di 400 euro mensili, ma soprattutto una serie di tutele riguardo la malattia, la ripetibilità, il numero di dipendenti per tirocinante. Qui la delibera presentata dalla giunta.

    Il 23 luglio abbiamo discusso l’assestamento di bilancio: Regione Lombardia “pareggia” a circa 23 miliardi di euro, di cui ben 17 destinati alla sanità. Per il momento, poche novità. Si assiste ad una sostanziale continuità con la gestione formigoniana, soprattutto sulla fetta più grande della torta: nessun segnale sul necessario riequilibrio tra pubblico e privato, sull’integrazione tra servizi sociali e sanitari, nessuna garanzia sull’abolizione dei ticket per le fasce più deboli. Protesta e proposta: abbiamo lanciato una contromanovra da 270 milioni di euro attraverso 31 emendamenti e 36 ordini del giorno presentati in consiglio (qui qualche dettaglio in più e un elenco dei bandi regionali in scadenza nelle prossime settimane).
    Due flash per altrettanti temi locali:
    -numerose, in bergamasca, le richieste di autorizzazione per nuove discariche: Sedrina, Treviglio, Strozza ma non solo. La Regione deve farsi carico di decidere in fretta dove vanno messi i rifiuti, amianto in particolare. Un piano regionale per la localizzazione dei siti, altrimenti è l’anarchia. Fino a quel momento, stop alle autorizzazioni.
    -1 euro pro-capite in ogni Comune per l’acquisto libri: con questa cifra o poco più, che gran parte degli amministratori di centrosinistra garantisce (e supera) da sempre, si dovrebbe scongiurare l’inserimento di una tessera a pagamento per la fruizione dei servizi bibliotecari, tra cui l’interprestito. Il tutto, in aggiunta ai 194 mila euro che, come abbiamo chiesto in Commissione prima e Consiglio poi, Regione Lombardia continuerà a stanziare per i sistemi bibliotecari bergamaschi.
    Chiudo con un accenno sulla situazione nazionale. Mettiamola così: per sua natura, è difficile pensare che il Governo Letta possa affrontare riforme decisive e avere così un orizzonte duraturo. E’ nato per gestire le emergenze, dal pagamento delle pensioni alla legge elettorale passando per la cassa integrazione. E nell’emergenza si sono anche raggiunti risultati importanti: penso ai fondi europei per l’occupazione giovanile, agli incentivi sulle riqualificazioni edilizie, ai 400 milioni impegnati nellascuola. Così come, nel campo di una continua e faticosa mediazione politica, si è giunti all’abolizione dell’IMU ed alla “nascita” della Service Tax di cui ancora non conosciamo i dettagli.
    Se è vero dunque che un Governo serve, è vero anche che non può costantemente vivere sotto ricatto. Io ti lascio i fondi sulla scuola, tu mi voti per la non decadenza… non esiste. Non esiste mettere sul campo della trattativa politica una questione esclusivamente giudiziaria. E poi basta, per favore, è da quando sono nato che si parla di Berlusconi…
    Credo che il PD non debba avere paura: né di continuare l’esperienza di governo, valorizzando quanto di buono si realizza, né di elezioni anticipate. Siamo gli unici in grado di riportare al centro del dibattito politico un progetto per l’Italia, e per farlo facciamo un Congresso: Renzi, Civati, Cuperlo, l’importanza della leadership, ilsenso di comunità, ma anche “a cosa serve un Partito?” da Milano a Songavazzo. Dobbiamo tornare ad essere interlocutori credibili per chiunque abbia un’idea. Imprese, comitati, associazioni. Perché se la racconti al bar, l’idea muore lì. Ma se la racconti nel PD, devi avere la certezza che arrivi nelle istituzioni, dove le cose si cambiano per davvero.
    Un abbraccio,
    alla prossima.
    P.S: riparte il “Sabato nel villaggio”, qui il link per tutti gli appuntamenti, qui invece il video di un dibattito con Federico Villa (Udc), Giuseppe Cattalini (SeL) e Flavio Bizzoni (PDL)
  • 8 settembre

    Sono del 1988. Ma mi chiedo spesso come sarebbe stata la mia vita se fossi nato nel ’28. Se durante l’infanzia fossi cresciuto nell’Opera Nazionale Balilla, se avessi ricevuto una rigida educazione di stampo gerarchico e militare, se avessi respirato per anni la martellante propaganda di regime; chissà, forse anch’io sarei stato fascista.

    Forse non avrei avuto la capacità di leggere quella realtà in maniera diversa da come mi veniva raccontata. Forse i miei occhi non sarebbero stati in grado di vedere la soppressione delle libertà, la violenza, l’assurdità delle leggi razziali o della guerra.

    E cosa avrei fatto, l’8 settembre di 70 anni fa? Nel momento in cui il ventennio fascista si dissolveva, migliaia di soldati italiani venivano abbandonati a loro stessi e tanti altri coetanei sceglievano la strada della Repubblica di Salò o della Resistenza.

    Se è vero che le scelte di ognuno vennero condizionate anche dall’aria, dall’educazione di cui parlavo prima, sento di dover ringraziare ogni giorno quanti, con coraggio, nausea, incoscienza, ebbero la capacità di immaginare un futuro da uomini liberi. E sacrificarono la loro vita perché quella libertà arrivasse fino a me.

  • Il Pd: «La Regione mette i paletti ma non dice no alla discarica»

    Da l’Eco di Bergamo online:

    “Regione Lombardia non dice no a Cava Vailata”. Lo fanno sapere Jacopo Scandella e Agostino Alloni, consiglieri regionali del Pd, che avevano presentato in proposito un’interrogazione in VI Commissione Ambiente. Oggi, martedì 30 luglio 2013, l’assessore regionale all’Ambiente Terzi ha risposto nel merito delle richieste. “In sostanza, la Terzi ha confermato che la cubatura della futura discarica di amianto, che si dovrebbe realizzare nell’ex cava Vailata, in territorio di Treviglio, verrà più che dimezzata, passando dai 480mila metri cubi ai 221.323 stabiliti in Conferenza dei servizi. Inoltre, ha assicurato che verranno fatti ulteriori rilievi a riprova della salvaguardia della falda. Ma non ha certo detto ‘no’ alla discarica – commentano i due consiglieri –. Ora, al di là della compatibilità tecnica, sulla localizzazione di questo tipo di discariche, in Lombardia, c’è troppa anarchia: non esiste una visione complessiva. E questo perché manca una programmazione ragionata e condivisa con i territori della localizzazione delle discariche di amianto, che è urgentissima, per chiarire dove e come risolvere il problema dello smaltimento. Prima la programmazione, poi le autorizzazioni. Invece, si fa il contrario. Non è il modo giusto di procedere”, concludono Scandella e Alloni.

    Inoltre, in data 31 luglio 2013 sull’edizione cartacea è apparso questo articolo a firma di Fabio Florindi:

    Interrogazione al Pirellone sulla discarica di amianto a Treviglio

    Interrogazione al Pirellone sulla discarica di amianto a Treviglio

     

  • I consiglieri Pd sullo Skidome: «È proprio necessario a Selvino?»

    L'Eco di Bergamo online del 25/07/2013

    L’Eco di Bergamo online del 25/07/2013

    Da l’Eco di Bergamo online del 25/07/2013:

    «Ma è davvero necessario un parco sciistico a Selvino dalle proporzioni spropositate per la zona interessata, con un considerevole impatto ambientale e dai costi eccessivi che i privati non sono in grado di sostenere?».

    Con queste perplessità i due consiglieri regionali del Pd Jacopo Scandella e Mario Barboni annunciano la presentazione di un’interrogazione con risposta in Commissione Infrastrutture e Trasporti all’indirizzo dell’assessore regionale competente Del tenno per sapere a che punto sia l’iter in merito alla progettazione e finanziamento dell’opera e se non si ritenga necessario che l’opera venga sottoposta a specifica valutazione di impatto ambientale e a un ulteriore supplemento d’indagine e di condivisione con il territorio.

    «Quest’opera, nata con l’obiettivo di rilanciare l’offerta turistica e occupazionale dell’altopiano del Selvino, rischia di rimanere un’infrastruttura incompiuta – dichiarano i due consiglieri regionali bergamaschi del Pd -. Il crono programma prevedeva la fine dei lavori in tempo per Expo ma nonostante i tempi si siano allungati, gli investitori siano venuti meno e le numerose grosse perplessità espresse dal coordinamento Orobievive e da tutte le direzioni degli assessorati nella prima conferenza di Vas del 2 luglio scorso in merito all’impatto di questo intervento, la Giunta si è impegnata a realizzare comunque l’opera impegnando 12 milioni di euro».

    «All’appello mancano ancora molti soldi e quindi si corre il rischio concreto di non veder mai completata l’opera – continuano Scandella e Barboni -, ma ancor più rilevanti sono le criticità riscontrate relative alla rete ecologica regionale, alla valutazione del clima acustico, all’accessibilità e alla reversibilità dell’opera che la Regione sta erroneamente sottovalutando».

    «In attesa di avere risposte in Commissione infrastrutture dall’assessore – concludono – martedì prossimo in commissione Ambiente chiederemo conto anche all’assessore regionale Terzi visto l’impatto che il parco sciistico avrà sul territorio bergamasco per il quale chiediamo venga predisposta una specifica valutazione di impatto ambientale».

  • Osio Sotto, chiusa clinica dentale. La Gdf: truffa all'Asl e alla Regione

    Da l’Eco di Bergamo online:

    Avrebbero approfittato delle impegnative dei medici di base, presentate da persone che chiedevano un preventivo e poi non eseguivano l’intervento, per farsi rimborsare prestazioni mai eseguite. La Gdf di Treviglio ha chiuso una clinica dentale di Osio Sotto. Si tratta della Implantologia e protesi Srl che, secondo le accuse, avrebbe proposto ai pazienti anche prestazioni odontoiatriche eccessive ed inutili, tutto per ottenere indebiti rimborsi dalla Regione.

    A Osio una clinica dentale truffava la Regione proponendo ai pazienti prestazioni inutili e gonfiando le cartelle di prestazioni non eseguite per ottenere più rimborsi. Niente di nuovo, direte: non è il primo caso in Lombardia e ahimè non sarà l’ultimo. Perché se esiste un modello di iniziativa privata che persegue il bene pubblico, ne esiste un altro che tenta di arricchirsi immeritatamente sulle spalle di tutti. E’ la sostanziale differenza tra un capitalismo “solidale” nel quale i cittadini sono liberi di fare impresa in maniera dinamica, assecondando le esigenze dei territori e seguendo gli obiettivi fissati con l’ente pubblico, ed un capitalismo senza regole, senza etica, senza indicazioni su cosa significhi “bene pubblico”, dove qualcuno tenta di fregare il prossimo.

    Credo sia nostro dovere promuovere il primo e combattere con ogni mezzo il secondo.