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    Gioco d’azzardo patologico, incontro a Costa Volpino

    Dal 2001 al 2012 la spesa pro-capite per il gioco d’azzardo è passata da 335 a 1.400 Euro. 80 miliardi di giocate in un anno, 700.000 le persone che con l’illusione della “vincita facile” hanno buttato via pensione, stipendio o cassa-integrazione e gettato in miseria le proprie famiglie.

    Domenica pomeriggio sono stato invitato ad un bell’incontro con i ragazzi dell’Oratorio di Corti, a Costa Volpino, proprio per parlare di “vecchie e nuove dipendenze”. Vi allego le slides che ho presentato per introdurre il tema del gioco d’azzardo patologico, con qualche numero (sconcertante) e le prime iniziative di legge adottate a livello nazionale e regionale (altre stanno arrivando)..

    Due piccole riflessioni: la prima è che guardare negli occhi il disagio di una persona che è passata a livelli di malattia attraverso l’alcol, la droga o il gioco, beh, è uno di quei pugni nello stomaco che riporta con i piedi per terra. L’altra è che lo Stato ha un ruolo tanto complicato quanto affascinante. In mezzo, di volta in volta, a trovare la giusta mediazione tra quelli del “sarò pur libero di aprire una sala slot dove cavolo voglio” e il “chiudiamo tutto e basta!”. Perché se nel primo caso il risultato di una tardiva regolamentazione è un proliferare di giocatori patologici senza eguali in Europa, con costi sociali che ricadono su tutti, nel secondo si incentiva il passaggio all’illegalità.

    E la cultura? Quella viene prima di qualsiasi regola, quel senso del limite indispensabile per capire fino a che punto spingerti, prima di fare del male a te e ai tuoi cari.