• Per i giovani

    Ho ricevuto troppe segnalazioni in questi anni di ragazzi e ragazze “assunti” come tirocinanti e ritrovatisi non alle prese con un’esperienza formativa ma con un lavoro a tutti gli effetti, magari in sostituzione di maternità o assenze.

    Un lavoro vero, però, lo si paga come tale. Non 300 Euro + i buoni pasto. E se un supermercato – ad esempio – ha bisogno di una cassiera per 40h alla settimana, le propone un contratto, non un tirocinio.

    Perché il tirocinio deve essere un’esperienza formativa, utile ad un ragazzo per imparare una professione, utile al datore di lavoro per far crescere una professionalità all’interno della sua azienda. Deve avere un rimborso spese di almeno 600 euro al mese, deve prevedere meccanismi di controllo e vigilanza per limitare al minimo gli abusi. Ne va della dignità di una generazione che si affaccia per la prima volta sul mondo del lavoro.

    Per questo modificheremo il regolamento regionale sui tirocini introducendo questi principi.

    C’è dell’altro: non c’è lavoro di qualità e retribuzione di qualità senza formazione di qualità. Se vogliamo l’industria 4.0, se vogliamo posizionare la Lombardia nella fascia alta delle produzioni di beni e servizi di qualità, ci vuole una formazione 4.0.

    In questo senso la Lombardia “vanta” ancora una quota di “idonei non beneficiari”, ragazzi e ragazze che hanno i requisiti di merito e di reddito per accedere alla borsa di studio ed andare all’università, ma non la ricevono e – spesso – non ci vanno perché la Regione non stanzia sufficienti risorse.

    A fronte di un impegno statale cresciuto da 13 a 23 milioni di euro, i fondi regionali sono calati fino alla miseria di 600mila euro. Li reintegreremo per dare libri, mensa, alloggi e trasporto scolastico a tutti i ragazzi e le famiglie che ne hanno bisogno.

    A breve il programma completo con tutte le proposte

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