• Il Consiglio regionale ha votato le fusioni: nascono i nuovi comuni di Sant’Omobono Terme e Val Brembilla

    Il Consiglio regionale ha votato le fusioni: nascono i nuovi comuni di Sant’Omobono Terme e Val Brembilla. Lega e assessore al bilancio battuti sugli incentivi per le nuove fusioni.

    La maggioranza in Regione si è spaccata oggi sulle incentivazioni economiche alle fusioni dei piccoli comuni. L’ordine del giorno presentato dal Pd, firmato anche dal consigliere Jacopo Scandella, è infatti stato approvato con i voti dell’opposizione e del Nuovo Centro Destra, nonostante l’opposizione dell’assessore leghista al bilancio Massimo Garavaglia, della Lega, della Lista Maroni e di Forza Italia. Fino alla scorsa legislatura la Regione, proprio per sostenere le aggregazioni, dava contributi consistenti sia alle unioni (i comuni restano separati ma gestiscono insieme i servizi e hanno un consiglio comunale “congiunto”) che alle fusioni, mentre nel 2012 le fusioni sono state espunte. Garavaglia stesso, e poi il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, sono intervenuti in Aula per dire no alle incentivazioni. Il voto del Consiglio li ha sconfessati.
    Senza colpi di scena, invece, le votazioni sulle singole fusioni. Sono quindi state approvate 9 fusioni di 22 piccoli comuni, mentre sono state bocciate 10 fusioni che coinvolgevano 36 centri minori. In provincia di Bergamo nascono dunque i comuni di Sant’Omobono Terme dalla fusione con Valsecca, e di Val Brembilla dalla fusione di Brembilla e Gerosa. I nuovi comuni esordiranno il 25 maggio con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale.
    “Nella nostra provincia ci sono territori molto diversi tra loro – dichiara il consigliere regionale Jacopo Scandella – per i quali vanno ricercate soluzioni diverse sempre partendo dal coinvolgimento dei territori. La fusione non è la ricetta per ogni realtà, ma per questa ragione è opportuno che le amministrazioni si aprano a studi ed analisi tecniche volte a comprendere quale sia la migliore soluzione in materia di gestione associata”.
    “Le fusioni dei comuni vanno comunque incentivate – aggiunge Scandella – perché in molti casi generano maggior efficienza e maggior qualità nei servizi ai cittadini. Negare risorse alle fusioni significa osteggiarle materialmente. Il Consiglio, in merito ha espresso un voto molto chiaro, contrario alla posizione della Lega e dell’assessore, impegnando la giunta a sostenere economicamente le fusioni tenendo conto di criteri oggettivi come il numero di abitanti o la “classe di svantaggio” dei comuni interessati. Bisogna fermare il mercato attuale secondo cui i contributi vengono assegnati in modo arbitrario di volta in volta a seconda della vicinanza alla maggioranza”.

    Milano, 21 gennaio 2014