• Importante momento di confronto con gli studenti. Lo stop al consumo di suolo passa anche da una nuova cultura del territorio.

    Consumo di suolo, una lezione speciale all’università statale di Milano

    Scandella (PD): “Importante momento di confronto con gli studenti. Lo stop al consumo di suolo passa anche da una nuova cultura del territorio.”

    Questa mattina si è tenuto presso la facoltà di urbanistica dell’Università degli studi di Milano un convegno dal titolo “Il suolo cancellato”. Partendo dalla proiezione del documentario di Legambiente ‘l’età del cemento’, il professore Emanuele Garda ha tenuto una lezione particolare sul tema dell’uso e abuso del consumo di suolo affiancato da ospiti d’eccezione tra i quali il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella, capodelegazione PD in commissione territorio e componente del gruppo di lavoro sul progetto di legge ad hoc del Partito Democratico, Marco Cappelletti, assessore all’urbanistica del comune di Lentate sul Seveso (PD), Serena Righini, pianificatore territoriale, Tiziano Cattaneo, geografo di Legambiente Lombardia e Silvia Ronchi, ricercatrice del centro di ricerca sui consumi di suolo.

    “E’ stata una mattina molto interessante, ricca di spunti e di riflessioni – dichiara Scandella – un importante momento di confronto con gli studenti sensibili a questo tema centrale per il nostro lavoro in Regione. L’obiettivo dichiarato è di mettere un freno all’urbanizzazione dei terreni agricoli e naturali introducendo concetti come la programmazione di area vasta, la compensazione preventiva, l’utilizzo in via prioritaria delle aree dismesse, abbandonate e degradate e l’introduzione delle soglie percentuali massime di consumo di suolo”.

    Partendo dalla positiva esperienza del comune di Lentate sul Seveso, la cui giunta appena insediata ha “ripulito” il Pgt già approvato nella precedente legislatura, il consigliere democratico ha indicato quelli che sono i due punti cardine del programma del Pd sul tema. “Innanzitutto non si può pensare di scrivere una legge sul contrasto al consumo di suolo senza partire dal problema dei cosiddetti residui – spiega – il vero problema non è programmare per il futuro ma rivedere i 450 milioni di metri quadrati di territorio lombardo già previsti nei Pgt, oltre ogni bisogno residenziale o logistico. Ed è proprio su questo che punta il dito Scandella: “Il nostro obiettivo è quello di far passare il concetto di programmazione di area vasta, al momento non preso in considerazione dalla Giunta nel testo di legge depositato. Noi riteniamo che forme di pianificazione e programmazione associata siano essenziali in una regione dove più del 70% dei comuni è sotto la soglia dei 5.000 abitanti.”

    Milano, 17 marzo 2014