• J-Mail n.14

    Ciao,

    se dovessi scrivere una “letterina”, un auspicio per questo 2018 che sta arrivando, vorrei che fosse il momento giusto per tornare a guardare al futuro con fiducia. Negli ultimi mesi, nel dibattito politico ma anche parlando con la gente per strada, mi è sembrato che il sentimento prevalente fosse un misto di nostalgia e di rassegnazione.
    Zygmunt Baumann, in uno dei suoi ultimi lavori, ha descritto questo fenomeno come “Retrotopia”: il luogo dell’immaginazione, quello che aspiriamo a modellare con le nostre idee ed i nostri valori, non è più il futuro ma il passato. Un passato glorioso e rassicurante – che, per inciso, non è mai esistito – in cui stavamo meglio, vivevamo meglio e lo opponiamo alle fatiche del presente. Peccato però che ogni tempo abbia le sue sfide da superare, e per farlo non ci sia alternativa al guardare avanti.

    In grande, verso gli obiettivi mondiali di fame zero, lotta ai cambiamenti climatici, buona occupazione. Nel nostro piccolo, in Lombardia, per dare una spinta ad una regione che in questi cinque anni è rimasta ferma. Ne ho parlato a lungo nel tour di rendiconto di mandato a cui mi sono dedicato tra ottobre e novembre: nel nostro territorio convivono grandi eccellenze e problemi seri. Abbiamo i migliori ospedali d’Italia ma il più alto tasso di tumori legati all’inquinamento e un’assistenza sociale che lascia troppi anziani soli; abbiamo le imprese più innovative ma un numero di giovani disoccupati ancora troppo alto; università tra le più rinomate ma un tasso di abbandono scolastico che in questi anni è esploso.

    Ancora, rispetto alle grandi regioni europee, abbiamo 10-12 punti in meno rispetto all’occupazione femminile: è un dato spaventoso che incide pesantemente sulle possibilità di crescita personale e collettiva. Troppo spesso una donna è costretta a lasciare il lavoro – dopo aver avuto un figlio o perché un genitore o un suocero ha bisogno di assistenza – e questo perché manca la rete di servizi necessaria a sostenerla. Sono tanti gli esempi come questi, sono tanti gli ambiti nei quali possiamo “fare, meglio”.

    Siamo convinti che la persona giusta per farlo sia Giorgio Gori e sono contento di avergli dato una mano in questi mesi nella costruzione della sua candidatura a Presidente di Regione Lombardia. Vi invito a conoscerlo attraverso il suo sito e la sua newsletter, a leggere quello che pensa sui temi principali della nostra regione, a seguirlo ed incontrarlo di persona nel suo tour #Gori100tappe. Al termine di ogni incontro a cui partecipo con lui, c’è sempre qualcuno che mi ferma per dirmi quanto gli sia sembrato serio e preparato. Alcuni dicono: “Fin troppo!”. Ma non è proprio di una persona “seria” e “preparata” che abbiamo bisogno per guidare la Lombardia?

    Io credo di sì. Ci aspettano dei mesi intensi, con le campagne elettorali regionali e nazionali alle porte, nei quali provare a suscitare l’interesse delle persone e non la repulsione, l’approvazione per le nostre idee e non lo sdegno, la fiducia e non la rassegnazione. E’ un bell’impegno, sarà meglio riposarsi a dovere durante le festività natalizie: a voi ed alle vostre famiglie, i miei migliori auguri!

    Un sorriso,

    Jacopo