• J-Mail n.7

    Ciao,

    dopo i fatti di Parigi mi sono preso qualche giorno di silenzio. Troppo grande il dolore per parlare pubblicamente di qualsiasi altra cosa, troppo complessa la questione per poterla affrontare a caldo e in poche parole.

    Non ho molte certezze, ma una forse sì: quelli che “la fanno facile”, sono niente più che parolai. Ce n’è purtroppo una vasta gamma di esemplari: quelli che “in Italia non ci attaccano perché i terroristi possono già fare quello che vogliono”, quelli che “è tutta colpa dei barconi”, quando la gran parte di chi scappa lo fa proprio dalle stesse violenze che hanno colpito Parigi.

    Mai come oggi serve approcciarsi con cautela ad un conflitto che è prima di tutto interno alla religione islamica – la loro “guerra dei trent’anni” – ma che coinvolge a pieno titolo l’Europa e il mondo occidentale. Qui un’analisi – ce ne sono molte – che vi invito a leggere. Qui una serie di brevi interviste con la posizione – pragmatica e di buonsenso – espressa dal Governo Italiano a SkyTg24: clicca qui.
    Come avevo avuto modo di scrivere in passato, c’è una differenza enorme tra me e mio nonno: lui sparava ai francesi, io mi stringo a loro nel lutto. Ma lui non era stupido, e io non sono un genio. La differenza tra noi è l’Europa unita.

    A questo proposito, negli ultimi giorni, mi è tornato alla mente il padiglione polacco ad Expo 2015: sul fondo c’era un piccolo cartello, “Cinema 3D”; molti amici mi hanno detto di non averlo neppure notato, ma l’indicazione conduceva ad una piccola sala cinema con un video animato sulla storia della Polonia. Tutto un susseguirsi di spade, armature, cavalieri che si contendono il territorio, e poi guerre, morti, nuvole scure e dittature. Dopo cinque minuti di battaglie serrate, il cielo si rischiara. L’atmosfera diventa improvvisamente serena e gli ultimi istanti del filmato mostrano una bandiera europea che avvolge tutti. Come se dopo 1000 anni si fosse detto: “Adesso basta. Adesso la pace.”

    E’ questo, credo, quanto di più grande la mia generazione ha il dovere di realizzare. Unire culture diverse, paesi diversi, in un unico grande progetto di pace. Messa così, chi l’ha detto che non esistono più i “grandi ideali”? L’Europa lo è!
    Me ne sono reso conto ancora più da vicino durante una visita al Parlamento Europeo che abbiamo organizzato con i Giovani Democratici ed un gruppo di giovani amministratori locali della nostra provincia.
    Il mese di novembre in Regione è quello del tour “Verso Lombardia 2018”, un viaggio nelle dodici province lombarde che Alessandro Alfieri (Segretario regionale PD) ha voluto per cominciare a costruire il progetto che ci porterà alle prossime elezioni regionali. Due anni prima – non due mesi prima – perché questa sia la volta buona. Brescia, Varese, Como, Lodi, Cremona e, sabato 21 alle 9.30 alla Casa del Giovane, Bergamo. Qui l’evento Facebook, mi farebbe molto piacere vedervi!

    C’è una frase di Marcel Proust – inflazionata e abusata come tutte le belle citazioni – che mi è sempre piaciuta molto; diceva che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Ecco, se vogliamo vincere le prossime elezioni regionali dobbiamo guardare la Lombardia con occhi nuovi, dobbiamo trovare parole nuove e anche temi nuovi. Perché se non siamo mai riusciti ad ottenere la fiducia dei lombardi alle elezioni regionali, dobbiamo pensare prima di tutto a cambiare noi stessi.

    Stavolta però, con una consapevolezza in più, e cioè che il PD in Lombardia governa già, altro che “Regione di destra”: centinaia di amministrazioni locali, tra cui 11 capoluoghi di provincia su 12. Il buon governo dei nostri Sindaci che vogliamo portare alla guida della Regione. Perché se Maroni è quello che si lamenta – dei migranti, del Governo, della crisi – noi siamo la Lombardia che guarda avanti e che vuole guidare l’Europa.
    Lunedì è andata in onda la prima puntata di “Rosso di sera” (cosa ne dite, ci sta?), una trasmissione televisiva pensata per parlare di attualità, discutere con giovani impegnati, dare voce ad associazioni di volontariato e di categoria, smontare le bufale più incredibili e raccontare quello che di buono (ce n’è molto, per fortuna) combina la politica in giro per la Lombardia. Trovate tutti i video sul mio canale Youtube.
    Oltre alle presentazioni di rito, abbiamo parlato di raccolta differenziata – e delle ricadute positive sull’ambiente e sulle tasche dei cittadini – con due amministratori locali che ci credono, oltre che di salute mentale con un’associazione di volontariato attiva sul territorio.
    Gli date un’occhiata e mi dite cosa c’è da migliorare? L’indirizzo è sempre jacopo.scandella@consiglio.regione.lombardia.it, altrimenti ci sono Facebook e Twitter… Grazie!

    Alla prossima!

    Un sorriso,

    Jacopo
    PS: venerdì 27 sono a casa, a Clusone (immagine allegata), per raccontare il mio lavoro al Pirellone: “Mezzo mandato, cosa ho combinato?”. Sabato 28 invece a Ranica ed Albino (sempre allegati) per un ricevimento aperto a tutti in cui fornire informazioni su bandi e finanziamenti regionali. Un’altra occasione per vederci di persona!