• J-Mail – n°2: il testo

    Il testo della J-Mail n.2:

    Ciao, il secondo appuntamento con la newsletter cade in un momento non facile per la politica italiana e, soprattutto, per tanti nostri concittadini.

    Mi capita sempre più spesso di guardare negli occhi persone che mi dicono “dammi una mano, sono a casa da sei mesi”, oppure “fate qualcosa, non ce la facciamo più”. A volte mi prende un senso d’impotenza difficile da sopportare, la percezione che qualsiasi legge andrai ad approvare non potrà risolvere in pochi giorni i problemi di chi invece non ha tempo da perdere. Cerco di mettercela tutta, pensando ogni istante al motivo per il quale ricopro un ruolo istituzionale: dare risposte a quelle persone.
    Poi sento alcuni esponenti del Popolo della Libertà parlare di “rischio guerra civile” a seguito della condanna definitiva del loro leader, in aggiunta ai continui ricatti sulla vita del governo. E mi rendo conto di quanto una classe dirigente servile viva uno scollamento pauroso con la nostra vita, la nostra realtà. Una classe dirigente dedita esclusivamente all’autoconservazione.
    Per questo credo che una grossa discriminante, di questi tempi, sia vivere l’impegno politico come un’occasione irripetibile per dire e fare cose coraggiose, impegnative. In alternativa si può vivacchiare, non dare fastidio o scontentare nessuno, con l’obiettivo di prolungare il più possibile la propria carriera politica. Al prezzo dell’irrilevanza. Triste, no?
    In Regione prosegue il lavoro sul consumo di suolo (qui il link  alla nuova campagna del PD Lombardia, “Là dove c’era l’erba”… dacci una mano!) e sui tirocini: abbiamo ottenuto il rimborso minimo di 400 euro mensili, ma soprattutto una serie di tutele riguardo la malattia, la ripetibilità, il numero di dipendenti per tirocinante. Qui la delibera presentata dalla giunta.

    Il 23 luglio abbiamo discusso l’assestamento di bilancio: Regione Lombardia “pareggia” a circa 23 miliardi di euro, di cui ben 17 destinati alla sanità. Per il momento, poche novità. Si assiste ad una sostanziale continuità con la gestione formigoniana, soprattutto sulla fetta più grande della torta: nessun segnale sul necessario riequilibrio tra pubblico e privato, sull’integrazione tra servizi sociali e sanitari, nessuna garanzia sull’abolizione dei ticket per le fasce più deboli. Protesta e proposta: abbiamo lanciato una contromanovra da 270 milioni di euro attraverso 31 emendamenti e 36 ordini del giorno presentati in consiglio (qui qualche dettaglio in più e un elenco dei bandi regionali in scadenza nelle prossime settimane).
    Due flash per altrettanti temi locali:
    -numerose, in bergamasca, le richieste di autorizzazione per nuove discariche: Sedrina, Treviglio, Strozza ma non solo. La Regione deve farsi carico di decidere in fretta dove vanno messi i rifiuti, amianto in particolare. Un piano regionale per la localizzazione dei siti, altrimenti è l’anarchia. Fino a quel momento, stop alle autorizzazioni.
    -1 euro pro-capite in ogni Comune per l’acquisto libri: con questa cifra o poco più, che gran parte degli amministratori di centrosinistra garantisce (e supera) da sempre, si dovrebbe scongiurare l’inserimento di una tessera a pagamento per la fruizione dei servizi bibliotecari, tra cui l’interprestito. Il tutto, in aggiunta ai 194 mila euro che, come abbiamo chiesto in Commissione prima e Consiglio poi, Regione Lombardia continuerà a stanziare per i sistemi bibliotecari bergamaschi.
    Chiudo con un accenno sulla situazione nazionale. Mettiamola così: per sua natura, è difficile pensare che il Governo Letta possa affrontare riforme decisive e avere così un orizzonte duraturo. E’ nato per gestire le emergenze, dal pagamento delle pensioni alla legge elettorale passando per la cassa integrazione. E nell’emergenza si sono anche raggiunti risultati importanti: penso ai fondi europei per l’occupazione giovanile, agli incentivi sulle riqualificazioni edilizie, ai 400 milioni impegnati nellascuola. Così come, nel campo di una continua e faticosa mediazione politica, si è giunti all’abolizione dell’IMU ed alla “nascita” della Service Tax di cui ancora non conosciamo i dettagli.
    Se è vero dunque che un Governo serve, è vero anche che non può costantemente vivere sotto ricatto. Io ti lascio i fondi sulla scuola, tu mi voti per la non decadenza… non esiste. Non esiste mettere sul campo della trattativa politica una questione esclusivamente giudiziaria. E poi basta, per favore, è da quando sono nato che si parla di Berlusconi…
    Credo che il PD non debba avere paura: né di continuare l’esperienza di governo, valorizzando quanto di buono si realizza, né di elezioni anticipate. Siamo gli unici in grado di riportare al centro del dibattito politico un progetto per l’Italia, e per farlo facciamo un Congresso: Renzi, Civati, Cuperlo, l’importanza della leadership, ilsenso di comunità, ma anche “a cosa serve un Partito?” da Milano a Songavazzo. Dobbiamo tornare ad essere interlocutori credibili per chiunque abbia un’idea. Imprese, comitati, associazioni. Perché se la racconti al bar, l’idea muore lì. Ma se la racconti nel PD, devi avere la certezza che arrivi nelle istituzioni, dove le cose si cambiano per davvero.
    Un abbraccio,
    alla prossima.
    P.S: riparte il “Sabato nel villaggio”, qui il link per tutti gli appuntamenti, qui invece il video di un dibattito con Federico Villa (Udc), Giuseppe Cattalini (SeL) e Flavio Bizzoni (PDL)