• J-Mail n°5 – Newsletter

    Questa newsletter d’esordio per il 2015 me l’ero immaginata come un grande augurio ed un primo racconto dei tanti progetti che ho in testa per il nuovo anno, dentro e fuori dal Consiglio regionale. Gli avvenimenti di Parigi, però, obbligano a riflettere, a mettersi in discussione, suscitano domande sulla libertà, la religione, il ruolo dell’occidente e degli stati islamici, che non possiamo certo esaurire in poche righe.

     Ciò nonostante, prima di passare alle questioni “nostrane”, una cosa la voglio dire: in Francia ci sono quasi 6 milioni di musulmani; erano musulmani gli attentatori, era musulmano il poliziotto ucciso a bruciapelo, sono musulmani imprenditori, docenti universitari, alte cariche dello Stato. Molti di loro, nei mesi scorsi, sono scesi in piazza contro l’Isis ed oggi condannano la violenza di quanti commettono crimini nel nome del loro Dio. Pensiamo davvero di accomunare un gruppo di terroristi con milioni di persone che vivono l’Europa e si riconoscono nelle nostre regole di convivenza civile, quelle che tutelano i diritti di tutti?
    Anche per questo motivo credo non serva a nessuno alimentare uno scontro tra Cristianesimo ed Islam, perché l’unico scontro in atto è tra quanti credono che i diritti ed i doveri sanciti dalle nostre Costituzioni siano alla base del nostro vivere e vadano difesi, e quanti invece praticano la violenza contro quel sistema, quelle regole, quelle libertà.
     
    Il 24 gennaio a Milano, Palazzo Pirelli, abbiamo organizzato come PD Lombardo un primo incontro per discuterne ed approfondire.

    In Regione Lombardia (per rimanere sul tema) i lavori riprendono con la legge sui luoghi di culto, la cosiddetta “anti-moschee”, che introduce una serie di aggravi burocratici per la costruzione di nuovi edifici religiosi. Se è vero che tutti noi abbiamo come obiettivo quello di difendere la nostra democrazia ed i nostri diritti, non credo che lo strumento possa essere quello di sottrarre ad altri il diritto di avere un luogo in cui pregareQui un breve commento sul tema, qui un altro più datato.
    Se l’anno nuovo si apre così, quello vecchio l’avevamo lasciato con l’approvazione della nuova (brutta) legge sul consumo di suolo. Un percorso che era nato, nel febbraio 2014, sotto i migliori auspici: 4 progetti di legge interessanti depositati sul tema, 1 gruppo di lavoro nato per esaminarli ed una serie di audizioni con i Comuni, le associazioni di categoria, professionisti ed esperti nella pianificazione territoriale che ci avevano consegnato tutti gli strumenti per arrivare ad una buona legge. Finita la fase di ascolto, però, la maggioranza non trova l’accordo: la Lega litiga con Forza Italia che a sua volta litiga con NCD che però non è d’accordo con la Giunta… Risultato: i lavori si bloccano per 5 mesi.

    Fino a che, nel novembre scorso, spunta un nuovo progetto di legge che viene presentato, discusso e approvato nel giro di due settimane. Un pasticcio.
     
    Nel mio intervento in Consiglio ho provato a raccontare le nostre proposte perriqualificare le città, rilanciare il settore edilizio e salvaguardare i terreni destinati all’agricoltura. Forse sarà una legge dannosa, forse sarà semplicemente inutile. Di certo è stata un’occasione persa. Di tutto questo percorso resta soltanto la soddisfazione di un’esperienza fatta, quella di aver seguito in primissima persona un progetto di legge così importante, o che avrebbe potuto esserlo… 

    Mercoledì 21 gennaio sarò a Bergamo per parlarne, idem a Stezzano il 2 febbraio; nei prossimi giorni su www.jacoposcandella.it i dettagli delle iniziative in calendario.

    Il 4 febbraio, invece, riparto da Clusone (qui la locandina) con un nuovo tour di incontri per discutere il lavoro degli ultimi mesi: la proposta accolta sui crediti forestali, la mobilità al tempo di Expo, i giovani e la montagna, la nuovapiattaforma web di consultazione degli elettori a cui abbiamo lavorato per incentivare la partecipazione dei cittadini. Le ultime elezioni regionali ci hanno dimostrato ancora di più come l’affluenza non sia un fatto scontato: per portare la gente a votare servono facce credibili ed un progetto capace di entusiasmare. Quiuna mia riflessione sul tema.

    Chiudo con un appello, forse un po’ insolito: la politica, se fatta con passione, si prende tempo ed energie. Le merita tutte. Oggi più che mai abbiamo bisogno di persone impegnate che facciano la propria parte sul lavoro, in famiglia, nelle associazioni di volontariato… ma anche nella partecipazione politica. Io ce la metto tutta, e come me tanti colleghi. Ma non lasciateci soli!
     
     
    Un sorriso,
     
    Jacopo
     
     
    PS.: Ho sentito Emma Bonino, rispetto alla malattia che l’ha colpita, dire “io non sono il mio tumore, siamo persone che affrontano una sfida che è capitata.” Qualche tempo fa avevo sentito un’altra donna, Rita Levi Montalcini, dire parole simili: “Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Ma io non sono il corpo, sono la mente.” Per l’anno nuovo, un “in bocca al lupo” a tutti quanti devono combattere la loro battaglia