• J-Mail n°6 – newsletter

    Ciao,

    durante la campagna elettorale del 2013 il gadget che mi accompagnava era un moschettone da arrampicata. Un oggetto tipico della montagna, un simbolo delle istanze di territori spesso dimenticati dalle istituzioni. Lo conservo ancora, per ricordarmi sempre da dove sono partito.

    In questi due anni, però, “In montagna siete quattro gatti…” è una battuta che mi sono sentito dire spesso. Una battuta che tiene conto soltanto dei numeri, quando la montagna non è soltanto un numero. E’ un patrimonio di tradizioni, culture, paesaggi e tanto capitale umano. Che va sostenuta contro il combinato di impoverimento e spopolamento, ma che può permettere ai propri abitanti di vivere e lavorare lì, a patto di poter contare sulle risorse proprie del territorio.

    Con questo obiettivo abbiamo raccolto una serie di proposte nella campagnawww.firmaperlamontagna.it, con la quale vogliamo portare al Pirellone la voce dei territori di periferia. Vi chiedo una mano, per far sì che quella voce possa essere ascoltata. Qui (clicca) la diretta web di presentazione.

    Tre di quelle proposte sono già state votate dal Consiglio regionale nella seduta di martedì 30 giugno: siamo riusciti a far approvare i nuovi parametri per l’erogazione di contributi e la programmazione dei servizi, che tengano conto non soltanto del numero di abitanti ma anche della condizione geomorfologica dei Comuni, così come l’avvicinamento al territorio di alcuni servizi oggi erogati dalle Province o dalla Regione.

    Per un solo voto (clicca), però, non è passato un nostro emendamento che avrebbe lasciato sul territorio la quota regionale dei canoni del demanio idrico. 20 milioni di euro che avrebbero fatto comodo alla montagna lombarda, a cui invece non restano nemmeno le briciole. Una misura che viene garantita per la sola provincia di Sondrio (a cui era stato promesso ancora di più) e che vale loro 18 milioni di euro l’anno. Raccontiamolo, nelle valli bergamasche: la Lega, con il suo voto contrario, ci ha detto “arrangiatevi”.

    Dopo la montagna, l’Europa. Mentre sto scrivendo nessuno sa come andrà a finire, ma sulla crisi greca la vedo così: tra le proposte dell’UE e le richieste di Tsipras non c’è un abisso. E’ una narrazione un po’ fiabesca quella che vorrebbe, attorno a questa trattativa, descrivere “l’Europa dei popoli” contro quella “delll’austerità”, i buoni contro i cattivi. La realtà è sempre un po’ più complicata. Perché da un lato non possiamo bollare semplicemente come “austerità” il ricondurre le pensioni greche a standard europei (67 anni o 62 con 40 di contributi), l’introdurre un salario minimo garantito a fronte di un aumento dell’IVA, più tasse per gli armatori, una serie di liberalizzazioni o il taglio delle spese militari. Si tratta, in buona parte, di “sostenibilità”. Riforme simili a quelle che tutti gli altri Stati europei hanno dovuto affrontare, e che la Grecia non potrebbe eludere nemmeno se uscisse dall’Euro. Dall’altro, però, pesa la responsabilità europea di non aver risolto subito la crisi greca, quando era possibile farlo con molte meno risorse e, soprattutto, senza ridurre alla fame una fetta di popolazione. Accanto alle riforme, dunque, sono necessari gli investimenti giusti e una parziale ristrutturazione del debito. Senza entrambe le cose, la Grecia non ripartirà comunque.

    Su Facebook, Twitter, Periscope e sul sito www.jacoposcandella.it trovi tutti gli aggiornamenti dal Consiglio regionale e gli appuntamenti a cui parteciperò nelle prossime settimane. E’ tempo di Feste Democratiche, de l’Unità… una buona occasione per vedersi di persona. Grazie di cuore a tutti i volontari che le tengono vive!

    Segnalo un appuntamento vicino a casa: sabato 11 luglio, dalle 15.30 alle 18 presso l’Auditorium di Clusone, si terrà un’assemblea plenaria del PD Alta Valle Seriana per discutere della situazione politica nazionale ed analizzare il risultato delle recenti elezioni amministrative. Clicca qui per visualizzare il manifesto!

    La prossima newsletter (mi prendo l’impegno di tornare entro fine mese) sarà dedicata alla riforma della sanità lombarda, che arriverà in Consiglio con ogni probabilità martedì 14 luglio. Una riforma che non è una riforma, asciugata nei contenuti dalle estenuanti mediazioni interne alla maggioranza. Ne parliamo meglio alla prossima! Con una riflessione sul tema dei migranti.

    Per il momento,
    buona estate!

    Un sorriso,

    Jacopo

    PS: il 2015 è (anche) l’anno di Expo: ho avuto l’onore di partecipare alla cerimonia di inaugurazione (qui un commento sulla giornata) e devo confessare che mesi di sfottò sui ritardi nei lavori avevano parzialmente contagiato anche il mio incrollabile ottimismo. Nei fatti, l’esposizione ti lascia letteralmente a bocca aperta. Il tema èaffascinante e lo si approfondisce man mano, mentre a colpirti al volo ci pensano l’architettura e la maestosità del sito. Non serve a molto raccontare, bisogna vivere l’atmosfera. Ancora per pochi mesi avremo il mondo riunito a quattro passi da casa, un’occasione che vi invito a non perdere.