• La riforma che non c’è

    Sanità: PD e Patto Civico presentano oltre 10mila tra emendamenti e ordini del giorno alla “non riforma”

    Ambrosoli e Brambilla: “costretti all’ostruzionismo fino a quando non si discuterà nel merito”

    Riforma sì, ma che sia riforma vera. Con questo spirito Pd e Patto Civico si apprestano ad iniziare la maratona d’Aula sulle modifiche del testo unico della sanità lombarda che partirà domattina. I due gruppi di opposizione mettono sul piatto 10.562 tra ordini del giorno ed emendamenti, che in virtù del cosiddetto jolly (la norma regolamentare che permette, per casi particolari, di non applicare il contingentamento dei tempi), terranno l’aula occupata per diverse giornate. In particolare, per la sola illustrazione degli ordini del giorno (5 minuti ciascuno a disposizione del proponente) potranno essere necessarie fino a 55 giornate d’Aula, considerando la convocazione anche in notturna, dalle 10 alle 24 (dodici ore, considerando le due pause di un’ora per pranzo e cena). Tutto ciò al netto della discussione generale, dell’illustrazione e discussione degli articoli e dei relativi emendamenti di opposizione ma anche di maggioranza.

    “La Sanità lombarda – spiega il coordinatore del centrosinistra in Regione Umberto Ambrosoli – pur riconosciuta per la sua eccellenza, ha bisogno di una riforma: sono infatti cambiate le condizioni di spesa, le tendenze demografiche, le fragilità sul territorio. Ci siamo sempre resi disponibili per rendere il nostro servizio sanitario regionale più rispondente all’attuale domanda di salute e servizi, oltre che più efficace e sostenibile. La maggioranza ha cominciato a metterci mano, ma non hanno mai trovato un accordo tra le varie componenti: alla fine dopo quasi due anni di testi, controtesti, emendamenti ci hanno presentato un testo svuotato di contenuti e sul quale non abbiamo mai potuto confrontarci nel merito. Un testo così è del tutto inadeguato e lascia irrisolti i problemi della sanità lombarda. Ci opponiamo e faremo ostruzionismo fino a quando non avremo un confronto di merito che dia risposta alle esigenze dei cittadini lombardi e alle sfide che abbiamo davanti.

    “Ci troviamo costretti dalla maggioranza a mettere in campo un’opposizione ostruzionistica, mentre avremmo certamente preferito un’opposizione costruttiva, ma non è stato possibile sinora un confronto. Occorre ridare al Consiglio e alla Commissione Sanità quel ruolo che spetta loro nella ridefinizione della riforma sociosanitaria. Questa è la sfida politica che ancora una volta lanciamo a Maroni: riapriamo il dibattito – ha detto il capogruppo Pd Enrico Brambilla -. Se non ci sarà un ripensamento, invece, allora saranno necessarie alla maggioranza almeno 55 sedute d’Aula per portare a termine un percorso che non gioverà ai cittadini e non rinnoverà davvero la sanità lombarda”.

    Milano, 13 luglio 2015


    Maroni sta cambiando la sanità lombarda con la riforma? No. Il volantino del Partito Democratico della Lombardia.

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