• “L’assuefazione e il silenzio”, la risposta del PD

    Milano, 21 maggio 2015

    Caro direttore,

    ho letto il suo editoriale di ieri dal titolo “L’assuefazione e il silenzio” e vorrei rispondere alle domande che ci rivolge direttamente. Il tema del rapporto tra politica e nomine dei vertici della sanità è per noi cruciale: vi insistiamo da tempo, abbiamo presentato una proposta di legge nella scorsa legislatura e all’inizio di questa, abbiamo dato battaglia sulla legge poi votata dalla maggioranza e torneremo a farlo durante la discussione, ormai prossima, della riforma della sanità lombarda. Per noi il sistema va cambiato, l’invadenza della politica negli ospedali e nelle asl è soffocante e deleteria e il merito deve prevalere. Come? I futuri direttori generali in sanità, quando il Pd governerà la Regione, dovranno essere selezionati da una commissione esterna composta da soli esperti indicati dal mondo universitario, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS). Questa commissione fornirà una rosa ristrettissima di nomi (per ogni direzione generale, due soli candidati tra cui scegliere) individuati sulla base di criteri di curriculum e di merito. I candidati non dovranno avere conti in sospeso con la giustizia. Rispondendo alla sua domanda: quando governerà il Pd le strutture sanitarie non saranno più terreno di pascolo dei partiti e delle correnti. È un impegno che abbiamo preso con i cittadini nelle scorse campagne elettorali e che fin d’ora assumiamo per la prossima.

    Saluti cordiali

    Enrico Brambilla, capogruppo del Pd in Regione Lombardia