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Siamo una squadra. Nel Partito Democratico bergamasco e nel Patto Civico a sostegno di Umberto Ambrosoli. Una squadra che si rifà ad un programma di governo ben preciso, che vogliamo mettere in pratica in Lombardia nel quinquennio 2013-2018. Una squadra nella quale ognuno ha il dovere di portare le proprie sensibilità, personali e territoriali, le competenze, le priorità.

Dal 24/01 al 24/2, in pillole, proverò a raccontarvi le mie.

 

19 – 02 Turismo

Riordinare la governance turistica con un’azienda speciale per il Turismo regionale che si interfacci con sistemi turistici territoriali oltre i confini amminsitrativi (provinciali su tutti): pensiamo al lago d’Iseo, diviso tra Bergamo e Brescia ma con obiettivi e strategie comuni, o alle Orobie, condivise con Lecco, Sondrio e Brescia. Sostenere bandi e finanziamenti su progetti mirati come è stato per gli ostelli, capaci di generare investimenti pubblici e privati per 25 milioni di euro con ricadute occupazionali soprattutto tra gli under 30. Il turismo nelle aree montane come rilancio del tessuto economico e sociale: sport, cultura, ma anche enogastronomia. Expo 2015 e Bergamo capitale della cultura 2019, due appuntamenti da non mancare. Tutte le idee in questo documento.

 

15 – 02 Università

Diritto allo studio, ovvero alloggi, ristorazione, biblioteche e borse di studio. Alcuni dati per chiarire la situazione: Regione Lombardia, negli ultimi anni, ha ristretto i criteri di accesso, diminuito i fondi a disposizione e parallelamente alzato del 40% la tassa regionale sul diritto allo studio. Il risultato è che il numero di alloggi è insufficiente a soddisfare le richieste, i prezzi delle mense si mantengono largamente al di sopra della media europea e, soprattutto, che il 30% degli studenti risulta “idoneo non beneficiario”: ragazzi e ragazze che, per merito e reddito, hanno diritto alla borsa di studio, in realtà non possono beneficiarne per mancanza di fondi. Ma la cultura crea lavoro, benessere, coscienza civica. Cambiare rotta subito.

 

12 – 02 Agricoltura e allevamento

Di fronte alla crisi che stiamo attraversando, non esistono ricette miracolose. La politica, però, ha un ruolo decisivo nel “preparare il terreno”, agevolando a livello infrastrutturale, burocratico, di tassazione, gli uomini e le donne che vogliono fare impresa e provare a creare lavoro. Questo vale soprattutto per i giovani e soprattutto nelle zone periferiche, anche per quanto riguarda l’agricoltura e l’allevamento, un settore che ha registrato un +6% di addetti nel 2012.

Quattro priorità:

  1. stop al consumo di suolo per mantenere il terreno agricolo, vittima di una pesante urbanizzazione che mette a repentaglio la stessa capacità di soddisfare il fabbisogno di Regione Lombardia;
  2. semplificare e sburocratizzare, “non ci si possono mettere due anni e mezzo per allargare una stalla”;
  3. investire sulla formazione, sul modello di alcuni corsi regionali che permettono di formare ed avvicinare i giovani a questo tipo di attività imprenditoriali;
  4. tracciabilità totale dei prodotti, perchè le produzioni di qualità del “made in Italy” siano salvaguardate e valorizzate.

 

06 – 02 Mobilità

Bergamo è una città relativamente piccola che conta però un hinterland di tutto rispetto ed un flusso di pendolari decisamente elevato: come migliorare la qualità dei servizi e la vita di quanti, per studio o lavoro, si servono dei mezzi pubblici? Qualche proposta concreta: dovremo integrare, a livello di orari e di tariffe, il servizio dei trasporti lombardi, con un biglietto unico che permetta di spostarsi anche su mezzi diversi con lo stesso tagliando e preveda sconti per studenti universitari e lavoratori under 30; aumentare il numero delle stazioni di interscambio ferro/gomme; realizzare nuove stazioni di rifornimento per mezzi elettrici o alimentati a GPL e Metano; sostenere i progetti di mobilità turistica dall’aeroporto di Orio al Serio verso le località turistiche delle Valli bergamasche; sviluppare piste ciclabili con la creazione di progetti di manutenzione/fornitura servizi sullo stile dei Bicigrill del Trentino.

 

30 – 01 Moralità, trasparenza, riduzione dei costi della politica

Quanto prende un consigliere regionale? 9.300 Euro circa è lo stipendio in Lombardia, comprensivo di diaria, indennità e rimborso spese. E’ una carica importante, certo, ma non serve prenderne meno di un decimo (come tanti coetanei) per convincersi che si tratti di una cifra spropositata, per ruolo e responsabilità, soprattutto se paragonata allo stipendio del Sindaco di Milano, di poco superiore ai 5.500 Euro. Per questo motivo, vorrei che diventasse battaglia politica del Partito Democratico una proposta di legge che riduca lo stipendio al di sotto di quella soglia. “Non c’è motivo per cui un consigliere regionale guadagni più del Sindaco di una grande città“. L’ha detto Renzi, ne hanno parlato in termini simili Civati e Bersani. E’ una questione di credibilità. In ogni caso, se verrò eletto, rinuncerò fin da subito alla differenza, restituendo quei soldi alla Regione. Per buonsenso, non mi spettano. Il tutto (reddito, proprietà, ecc) verrà rendicontato in maniera trasparente sul mio sito internet. Con quello stipendio, inoltre, posso garantire che non chiederò un euro di rimborso a Regione Lombardia per le mie spese personali.

 

28 – 01 Nuova energia… per gli ospedali periferici

Ogni qualvolta un assessore, microfono alla mano, parla di “ottimizzazione della gestione”, ci troviamo nell’angoscia generata dal rischio chiusura degli ospedali più lontani dalla città. Che i centri d’eccellenza siano concentrati attorno ai grandi agglomerati va bene, ma è necessario che i presidi territoriali possano essere dotati di personale specialistico e qualificato, il quale è spesso disincentivato ad operare per posizione territoriale, qualità strutturale e trattamento economico. Dare priorità a visite, esami, brevi ricoveri, unità del 118 (ambulanza e cure primarie) attive h24 e dislocate sul territorio; mettere in rete centri diagnostici e di breve degenza con medici di base capaci di garantire reperibilità continua e visite a domicilio; integrare i servizi sanitari con il sociale, relegato a quote di finanziamento sempre più basse.

Il programma dettagliato di Umberto Ambrosoli per la Sanità lombarda.

 

26 – 01 Nuova energia… per lo Sport!

Mi piace pensare all’attività sportiva come ad un divertimento, uno stimolo, un’occasione di crescita collettiva; è, inoltre, un grande strumento di prevenzione e soluzione di problematiche sociali e sanitarie. Basti pensare che per ogni euro speso nello sport, se ne risparmiano tre in sanità! E’ un diritto praticarlo, è un dovere garantirlo: per questo vorrei mettere al centro dell’attenzione il ruolo dei Comuni e delle Associazioni Sportive, con un vero e proprio “Piano di diritto allo Sport” che vada ad incentivarne la pratica. Mettere in rete federazioni, comitati, associazioni, istituzioni scolastiche; lo sport come strumento di aggregazione e sopravvivenza del tessuto sociale, in particolare quello montano, colpito dallo spopolamento di residenti e unità produttive. Bisogna crederci, però. E impegnare energie vere. Perché altrimenti resta il solito proclama elettorale.

 

24 – 01 Nuova energia… per gli Enti Locali

Tra patto di stabilità, tagli ai trasferimenti, tasse e rigidi parametri da rispettare, sono tempi duri per le amministrazioni comunali.

In questo scenario, fare squadra con la gestione associata può essere la risposta per garantire omogeneità e qualità nell’erogazione dei servizi al cittadino. Ogni territorio ha il dovere di elaborare, in autonomia, le ricette migliori per l’autogoverno della macchina amministrativa, nella consapevolezza che quello che vale per Rovetta e Fino può non valere per Lenna e Valnegra. Ci sono caratteristiche morfologiche e storie diverse fra i Comuni della nostra provincia. L’obiettivo, però, deve essere governare il cambiamento, non limitarsi e subire le disposizioni nazionali. Anci individua in circa 10.000 abitanti il bacino ideale per la gestione di servizi e, tenendo conto delle diverse sensibilità locali, Regione Lombardia ha il dovere di incentivare concretamente chi decide di intraprendere percorsi virtuosi che garantiscano maggiore efficienza e risparmio economico.