• Le nostre proposte per migliorare il trasporto ferroviario

    Dai problemi quotidiani dei pendolari fino alle politiche di sistema delle ferrovie lombarde, il nostro impegno in questi mesi è stato costante. Sia “dentro”, con decine di interrogazioni e mozioni in Consiglio, sia “fuori”, con la visita nelle Regioni limitrofe per studiarne il funzionamento, con l’ascolto verso i Comitati pendolari e la presenza sul territorio.

    Abbiamo lanciato diverse campagne tematiche (in ultimo #nonsolofrecce#pendolari #trenord) per chiedere ai pendolari di raccontarci la loro vita e i problemi che incontrano quotidianamente nel loro tragitto.

    Non vogliamo però fermarci alla denuncia. Dopo quasi un anno e mezzo di legislatura, dopo la sostituzione dell’Assessore ai trasporti e i dati in costante peggioramento sulla pulizia e la puntualità dei treni, vogliamo sfidare Maroni con un vero e proprio programma di governo del Partito Democratico per il trasporto ferroviario lombardo.

    MIGLIORARE IL TRASPORTO FERROVIARIO: SI PUO’, ECCO LE NOSTRE PROPOSTE 

    La rete ferroviaria regionale in Lombardia si estende per circa 2.000 Km con 421 stazioni (di cui 301 di Rfi e 120 di Ferrovie Nord), 330 treni e 2.300 corse. Negli ultimi 10 anni la domanda ferroviaria regionale è cresciuta in maniera esponenzialepassando da 460 mila passeggeri al giorno nel 2003 a 700 mila nel 2013.
    Va dato atto che la Lombardia investe 400 milioni di euro di risorse proprie per finanziare il settore dei trasporti, ma è soltanto la decima regione italiana nella graduatoria della spesa rapportata al numero degli abitanti. Il punto della questione è capire come li spende. Se si traccia un quadro generale della situazione, è evidente come su questo settore la Giunta sia immobile ed in grave ritardo aggravando di fatto una situazione già abbastanza critica.
    Maroni nella conferenza stampa di fine anno 2013 aveva annunciato che il 2014 sarebbe stato l’anno della mobilità. Sono passati sette mesi e tutto è rimasto come era. Innanzitutto era stato promesso il piano della mobilità di cui la Regione Lombardia non si è mai dotata. La prima conferenza per la Valutazione ambientale strategica è stata convocata solo mercoledì scorso.

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    Agenzie del trasporto pubblico locale
    Nel 2012 il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge regionale n. 6, che riforma radicalmente la disciplina che regola il trasporto pubblico regionale, con l’obiettivo di razionalizzare i servizi di trasporto ed evolvere verso un sistema più efficiente, efficace ed integrato.
    La costituzione di cinque bacini di trasporto ovvero quelli di Bergamo, Brescia, (le uniche due già costituite e con presidente eletto), Milano-Monza-Lodi e Pavia, Cremona e Mantova (che sono ancora all’approvazione dello statuto) e Como, Varese, Lecco, Sondrio (in corso di adozione lo statuto). Attualmente 3 agenzie su 5 risultano inadempienti.
    Secondo la legge, le agenzie dovevano essere istituite entro settembre 2013, la Giunta per ben due volte ha prorogato la scadenza prima al 31 marzo e poi al 30 giugno scorso.
    Ad oggi, di fatto, la Lombardia rischia un taglio pari al 10% delle risorse del fondo nazionale trasporti, circa 85 milioni di euro assegnati in base al raggiungimento degli obiettivi prefissati un anno prima. Senza contare i contratti in scadenza al 31 dicembre 2014, già prorogati una volta nel 2013, che rischiano di paralizzare il trasporto pubblico lombardo.
    Altro punto importante della legge riguarda la definizione dei costi standard. Ad oggi le risorse vengono distribuite in base alla spesa storica e non sulla base della richiesta reale dell’ utenza.

    62 Treni nuovi
    Regione Lombardia a febbraio ha annunciato l’arrivo di 62 nuovi treni per un investimento totale di 527 milioni di euro. Secondo il crono programma regionale entro maggio 2015 saranno disponibili 39 nuovi treni, altri 14 entro dicembre 2015 fino ad arrivare all’immissione totale entro l’inizio del 2016.
    Le risorse regionali sono però, in buona parte, ancora quelle deliberate nel 2006 e rimaste ferme fino ad oggi. Per quanto riguarda la distribuzione dei nuovi vagoni lungo la rete ferroviaria, non c’è una programmazione coordinata e quindi non è possibile conoscere preventivamente le linee sulle quale vengono immessi i nuovi treni.

    Disservizi
    A due mesi dall’insediamento del nuovo assessore regionale alla Mobilità e Infrastrutture Alberto Cavalli, il servizio ferroviario regionale non è per nulla migliorato ma al contrario, tra tagli di corse e introduzione dell’orario estivo, pesanti ritardi e continue cancellazioni sono all’ordine del giorno.
    I dati ufficiali certificano come, su 40 linee, 14 sono soggette all’erogazione del bonus come rimborso per i disservizi. Gli indici di puntualità, inoltre, per tutti i mesi del 2013 sono inferiori fino al 10% rispetto ai corrispettivi mesi del 2011 e 2012.
    A questo si aggiunge la riduzione dell’attività di pulizia dei vagoni e delle stazioni. Così come denunciato dalle imprese aggiudicatarie della gara, Trenord ha annunciato loro una ulteriore riduzione di attività, di risorse e di materiale rotabile da pulire rispetto ai termini fissati nella stessa gara di appalto; questa riduzione comporta un netto ed ulteriore peggioramento dei servizi igienici sui treni, nelle stazioni e sui treni più in generale.

    La proposta del Pd
    1)  Bando di gara europea
    Nonostante Trenord non abbia raggiunto standard di qualità del servizio accettabili e non abbia un solido piano industriale, così come confermato dagli stessi vertici della società alcuni mesi fa, la Giunta ha avviato la procedura per rinnovare il contratto di servizio a Trenord dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2020.
    Il Pd invece chiede di indire una gara europea, così come ha fatto l’Emilia Romagna e si apprestano a fare Toscana e Veneto, sia per quanto riguarda gli investimenti per rimodernare il materiale rotabile sia per il servizio ferroviario. Nel bando di gara l’Emilia ha previsto la sostituzione in 30 mesi dell’80% della flotta verificando la disponibilità economica di banche e aziende che hanno partecipato al pre bando. Cambiano 75 treni con un piano industriale che prevede il rientro dell’investimento di 600 milioni di euro in 22 anni.
    Anche in Lombardia si dovrebbe seguire questa strada.
    Mettendo a gara il servizio noi proponiamo di predisporre un piano industriale con una previsione di rinnovo del 60% del parco rotabile (200 treni che si andrebbero ad aggiungere ai 62 nuovi treni annunciati dalla Giunta e ai 70 già adeguati) per un investimento di 1 miliardo e 600 milioni di euro da recuperare con un piano di ammortamento in 22 anni. Dal 1 gennaio 2016 sarebbe quindi possibile prevedere il rinnovo di 330 treni.
    Attualmente la Regione Lombardia non ha ancora deciso che strada prendere. Hanno confermato il contratto di servizio a Trenord dandosi un anno di tempo (e quindi fino a dicembre) per verificare possibili alternative.

    Dati del trasporto pubblico della regione Emilia Romagna
    –   267 stazioni attive sul territorio emiliano-romagnolo
    –   oltre 900 treni al giorno
    –   oltre 41 milioni di passeggeri all’anno e circa 143.000 al giorno sui servizi ferroviari di competenza regionale
    –  1.400 km di rete ferroviaria, circa 1.050 di competenza statale e 350 di competenza regionale

    2)  Interventi infrastrutturali
    Possibili utilizzando i fondi europei previsti (Fondo per lo sviluppo e la coesione) per i prossimi 7 anni (un totale di 54 miliardi di euro per l’Italia). Si utilizzino per sostenere in ogni città la creazione di centri di interscambio ferro-gomma in  prossimità delle stazioni ferroviarie rigenerando i vecchi scali ferroviari, vuoti e abbandonati, e le aree limitrofe.
    In questo modo si favorisce la mobilità sostenibile dando la possibilità all’utente di utilizzare bici, auto elettriche o bus di linea interscambiabili con il mezzo ferroviario.
    Inoltre tra gli investimenti è fondamentale è necessario eliminare i passaggi a livello, ancora troppi in Lombardia e motivo di ritardi delle corse, e il raddoppio selettivo dei binari in alcune tratte a binario unico.

    3)  Titolo unico di viaggio
    Entro un anno, in previsione di Expo, si introduca  un’unica tessera con la quale si può viaggiare ovunque e con qualsiasi mezzo (treno, bike e car sharing e bus).
    Anche da questo punto di vista la regione Emilia Romagna è all’avanguardia: hanno indetto un bando di gara ad hoc per avere una tessera unica di trasporto regionale ricaricabile dal 1° gennaio 2015.
    L’obiettivo è aumentare la mobilità sostenibile puntando decisamente sulla cura del ferro e sull’intermodalità ferro gomma ottenendo insieme la riduzione dell’inquinamento atmosferico e gas serra, obiettivi prioritario che l’Europa ha dato a tutti i paesi membri.

    Per leggere l’articolo su BlogDem, clicca QUI.

    Per guardare il servizio del TG3 – Lombardia sulla questione treni, clicca QUI.

    Comunicato Stampa

    Treni

    Il Pd propone il proprio piano della mobilità alternativo alla gestione insoddisfacente della Giunta: “si metta a gara il servizio ferroviario e si utilizzino i fondi europei per gli investimenti”

    Con una conferenza stampa tenutasi questa mattina al Pirellone il gruppo regionale del Pd ha presentato il proprio piano della mobilità in alternativa alla gestione “insoddisfacente” della Giunta Maroni. “Questo doveva essere l’anno della mobilità – ha dichiarato il capogruppo del Pd Enrico Brambilla – così aveva assicurato Maroni ed invece dopo sette mesi e un cambio al vertice dell’assessorato alle Infrastrutture tutto è rimasto fermo a un anno e mezzo fa. La svolta attesa non c’è stata ma anzi il  servizio ferroviario regionale è addirittura peggiorato lo dimostrano i pesanti ritardi e le continue cancellazioni all’ordine del giorno.  Se si guarda al quadro di insieme, è evidente l’immobilismo della Regione in questo settore, in questo anno e mezzo ha provveduto solo a prorogare scadenze, come nel caso dell’istituzione delle agenzie previste dalla legge regionale di riforma dei trasporti, e presentare come nuove iniziative già previste da anni come l’arrivo dei 62 nuovi treni finanziati in gran parte con risorse in bilancio dal 2006. Dobbiamo dare atto alla Regione che è tra quelle regioni che investe risorse proprie per finanziare il settore dei trasporti, ma il nodo sta nel come si spendono”.

    “Con il nostro piano della mobilità sfidiamo l’assessore Cavalli e il governatore Maroni” precisa il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella che aggiunge “E’ un vero e proprio programma di legislatura lungimirante che guarda da qui a vent’anni. La regione  ha deciso senza confrontarsi con la commissione competente di rinnovare il contratto di servizio a Trenord allo stesso prezzo, ovvero 400 milioni di euro, e senza chiedere particolari modifiche nella gestione nonostante questa sia insufficiente. Noi crediamo che questo modello non sia altezza delle aspettative che una regione come Lombardia debba avere e per questo proponiamo di valutare l’ipotesi della gara europea”. Tre i punti principali  della “riforma” proposta dal Pd: l’affidamento del servizio a una società, anche diversa da Trenord, attraverso un bando di gara europea, l’utilizzo di fondi europei (Fondo per lo sviluppo e la coesione) per particolari interventi infrastrutturali quali doppi binari, eliminazione dei passaggi a livello, ammodernamento del materiale rotabile e mobilità dolce che punti sull’intermodalità ferro – gomma, ed infine l’introduzione del titolo unico di viaggio in formato elettronico valido per tutto il trasporto pubblico regionale soprattutto in vista dell’Expo.

    “Mettendo a gara il servizio – ha spiegato il collega Agostino Alloni – noi proponiamo di predisporre un piano industriale con una previsione del rinnovo del 60% del parco rotabile (200 treni che si andrebbero ad aggiungere ai 62 nuovi treni annunciati dalla Giunta e ai 70 già adeguati) per un investimento di 1 miliardo e 600 milioni di euro da recuperare con un piano di ammortamento in 22 anni. Dal 1 gennaio 2016 sarebbe quindi possibile prevedere il rinnovo di 330 treni. Non ci stiamo inventando nulla di nuovo – continua – è una strada che altre regioni stanno percorrendo quali Toscana, Veneto ed Emilia Romagna la quale ha già previsto la sostituzione in 30 mesi dell’80% della flotta verificando la disponibilità economica di banche e aziende private  che hanno partecipato al pre bando. Cambiano 75 treni con un piano industriale che prevede il rientro dell’investimento di 600 milioni di euro in 22 anni. Se può farlo una regione che ha un terzo del numero di pendolari della Lombardia non capiamo perché la Giunta di ostini a non valutare strade alternative alla gestione unica di Trenord”.

     Milano, 10 luglio 2014