• Legge anti moschee, il provvedimento va ritirato

    Legge anti moschee.  Scandella (Pd) e Castellano (Patto civico): “E’ la risposta più sbagliata alla questione dell’integralismo e del terrorismo religioso. E’ totalmente irricevibile. Va ritirato”

    Nel giro di un mese la legge “anti moschee” della maggioranza ha subito per ben due volte, l’ultima nella giornata di ieri, la bocciatura degli uffici legislativi regionali per evidenti motivi di incostituzionalità. Un provvedimento sbagliato e totalmente irricevibile che non si può minimamente migliorare, solo ritirare”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Jacopo Scandella e Lucia Castellano per i gruppi del Pd e del Patto Civico a i quali annunciano la presentazione, domani in commissione Territorio in occasione del voto finale sui ‘Principi per la pianificazione delle attrezzature per servizi religiosi’, di quattro emendamenti che chiedono rispettivamente l’abrogazione dei tre articoli della legge e il non passaggio al voto del provvedimento.

    “La libertà di culto è un diritto che la Costituzione tutela espressamente all’articolo19 e non può essere elargita a discrezione della maggioranza – dichiarano -. Ci contrapponiamo all’atteggiamento populista della Lega che porta avanti una legge consapevole della portata incostituzionale solo per il gusto di farsela bocciare e avere un altro pretesto per fare una campagna mediatica di discredito delle leggi e dello Stato”.

    Entrando nel merito della questione, Pd e Patto civico individuano precisi elementi critici. “Non si può subordinare la libertà di culto alla stipula di un accordo con lo Stato che la maggioranza vuole rendere obbligatoria- spiegano Scandella e Castellano-. E’ palese la volontà della Regione di mettere i piedi in testa ai comuni: si prevedono nel testo degli aggravi burocratici pesanti che impongo nodi sottoporre il piano delle attrezzature religiose a Vas e contiene delle regole molto stringenti su distanze, parcheggi e videosorveglianza. La Giunta commissaria i comuni nelle loro scelte e questo nei fatti si tradurrà nel preferire l’attuale situazione opaca dove i centri culturali, non a norma e non riconosciuti, continuano a proliferare. Per luoghi di culto – precisano i due consiglieri – non si intendono solo le Moschee, unico bersaglio del centrodestra in Regione, ma tutti i nuovi luoghi di preghiera di tutte le religioni, anche se provvisti di un accordo con lo Stato e quindi gli ebrei, gli evangelici e i protestanti nonché, appunto, i musulmani presenti sul territorio lombardo. Questa legge è la risposta più sbagliata alla questione dell’integralismo e del terrorismo religioso. Avere luoghi dignitosi in cui pregare è un diritto. Lo è per i cattolici, per gli evangelici, per gli ebrei, per i buddisti. E anche per i 400 mila musulmani che vivono, lavorano e studiano in Lombardia che certo non possono essere considerati alla stregua degli estremisti islamici. Nella nostra regione, che si prepara ad ospitare Expo con milioni di visitatori da tutti i Paesi del mondo, si alimenta lo scontro di civiltà e si viola la Carta costituzionale pur di fermare la realizzazione di moschee, prima fra tutte quella di Milano, mentre in Germania se ne stanno costruendo 170. Forse è ora che la Lombardia si dia ben più ampio respiro e, anche su questo fronte, cominci a guardare all’Europa” concludono.

    Milano, 21 gennaio 2015