• Legge sullo sport: il mio intervento in Consiglio

    Il mio intervento in Consiglio, durante la discussione della nuova legge sullo sport.

    Tre gli obiettivi che ho provato a tracciare:

    1. Allargare la base: siamo ultimi nei 27 paesi OCSE per numero di bambini e ragazzi che praticano un’attività sportiva;
    2. Più sport nelle scuole: con le associazioni sportive del territorio, con i loro tecnici, allenatori e maestri;
    3. Sì ad un “Piano di Diritto allo Sport” in ogni Comune, per mettere in rete associazioni, scuole e famiglie in difficoltà.


    QUI IL VIDEO dell’intervento.

     


     

    Comunicato stampa

    Sport
    PIZZUL E SCANDELLA (PD):

    “NUOVA LEGGE: SERVONO PIÙ RISORSE E LA VOLONTÀ DI ALLARGARE LA BASE


    Il Gruppo regionale del Pd si è astenuto, stasera, in Consiglio regionale, sul voto al progetto di legge “Norme per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive, dell’impiantistica sportiva e per l’esercizio delle professioni sportive inerenti alla montagna”. Fabio Pizzul, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VII Commissione Sport, ha voluto spiegare i motivi della decisione, dopo il lungo lavoro fatto anche dai consiglieri democratici per la stesura della legge: “Istituendo una dote sport anziché un piano regionale di diritto allo sport, che sarebbe stato più equo, prevedendo che gli aiuti vadano solo a coloro che sono residenti in Lombardia da almeno 5 anni, inserendo una norma finanziaria scarna di risorse, avete fatto di tutto per spingerci a votare contro, ma noi non vi diamo questa soddisfazione, visto il lavoro che abbiamo contribuito a portare avanti in generale. E tuttavia il nostro voto non può essere favorevole, perché non è possibile ragionare in termini di sport per tutti mettendo delle regole escludenti, anziché tese ad allargare il più possibile la base”.

    Pizzul ha, comunque, sottolineato l’apprezzamento del Pd per l’ordine del giorno approvato da tutta l’Aula in cui si invita la Giunta “a promuovere forme di prevenzione sanitaria attraverso le pratiche sportive: mi auguro sia la premessa per un lavoro significativo in questo senso. Ma anche che ci si doti di risorse importanti”.

    Dell’importanza di mettere mano alla normativa, aveva già parlato, nel corso del dibattito, il collega Jacopo Scandella: “Con questa legge abbiamo la possibilità di discutere di sport in maniera approfondita e compiuta. Ma servono priorità: ad esempio, i finanziamenti per poter allargare la base e per lavorare affinché più persone, giovani in particolare, facciano sport. Per base intendiamo anche l’associazione locale, i Comuni con i loro assessorati allo sport, le scuole. Ed è necessario fare rete tra questi soggetti. Per questo siamo perplessi per la proposta di dote sport che si limita ad incentivare direttamente le famiglie e per di più solo se residenti in Lombardia almeno da 5 anni. Un piano di sviluppo dello sport e della salute, in una parola di diritto allo sport vero e proprio, era una soluzione più giusta ed equilibrata”. Scandella ha anche accennato al tema del “libretto sanitario telematico che serve a mappare la situazione a livello di medicina dello sport”, e della necessità di “sburocratizzare le pratiche che mettono in difficoltà società sportive rette in gran parte da volontari”.

    Milano, 23 settembre 2014