Ricomincia la scuola, ma la Regione dov’è?

Famiglie

Comincia un nuovo anno scolastico, ma da Regione Lombardia ancora non arriva nessun segnale incoraggiante: martedì, in aula consiliare, la maggioranza che governa la nostra regione ha bocciato la mozione dem che chiedeva un impegno concreto per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento e oggi, a pochissimi giorni dall’inizio ufficiale di tutte le scuole, ancora non sappiamo quali misure siano state previste per un rientro in sicurezza, soprattutto negli istituti professionali che sono di competenza regionale.

Mancano gli insegnanti di sostegno, ma per la maggioranza che governa la nostra regione va tutto bene… È questa l’incredibile conclusione della giunta Fontana-Moratti che martedì, in Consiglio regionale, ha dato indicazione contraria all’approvazione di una mozione del gruppo del Pd, che chiedeva provvedimenti ad hoc per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento. La realtà, infatti, è ben diversa: le famiglie e gli istituti scolastici chiedono costantemente un aumento del numero degli insegnanti di sostegno e degli assistenti educativi, che spesso rappresentano l’unico supporto all’attività in classe e che costituiscono un aiuto importante in grado di migliorare l’apprendimento dei minori più in difficoltà e anche la qualità dell’insegnamento di tutta la classe. 👉 Qui il testo della mozione e qui l’iter istituzionale completo
“Oggi dobbiamo purtroppo prendere atto che per Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, cioè la maggioranza che governa la nostra regione, la disabilità e l’assistenza educativa scolastica non rappresentano affatto una priorità – ha dichiarato il primo firmatario del documento, il consigliere Jacopo Scandella – La nostra mozione chiedeva a Regione Lombardia di individuare in anticipo le persone aventi diritto al sostegno, entro il mese successivo alla chiusura delle preiscrizioni, in modo da dare alle scuole e ai comuni il tempo per reperire le figure necessarie, e di recuperare fondi aggiuntivi per gli assistenti educativi scolastici, così da rispondere in maniera più efficace alle esigenze educative del territorio, con particolare riguardo verso le realtà sprovviste o carenti di insegnanti di sostegno”.

“Un aumento delle ore dedicate al sostegno e all’assistenza educativa è decisivo per sostenere il percorso – dai nidi alle secondarie – di chi parte da una condizione di maggiore difficoltà e al contempo per migliorare la qualità dell’insegnamento di tutta la classe – sottolinea il consigliere dem – Nello specifico, la figura dell’assistente educativo, nei contesti nei quali le risorse non sono sufficienti a garantire la presenza di insegnanti di sostegno, rappresenta l’unico supporto all’attività della classe e i comuni, con risorse proprie, integrano con forme di affiancamento educativo le ore di supporto destinate ai ragazzi più in difficoltà”.

“Credo che oggi sia stato commesso un grave errore: si può tagliare su tutto, ma non su quello che rende la scuola un luogo inclusivo per tutti” conclude Scandella.

E la sicurezza? Nel frattempo, la consigliera Paola Bocci – che ha sempre seguito da vicino la questione della didattica in presenza con i problemi connessi alla pandemia – è tornata alla carica per chiedere quali misure la Regione abbia previsto per un rientro in sicurezza degli alunni a scuola e soprattutto negli istituti professionali che sono di sua competenza.

“In particolare – sottolinea Bocci – è importante capire se sono stati fatti interventi per consentire un’areazione adeguata degli ambienti, anche attraverso impianti e misuratori della qualità dell’aria idonei, ma pure per garantire la copertura dei costi dell’energia, soprattutto per i centri di formazione professionale che dipendono direttamente dal bilancio della regione. Mi pare importante poi avere un piano strategico da attivare in caso di nuove criticità pandemiche, completo di stoccaggi di materiali, risorse umane ed economiche, procedure, cabine di regia, piani di mobilità e tutto quanto abbiamo imparato a conoscere durante la pandemia. Infine, Regione dovrebbe dirci se ha intenzione di potenziare gli strumenti di didattica digitale integrativa e finanziare l’ampliamento di classi e plessi scolastici anche per ridurre l’impatto ambientale ed energivoro”.

Per la consigliera Pd “è fondamentale trarre insegnamento dall’emergenza pandemica per affrontare l’anno scolastico in sicurezza senza abbassare la guardia, ma anche il miglioramento della qualità degli ambienti scolastici ed educativi e del sistema didattico e formativo nel suo complesso”.
Va tenuto conto, inoltre, che “l’aumento dei costi dell’energia rischia di creare criticità nella gestione dell’areazione continua delle aule, sia che si tratti di sistemi di ventilazione energivori, che della semplice, ma efficace, apertura delle finestre, in inverno, con i termosifoni già a regime ridotto”.

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