Riforma sanitaria: rilievi di sostanza e non di forma

Sanità

RIFORMA SANITARIA, SCANDELLA (PD): “MINISTERO FA RILIEVI DI SOSTANZA E NON DI FORMA, SOPRATTUTTO SU CASE DI COMUNITÀ”

“Anche da una prima superficiale lettura delle carte, si evince chiaramente che le modifiche alla legge regionale di riforma sanitaria chieste dal Governo non erano i dettagli annunciati dall’assessore Moratti. Si tratta di rilievi di sostanza, non di forma. Modifiche per nulla banali, in quanto riguardano la medicina territoriale, con le case di comunità, la programmazione dei servizi e quindi anche l’apporto del privato e il meccanismo delle nomine dei direttori generali”.

Lo dichiara il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella, a commento dell’intervento oggi in Aula della vicepresidente Moratti, chiamata dalle opposizioni di centrosinistra a riferire sui rilievi avanzati dal Governo alla legge di riforma della sanità lombarda.

“Il Ministero, infatti, nel rilevare che nella riforma sono stati sostituti i termini POT e PreSST con ‘ospedali di comunità’ e ‘case di comunità’, suggerisce, allo scopo di escludere che la conversione sia soltanto nominale, di specificare che le strutture operino nel rispetto delle vigenti previsioni e in coerenza con quanto disposto dalla missione 6 del PNRR. Inoltre, la riforma presuppone che le case di comunità possano essere gestite esclusivamente dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta ma, secondo la missione 6 del PNRR, ‘la Casa della Comunità sarà una struttura fisica in cui opererà un team multidisciplinare di Mmg, pls, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e potrà ospitare anche assistenti sociali’. Quindi, secondo le indicazioni del PNRR, i mmg e i pls opereranno nell’ambito del nuovo modello organizzativo delle case di comunità unitamente ad altri professionisti dipendenti e convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e per questi non è esplicitamente prevista alcuna specifica responsabilità gestionale” spiega Scandella.

“Per ottenere il via libera del Governo la legge dovrà essere sottoposta nuovamente al voto del Consiglio regionale – conclude Scandella -. Ci auguriamo, alla luce di quanto emerge dalla corrispondenza tra Governo e Regione, che almeno in quella occasione la Giunta non ostacoli, nei tempi e nei modi, la discussione”.

Milano, 15 febbraio 2022

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