TRIBUNALI LOCALI, LA REGIONE DEVE FARE LA SUA PARTE CON I FONDI PER LA GIUSTIZIA DI PROSSIMITÀ

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“Oggi abbiamo votato una proposta di legge al Parlamento per riorganizzare la giustizia di prossimità, ripristinando alcuni uffici giudiziari che erano stati chiusi dieci anni fa, in un momento di grave emergenza finanziaria del nostro paese, per contenere la spesa pubblica. Alcune di quelle chiusure hanno creato, negli anni, non pochi disagi alle persone e alle imprese nei diversi territori della nostra regione ed è quindi corretto ridiscuterle. Ci sono però due aspetti su cui la Regione Lombardia dovrebbe agire in autonomia: il sostegno a quei comuni che si fanno carico delle spese per ospitare gli uffici giudiziari e una riflessione sul taglio dei servizi pubblici fuori dai capoluoghi, che non riguarda solo la giustizia”.

È così che il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella interviene in merito alla votazione, oggi in aula consiliare, della proposta di legge al Parlamento per una nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero.

“Oltre a chiedere al Parlamento e al Ministero di riaprire gli uffici giudiziari chiusi dieci anni fa, la Regione Lombardia dovrebbe impegnarsi a non far chiudere le sedi ancora aperte, agevolando quei comuni che ospitano gli uffici giudiziari là dove sono stati chiusi i tribunali, ma che fanno fatica a sostenerne le spese. Un esempio d’attualità è quello del Comune di Treviglio, il cui Sindaco ha proposto di chiudere l’ufficio del giudice di pace in quanto i costi – in termini di personale distaccato e risorse per il mantenimento dell’edificio – non sarebbero più sostenibili. Una cosa che lascerebbe completamente scoperto un territorio densamente popolato come quello della pianura bergamasca. I fondi regionali per la giustizia di prossimità istituiti da Emilia-Romagna e Campania sono un buon esempio di iniziativa regionale per sostenere i comuni e garantire il servizio, presenteremo una proposta in questo senso nel prossimo assestamento di bilancio.

“Per quanto riguarda invece i servizi pubblici in generale, la Regione adotta di continuo scelte che penalizzano proprio quei territori meno densamente popolati che oggi si chiede giustamente di sostenere attraverso questa proposta – sottolinea Scandella -. Servirebbe invece una riflessione adeguata non solo sui costi di brevissimo periodo, ma sull’intasamento nei centri e la desertificazione delle periferie che queste scelte provocano, abbassando in ultima istanza la qualità complessiva del servizio offerto a cittadini e imprese nella nostra regione. Territori diversi hanno bisogno di parametri diversi. E questo non riguarda solo la giustizia, ma anche l’organizzazione di quei servizi – come la sanità – che più direttamente competono alla Regione”.

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