• No alla discarica di Strozza e nessun parere sull'ampliamento di Calcinate. Colpa del pasticcio del piano di Bergamo.

    Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

    COMUNICATO STAMPA

    Cave

    PD E PATTO CIVICO: “NO ALLA DISCARICA DI STROZZA. E NESSUN PARERE SULL’AMPLIAMENTO DI CALCINATE. COLPA DEL PASTICCIO DEL PIANO DI BERGAMO”

    Una cava sul fianco della montagna che rischia di diventare una discarica di rifiuti speciali non pericolosi e una sentenza del Tar sulla richiesta di ampliamento di una parte di un ambito estrattivo. Denominatore comune: il pasticciato Piano cave di Bergamo. Oggi, giovedì 19 settembre 2013, sono stati i protagonisti della VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale.

    In prima battuta, si è tenuta l’audizione con il Comitato spontaneo ‘No alla discarica’ del Monte Castra, a Strozza, all’imbocco della Valle Imagna. “Condividiamo le preoccupazioni espresse dagli abitanti di quei territori per la presenza del sito archeologico e per le eventuali ricadute su un turismo che sta crescendo – hanno detto Jacopo Scandella e Mario Barboni, consiglieri regionale del Pd –. Ma a queste aggiungeremmo una preoccupazione di tipo tecnico: nel progetto si parla di trattamento di percolato e biogas. Questo non fa che aumentare le perplessità. Siamo convinti che sia meglio proseguire nel ripristino ambientale del fianco della montagna”.
    Sempre che i Comuni interessati, Strozza e Almenno San Salvatore, siano definitivamente d’accordo, hanno sottolineato i due consiglieri Pd: “Li abbiamo sentiti possibilisti, durante l’audizione, ma spetta a loro dire un no chiaro sulla vicenda”.

    I consiglieri del Pd hanno lasciato, invece, la sala dove si teneva la Commissione, assieme a tutta la minoranza, nel momento in cui si è trattato di votare una proposta di atto amministrativo relativo all’ottemperanza di una sentenza del Tar di Brescia su un ambito estrattivo sito in comune di Calcinate. La richiesta originaria da parte della società era di ampliarne una parte.
    “Non partecipiamo al voto – hanno detto chiaramente i consiglieri Pd – e la nostra è una scelta ponderata e non disgiunta dalla vicenda complessiva del Piano cave della provincia di Bergamo. Vicenda sulla quale, oltre tutto, nutriamo seri dubbi sul fatto che Regione Lombardia abbia operato al meglio”.

    E Paolo Micheli, consigliere regionale del Patto civico, si è aggiunto a Scandella e Barboni nella dichiarazione di non voto: “La nostra è una scelta politica. Abbandonare la commissione, pur su un atto tecnico, è un modo per sottolineare che il pasticcio del Piano Cave della Provincia di Bergamo, che ha una storia lunga e tormentata anche giudiziariamente, ha responsabilità politiche chiare nel centrodestra. Da qui il comprensibile nervosismo dei commissari della maggioranza. Ora il Tar interviene in un quadro estremamente intricato, ma non si può fingere quanto sia urgente che la Regione intervenga in modo risolutivo. Altrimenti quello che oggi è già un groviglio, rischierà di complicarsi sempre di più a scapito del territorio”, hanno chiosato i consiglieri.

    Milano, 19 settembre 2013