• Petizione pendolari, la Bassa non ci sta

    Da l’Eco di Bergamo del 21 luglio 2015, pagina 15:

    Petizione pendolari, la Bassa non ci sta E l’iniziativa diventa un caso politico

    La petizione promossa dal Comitato Pendolari Bergamaschi, che ha ricevuto l’appoggio dei comitati analoghi di tutta la Lombardia, sul portale Change.org, nella giornata di ieri ha superato le 1.400 firme (ma il conteggio è in costante aggiornamento): un buon successo per la raccolta firme online (lanciata sui social network con l’hashtag #firmapendolare), considerato che è stata avviata soltanto due giorni fa. Ma la petizione registra già una defezione, o meglio, una mancata adesione. Quella del comitato pendolari della Bassa: «Non aderiremo alla petizione, in quanto non siamo d’accordo sul metodo utilizzato: siamo sempre stati lontani dalla politica e non vogliamo essere strumentalizzati in alcun modo – ha spiegato Piero Toti, del comitato dei pendolari della Bassa – Siamo abituati a lavorare in modo costruttivo, dando fiducia a tempo agli amministratori: non faremo quindi mancare il nostro punto di vista critico, ma non con queste modalità».

    Il dibattito politico

    Il tema sollevato dal comitato della Bassa, quello della strumentalizzazione politica, trova eco nell’intervento del consigliere regionale della lista Maroni Lara Magoni: «Credo che sia una mobilitazione suggerita dalla politica, precisamente dal Pd. E il sindaco di Bergamo Giorgio Gori a questo punto dovrebbe venire allo scoperto. Intendiamoci, so benissimo che i problemi ci sono, ma mi pare che accanirsi su una situazione così di emergenza (a Milano vanno in tilt pure i semafori per il caldo!) sia frutto più di un calcolo politico che di un bisogno reale». E anche il consigliere dei Cinque Stelle Dario Violi ha espresso qualche perplessità sull’iniziativa: «Se continuiamo così non andiamo da nessuna parte: i pendolari da una parte, l’assessore dall’altra… Perché non ci troviamo con tutte le forze politiche per trovare una soluzione concreta?».

    Dal fronte Pd Elena Carnevali e il collega in Regione Jacopo Scadella attaccano il Pirellone: «È finito il tempo degli slogan, è il momento di trovare soluzioni. A chiederlo sono tutti i pendolari bergamaschi stufi delle chiacchiere, come dimostra la petizione». La risposta dell’assessore Alessandro Sorte non si è fatta attendere. «Se dicono così non conoscono bene la materia» ha detto l’assessore. Perché «è vero che il trasporto pubblico localesi finanzia con il fondo nazionale trasporti trasferimenti e che questo fondo non è stato toccato». Però, conclude Sorte, «il governo ha tagliato in generale le risorse delle Regioni e delle Province, quindi questo taglio si è rovesciato sui servizi che eroga la Lombardia che sono essenzialmente sanità e trasporto pubblico locale». Al suo fianco ha fatto sentire la sua voce il consigliere della Lega Silvana Saita: «Io sono una pendolare, conosco bene la situazione e a Sorte non gliene perdono uno – scherza la consigliera –. Però non possiamo non ignorare che i tagli del governo hanno ridotto pesantemente le possibilità anche nel trasporto pubblico locale».