• Piano cave: si pagano le scelte scellerate di sette anni fa

    "Cararra-Steinbruch retouched" di Reiner Flassig da Wikipedia

    “Cararra-Steinbruch retouched” di Reiner Flassig da Wikipedia

    Piano cave
    SCANDELLA (PD): “SI PAGANO LE SCELTE SCELLERATE DI SETTE ANNI FA”

    Il Piano cave provinciale di Bergamo è stato approvato oggi, giovedì 14 maggio 2015, dalla VI Commissione Ambiente, contrario il Gruppo regionale del Pd.

    Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, spiega il perché: “Riconosciamo il lavoro che è stato fatto dalla struttura tecnica e sappiamo che l’obiettivo condiviso era di arrivare a un quadro normativo chiaro per gli enti locali e soprattutto per gli operatori del settore – premette -. Tuttavia, la Commissione è stata sostanzialmente commissariata, perché si è trovata ad avvallare il piano uscito dalla Vas (la Valutazione ambientale strategica) senza la possibilità concreta di modificarne i contenuti. Oggi i consiglieri commissari della sesta pagano le scelte scellerate fatte dal Consiglio regionale nel 2008 e che la maggioranza Pdl-Lega dell’epoca aveva portato avanti”. Ma per Scandella e il Pd “in questi anni il quadro normativo è cambiato moltissimo e la Lombardia è in ritardo con l’adozione di una nuova legge sulle cave. Quindi, non condividiamo una responsabilità politica che abbiamo sempre denunciato dai banchi del Consiglio”.

    Milano, 14 maggio 2015

    L’articolo pubblicato su l’Eco di Bergamo del 15 maggio 2015:

    Bergamaschi contro sul Piano cave delle mille polemiche

    Il voto in Regione Ok della commissione Ambiente ma si schierano compatte solo Lega e Lista Maroni

    Anelli: «Non mi soddisfa per niente». Eppure vota sì.

    Fabio Florindi

    Via libera della commissione regionale Ambiente al piano cave della provincia di Bergamo. Ora, per l’approvazione definitiva, è previsto il passaggio in Consiglio regionale il prossimo 23 giugno. Ma la strada non è così lineare. Ieri in commissione, infatti, oltre al voto contrario delle opposizioni è stato registrato il non voto di Ncd, mentre Forza Italia si è spaccata. Insomma, compatti a favore hanno votato solo Lega Nord e Lista Maroni. Distinguo che rendono ballerina la maggioranza necessaria per l’approvazione del Piano cave in Consiglio. Ma c’è più di un mese di tempo e si vedrà. Di fatto, i consiglieri regionali non hanno potuto modificare il documento presentato dai commissari ad acta, nominati dal Tar dopo l’annullamento del piano cave precedente. E questa è stata la principale ragione del mal di pancia manifestato dai consiglieri lombardi, in particolare quelli eletti nella Bergamasca. Dopo l’approvazione, ad esempio, il consigliere della Lega Nord Roberto Anelli ha sottolineato: «È un piano cave che non mi soddisfa perché i consiglieri regionali non hanno potuto modificarlo né dire nulla: era già confezionato». Insomma, «non mi soddisfa in toto però ho ritenuto indispensabile dare il voto favorevole per salvaguardare le 40 richieste di escavazione che sono state approvate nel piano». Però, ha spiegato Anelli, «preparerò un lettera, che chiederò di firmare a tutti i consiglieri bergamaschi, e la invierò al presidente della Provincia perché si attivi per redigere un nuovo piano cave». Da parte sua, la vicepresidente della commissione Ambiente, Lara Magoni, sottolinea che al Pirellone ci si è trovati «di fronte a un provvedimento che ci è stato propinato dopo i danni fatti in precedenza». Dunque «abbiamo dovuto assumerci la responsabilità di votare a favore per non mettere in discussione gli ambiti considerati regolari». Secondo l’ex campionessa di sci «era più facile sfilarsi piuttosto che assumersi la responsabilità dell’approvazione». Poi l’aula del Consiglio «sarà il luogo dove porteremo interventi più politici». Anche Magoni condivide l’idea di «chiedere al presidente della Provincia di attivarsi per un nuovo piano cave». Il consigliere di Ncd Angelo Capelli ha invece scelto di non partecipare al voto: «La questione sta nell’evidente interferenza che va a toccare le funzioni democratiche: l’organo legislativo è stato svuotato da ogni possibilità di valutazione – spiega –. Questo piano in realtà è stato annullato dal Tar che ha nominato un commissario. In più, è stato sottoposto a Vas. Quando è stato chiesto quale spazio di manovra ci poteva essere per il Consiglio, è stato detto che ci si doveva attenere a quanto deciso dal commissario. E ora mi si chiede di approvarlo?» chiede con tono polemico Capelli che provoca chiudendo: «Questo piano poteva firmarselo il commissario: l’ha fatto lui». Sul fronte dell’opposizione, il consigliere del Pd Jacopo Scandella riconosce «il lavoro che è stato fatto dalla struttura tecnica» in modo da «arrivare a un quadro normativo chiaro per gli enti locali e soprattutto per gli operatori del settore». Tuttavia, «la commissione è stata sostanzialmente commissariata, perché si è trovata ad avvallare il piano uscito dalla Valutazione ambientale strategica, senza la possibilità concreta di modificarne i contenuti». Insomma, «i consiglieri commissari hanno pagato le scelte scellerate fatte dal Consiglio regionale nel 2008 e che la maggioranza Pdl-Lega dell’epoca aveva portato avanti».

    Cosa prevede
    Il nuovo piano, in sostanza, prevede i seguenti livelli estrattivi: 34,5 milioni di metri cubi per sabbia e ghiaia; 30 mila metri cubi per l’argilla; 945 mila metri cubi per pietre ornamentali; 26,3 milioni di metri cubi per calcari e dolomie. In quello del 2008, annullato dal Tar, invece venivano consentite estrazioni di sabbia e ghiaia per 51,2 milioni di metri cubi; 720 mila metri cubi di argilla; 909 mila metri cubi di pietre ornamentali; 28,2 milioni di metri cubi di calcari e dolomie.