• Rassegna stampa settimanale

    4 novembre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 34, articolo di Fabio Florindi 

    Consumo di suolo: battaglia in Regione sulla nuova legge

    La commissione Territorio del Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge di contrasto al consumo di suolo, nonostante un durissimo scontro con le opposizioni. Il testo approderà in aula l’11 novembre per essere poi approvato la settimana successiva. A votare a favore è stata la maggioranza di centrodestra, mentre pesanti critiche sono arrivate dalle opposizioni per il fatto che il presidente della commissione, Alessandro Sala (Lista Maroni), ha fatto votare gli emendamenti delle minoranze (che erano più di mille) a gruppi e non uno per volta.

    Per protestare contro la decisione di Sala, Pd e Patto civico sono usciti dalla commissione senza votare la legge, mentre il Movimento 5 Stelle è rimasto in aula protestando con dei fischietti. La principale critica che le opposizioni muovono alla legge è la «finestra» di tre anni durante cui Comuni e costruttori possono far partire i lavori delle opere previste nei Pgt. I consiglieri regionali della Lega Nord in Quinta commissione, Ugo Parolo, il bergamasco Roberto Anelli e Donatella Martinazzoli, hanno attaccato l’opposizione, sostenendo: «Si è visto oggi palesemente chi vuole le riforme, anche in campo urbanistico, e chi invece preferisce bloccare tutto affinché nulla cambi e quindi si possa
    continuare a costruire in Lombardia su aree agricole». Secondo gli esponenti del Carroccio, infatti, il progetto «impedirà, dalla sua entrata in vigore, qualunque variante ai Pgt che possa produrre consumo di suolo».

    Tuttavia il centrosinistra, per bocca di Jacopo Scandella (Pd) e Lucia Castellano (Patto civico), parla di «una forzatura inaccettabile, che crea un pericoloso precedente e che toglie ogni voce alle opposizioni». Insomma, denunciano, «a fronte di una nostra disponibilità a confrontarci sul merito della legge, la maggioranza ha preferito tirare dritto con una procedura illegittima, votando gli oltre mille emendamenti a blocchi,
    nel giro di un quarto da ora, e addirittura approvando da sola anche l’intera legge». Pd e Patto civico non vogliono bloccare una legge che «la Lombardia aspetta da dieci anni», però si oppongono «strenuamente» a un testo «che nei fatti, contraddicendo il suo stesso titolo, incentiva l’abuso del suolo». Infatti nel documento «non c’è niente sulle compensazioni ecologiche, non è previsto alcun incremento dei costi di costruzione sui terreni agricoli, né altri strumenti concreti per contenere il consumo di nuovi terreni». Anzi «il progetto di legge spinge i privati nei prossimi tre anni a presentare la propria richiesta di costruzione anche quando il mercato non lo chiede». Da parte sua, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Fiasconaro, ha commentato: «Anche in Lombardia si applica la ghigliottina impedendo alla minoranza ogni possibilità di dibattito e confronto sul progetto di legge del consumo di suolo».


    5 novembre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 19, articolo di Elisa Riva

    Bhp annuncia sconti. Ma la tariffa oraria rimane a 1,30 euro

    Parcheggio del Papa Giovanni: dopo l’aumento la società di gestione pensa ad agevolazioni, trattative in corso per rivedere la convenzione

    «Agevolazioni sulla sosta giornaliera, sul notturno e sul medio e lungo periodo. E per i prossimi anni nessun aumento dei prezzi».  Parola di Nicola Sanfilippo. Il presidente di Bergamo Hospital Parking, la società che gestisce il parcheggio del Papa Giovanni, ha annunciato una serie di novità che verranno presentate ufficialmente la prossima settimana nel corso di un incontro in via Tasso con Provincia e azienda ospedaliera. Dopo la doccia fredda dell’aumento del costo orario, da 1,20 euro a 1,30 per le prime sei ore, dunque, arriva la notizia dei benefici
    «che – sostiene Sanfilippo – andranno ampiamente a colmare l’adeguamento tariffario».

    Le novità. Ma è proprio su questo aumento che il mondo della politica insorge e annuncia interpellanze, interrogazioni e tavoli istituzionali. L’incontro tra Bhp, la Provincia e il Papa Giovanni è fissato per gli ultimi giorni della prossima settimana: «Porteremo delle proposte – spiega il presidente Sanfilippo – che speriamo di condividere con ospedale e Provincia; siamo convinti di andare incontro a quanto auspicato dal presidente». Sanfilippo non vuole svelare i dettagli, ma spiega: «Si tratta di novità che avevamo pronte da tempo e vogliono andare incontro a quelle che riteniamo essere le maggiori esigenze che l’utenza più volte ci ha rappresentato, cioè sulla sosta lunga». Verranno applicate, cioè, delle diminuzioni sulla permanenza notturna e sulla giornata, ma anche sulle due, tre e quattro settimane: «Sono già in essere da tempo con sconti che arrivano anche al 50% – aggiunge – ora però vogliamo che abbiano una veste ufficiale». I dettagli verranno resi noti nel corso della tavola rotonda, sulla tempistica l’intendimento è che entrino in vigore «già a inizio dicembre, sicuramente entro la fine dell’anno». Tiene anche a precisare che «il riflesso economico di queste agevolazioni saranno solo su Bhp, non chiederemo sostegno ad altri enti. Lo facciamo noi volontariamente per andare incontro alle necessità degli utenti». E sull’aumento a 1,30 chiarisce: «Non si tratta di una modifica tariffaria, che avrebbe richiesto un’approvazione di tutti i soggetti coinvolti. È un adeguamento su base Istat come previsto dal contratto e non avviene ogni anno». E proprio per questa ragione garantisce: «La tariffa resterà tale, per i prossimi anni non ci sarà alcun ulteriore incremento».

    Il nodo convenzione. All’origine di tutto, la convenzione tra Provincia, Papa Giovanni e Bhp per la gestione del parcheggio. Se non si mette mano a quel contratto, si può fare ben poco, come sanno bene le associazioni di consumatori che si sono viste respingere un ricorso proprio sul sistema tariffario (e ora devono pure pagare le spese processuali). Per modificare il testo, bisogna che tutti gli attori siano d’accordo. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di realizzare il parcheggio per i dipendenti: 500 posti da ricavare in terreni limitrofi al Papa Giovanni (c’è una trattativa in corso con il Comune e l’operazione potrebbe richiedere una variante urbanistica) e che potrebbero sbloccare la revisione delle tariffe al ribasso. Su questo fronte ci sono già stati contatti tra Palafrizzoni, Bhp, Provincia e Papa Giovanni e qualche margine di azione sembra esserci.

    Le reazioni. Sull’aumento, o meglio, sull’adeguamento (ma poco cambia) della tariffa siamo andati a sentire i politici che si erano schierati
    a suo tempo a favore di un abbassamento dei costi per gli utenti: «È una decisione sbagliata e ingiustificabile – commenta il deputato Pd Antonio Misiani che annuncia un incontro con Gori e Matteo Rossi –. Mi auguro che venga al più presto revocata. È necessario riaprire il confronto tra tutti i soggetti interessati per cercare una soluzione alternativa. Ipotesi fattibili esistono, vanno perseguite con la massima determinazione. Sono sicuro che Comune e Provincia non faranno mancare il loro sostegno». Pronto a darsi da fare anche Gregorio Fontana (Forza Italia): «Insieme agli altri parlamentari ribadiremo le nostre ragioni, non possiamo che riaffermare la nostra contrarierà e cercare di trovare una soluzione. Seguiamo da sempre questa vicenda, ma serve che entrino in azione gli amministratori locali». Roberto Bruni, consigliere regionale del Patto civico, sta preparando «un’interpellanza o un’interrogazione sulla struttura della convenzione perché questa operazione presenta ancora  troppi interrogativi che vanno chiariti». Roberto Anelli, consigliere regionale della Lega, prende tempo: «Dobbiamo capire il margine di manovra che abbiamo, visto che la Regione Lombardia non ha voce in capitolo. Cedere il parcheggio significa sborsare denaro in un momento in cui sono in vista per il Pirellone tagli per un miliardo e mezzo di euro». Dario Violi del M5S è scoraggiato. «È una questione che non si può risolvere perché chi ha firmato quei contratti li ha blindati. Quindi è un problema di cui si può far carico solo la Provincia. Chiederemo collaborazione alle altre forze politiche per riprendere il discorso». Infine Jacopo Scandella (Pd) spera nella nuova Provincia: «Nei prossimi giorni parlerò con il presidente Rossi e se sarà necessario riproporremo la tematica in Consiglio regionale».


    6 novembre 2014, Corriere della Sera – Bergamo, pag. 6, articolo di Donatella Tiraboschi

    Il Pd e la cena vip (per il partito) e caccia ai commensali da mille euro

    Deputati invitati a portare 5 ospiti. C`è chi critica: troppo caro 

    «Io a cena? Non sono stato  invitato e poi non dispongo di quella cifra». Tradotto: i mille euro (minimi) per attovagliarmi con Renzi e il ministro Boschi stasera a Milano non ce li ho. Segue postilla: «Per il partito è importante raccogliere fondi – dice il segretario provinciale del Pd Gabriele Riva -, ma farlo così mi lascia dubbi. Sono sempre stato per il finanziamento pubblico, certo ridotto. Comunque non ci andrò». Per un segretario che resta a casa, ci sono parlamentari bergamaschi che sbarcheranno al The Mall di Porta Nuova, con un amichevole codazzo di supporter. Di nomi non ne trapelano, anche se Antonio Misiani dice che «non ci sono personaggi glam». L`obiettivo della mission, convincere cinque amici a partecipare e versare, è stato raggiunto dai piddini orobici. «Dopo un`incertezza iniziale – confessa Misiani – c`è stata una bella risposta». A cominciare da Elena Carnevali: «Ne ho più di cinque, alcuni iscritti al partito, altri no». E Giovanni Sanga: «Non ho fatto fatica a recuperarli». Alla domanda «Quanti?» cade la linea,ma è il consigliere regionale Mario Barboni a svelare l`arcano numerico di Sanga: «Avrà un tavolo con dieci invitati. Io? Sarò impegnato con la Coldiretti». Incerto Beppe Guerini: «Non so se riuscirò a esserci, abbiamo un intenso pomeriggio di lavori». Incerto e «improduttivo»: non ha reclutato nessuno. L`operazione «Metti una sera a cena» era scattata un mese fa, durante la visita del premier all`assemblea di Confindustria. Nel parterre industrialotto della Persico di Nembro, il consigliere regionale Jacopo Scandella aveva lanciato l`iniziativa. Quanti hanno aderito? «Non lo so – dice -. Mi fa ridere chi dice: “Se un imprenditore partecipa, vuole qualcosa in cambio”. Per la gente normale sono un sacco di soldi. Quando facevo l`educatore, il mio stipendio non arrivava a quella cifra».


    8 novembre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 33, articolo di Marta Todeschini

    Parco delle Orobie, la revoca spariglia le carte in tavola

    Spiazzati. E ciò che sembrava scontato, lascia invece ora aperte più strade. Questione Parco delle Orobie, rappresentante della Comunità montana Valle Seriana. Pochi giorni fa il nome di Benvenuto Morandi era tornato alla ribalta per la sua prolungata assenza nel direttivo (per la precisione il Consiglio di gestione) del Parco, con la convocazione a giovedì prossimo di un’assemblea durante la quale trattare anche di questo tema. Ovvero giungere alla revoca della posizione ricoperta dall’ex sindaco di Valbondione, il cui posto al tavolo della sede di Albino risulta vuoto dall’inizio del 2013. Ben prima, quindi, degli arresti domiciliari, disposti il 9 maggio scorso. Un impasse sul quale il consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) aveva depositato la scorsa primavera un’interpellanza. Ma ora che i domiciliari sono stati revocati e quindi Morandi sarà più libero di partecipare alle sedute, cosa succederà? L’assemblea del Parco deciderà di tirare dritto, procedendo alla surroga, sceglierà (seconda opzione)di non decidere, rimandando il punto al prossimo incontro («come del resto sta succedendo da sei mesi», fa notare qualcuno), oppure – colpo di scena – lo stesso Morandi, ora in libertà, si ripresenterà alla riunione? Gli interrogativi volteggiano dall’alta alla bassa valle da ieri mattina quando, aprendo il nostro giornale, sindaci e presidenti delle tre Comunità montane che rientrano  nel Parco (nell’assemblea siedono i presidenti di Comunità montana Alberto Mazzoleni per la Brembana, Guido Giudici per quella di Scalve, Alberto Bigoni per la Seriana oltre a Pierangelo Manzoni per la Provincia e Yvan Caccia che la presiede senza diritto di voto) hanno letto la notizia che giunge dalla Procura. E cambia le carte in tavola.


    11 novembre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 34 

    Consumo del suolo, tremila emendamenti

    I gruppi di opposizione (Pd,  Patto civico e M5S) del Consiglio regionale  della Lombardia, dopo le proteste  della scorsa settimana sul contenuto  del testo e sul metodo di approvazione  in commissione, hanno annunciato che sulla legge sul consumo di suolo del centrodestra faranno ostruzionismo, presentando in Aula oltre tremi la emendamenti, di cui mille del centrosinistra e duemila dei cinquestelle. La discussione del progetto inizia oggi ma la prossima settimana sono previsti la presentazione degli emendamenti e il voto finale. «Inizia la discussione di un testo per noi irricevibile» dice il consigliere Pd Jacopo Scandella, mentre il capogruppo democratico Enrico Brambilla ha legato questo tema alla possibile assenza di aula di FI, per la questione del rimpasto di giunta. «Se mancherà quel pezzo di centrodestra che ha imposto di fatto questa legge per una mera  questione di poltrone, prenderemo  atto che chi governa questa Regione è incapace di tenere insieme i propri alleati» conclude  Brambilla.  Anche dal Patto civico il capogruppo  Lucia Castellano e il consigliere Paolo Micheli ribadiscono la contrarietà a un progetto di legge che a loro dire va «in tutt’altra direzione rispetto  alla salvaguardia dei terreni ancora non costruiti». «Abbiamo depositato oltre 2.000 emendamenti per rivendicare il diritto dell’opposizione di potersi esprimere, argomentare e partecipare al processo di realizzazione delle leggi», rimarca invece il capogruppo dei Cinquestelle Andrea Fiasconaro, rivendicando il proprio come «un  atteggiamento “costruzionistico”  e non ostruzionistico».