• Rassegna stampa settimanale

    12 novembre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 35, articolo di Laura Arnoldi

    Biblioteche: i soldi extra  della Regione non arrivano 


    Addio ai 300 mila euro promessi. «Colpiti duramente dai tagli». Oggi il punto sull’interprestito

    Trecentomila euro come contributo extra di Regione  Lombardia per sostenere la start up dei sistemi bibliotecari bergamaschi: se molti dubitavano che sarebbero arrivati, ora sembra una certezza. A tutt`oggi quella somma non è stata stanziata e pare difficile, se non impossibile, che salti fuori prima di Natale. «A febbraio non c`erano le condizioni per pensare di stanziare 300 mila euro, ora è ancora più improbabile» commenta Jacopo Scandella, consigliere regionale Pd, che a marzo aveva presentato un`interrogazione in Consiglio. Da parte sua Silvana Santisi Saita, consigliera della Lega Nord, riconosce che poche sono le speranze. Erano stati alcuni sindaci leghisti ad andare al Pirellone gridando poi vittoria per la promessa del finanziamento extra. «Per mia abitudine, anche quando ero sindaco – confessa Saita – ho sempre cercato di non fare promesse prima di essere certa di mantenerle,ma un armo fa la situazione era diversa: i tagli statali ci hanno colpito duramente».  Il servizio è ormai passato a tutti gli effetti in capo ai cinque Sistemi provinciali, dal momento che dal 1° gennaio 2014 la Provincia ha dismesso i servizi centralizzati di catalogazione dei documenti acquistati, interprestito e software gestionale B-evolution. Dopo mesi di confronto lo scorso anno i sistemi sono riusciti a sottoscrive una convenzione con la quale i 220 Comuni si sono impegnati a spendere per ogni abitante 30 centesimi per l’interprestito e un euro per l’acquisto libri. Oggi tutti i sindaci si ritroveranno al cineteatro Gavazzeni di Seriate (ore 20,30) per fare il punto sul primo anno di «autogestione». Esattamente 12 mesi fa, venne firmato il protocollo che sanciva il nuovo assetto.

    Tre nuovi presidenti. Da allora i cinque Sistemi hanno visto il cambio di tre presidenti su cinque a seguito del rinnovo amministrativo. Rimasti Giuseppe Pezzoni, sindaco d Treviglio, per il sistema Bassa pianura; Valerio Achille Baraldi, sindaco di Ponte San Pietro per il sistema Area Nord Ovest; tre new entry: l’assessore alla Cultura di Seriate Ester Pedrini per il sistema Seriate-Laghi; l’assessore alla Cultura di Dalmine Paolo Battista Cavalieri per l’Area Dalmine e il sindaco di Albino Fabio Terzi per la Valle Seriana; Terzi è anche consigliere provinciale con delega alla Cultura. Alla Provincia l’interprestito costava un milione: i sistemi hanno limato i conti e sono riusciti a scendere a circa 500 mila. Un anno fa si diceva che avrebbero potuto contare anche sul contributo di 194 mila da parte Provincia di Bergamo, che riceve annualmente la somma come contributo regionale per il settore cultura, a cui sarebbero aggiunti i 300 mila. «Il contributo extra non è arrivato – conferma Terzi –, per quello “ordinario” che la Provincia dovrebbe girare ai sistemi non ho avuto modo di verificare; mercoledì avrò un incontro con i funzionari del settore ». Per ora i soldi non arrivati dal Pirellone non sono un problema: «Con la gara di acquisto – dice Terzi – si sono spuntati buoni prezzi, e si è riusciti a fare economie, considerando che parte delle risorse vengono utilizzate per progetti culturali»; per il futuro non si sa. «Abbiamo cominciato a pensare alla proposta di una “area vasta”, cioè un consorzio che comprenda sistemi anche extra provincia, per esempio bresciani o milanesi. Di questo si parlerà nell’assemblea con i sindaci». «Si può dire che l’utente non si sia accorto di nulla – commenta Stefano Rinaldi, dirigente del Comune di Seriate, ente capofila per la gestione amministrativa –: il servizio non si è mai interrotto». 

    Volumi in tutta la provincia. In particolare l’interprestito ha continuato a «far girare» i volumi in tutta la provincia senza problemi. Complessivamente il servizio d’interprestito, al 31 agosto di quest’anno ha movimentato 346.347 documenti; il software ha permesso di gestire anche 1.557.796 di prestiti, a favore di 202.749 utenti. «Il Comune ha proceduto con le gare e l’affidamento dei servizi per
    il periodo dall’1 settembre 2014 al 31 dicembre 2016». La «Leggere» di Bergamo si è aggiudicata il bando per l’acquisto e la catalogazione del materiale per circa 2,9 milioni di euro, mentre l’interprestito è gestito dalla Consorzio Progetto multiservizi di Roma per 473 mila euro. Per ogni abitante la spesa è di 48 centesimi per l’interprestito e 2,97 euro per l’acquisto in due anni e mezzo. Intanto la Provincia ha concesso ai Sistemi l’utilizzo del parcheggio e del magazzino fino a settembre e ha ceduto gratuitamente sette stampanti per etichette che non utilizza più.


    13 novembre, Corriere della Sera – Bergamo

    I dubbi della base Pd tra il leader e Gori

    «Ragazzi, compagni e amici»: quando un intervento a un’assemblea del Pd inizia in questo modo (e a farlo è uno che racconta di essere stato iscritto alla Federazione dei giovani comunisti quando il segretario era D’Alema) nella discussione finiranno fatalmente le varie anime di un partito in piena trasformazione. Anche se quella convocata martedì sera era in teoria solo un’assemblea organizzativa in vista di quella che rinnoverà le cariche. Il segretario cittadino Nicola Eynard, a fine mandato, vanta il «quasi filotto» elettorale, anche se riconosce che «non sempre siamo in grado di cogliere ciò che si muove nella società». 
    Quindi, come aprirsi al territorio? «Il sospetto — dice un iscritto – è che siamo annegati in noi stessi, senza ascoltare l’esterno». Qualcuno ricorda che bisogna sostenere Gori «mantenendo il rapporto con i quartieri come in campagna elettorale: Bruni ha perso anche per la mancanza di comunicazione col territorio». «Vediamo tanta gente alle manifestazioni ma poca nei circoli», riconosce qualcun altro, accusando: «Molta gente si avvicina, ma abbiamo mai chiesto indirizzi o numeri di telefono?». Nasce così l’idea del «tesseramento di scopo» per chi non si riconosce nel partito ma ne approva specifiche campagne. 
    Secondo punto dolente: il caso Renzi. Lo stesso Eynard riconosce che «la base Pd non è molto renziana, viene dai Ds e non è abituata a questo modo di fare politica». L’ex comunista di cui sopra: «Non bisogna considerare Renzi un’infezione, un invasore, altrimenti si fa il gioco della Lega». «La nuova classe dirigente fa paura — replica Aurelio Serughetti, ex tesoriere —: mette in dubbio le primarie, fa la politica di Fanfani. Abbiamo discusso tanto per arrivare al Pd e ora vogliono fare il Partito della nazione? Dobbiamo ribellarci», dice fra gli applausi. E se un vecchio militante puntualizza che «Renzi è criticabile per lo stile ma non per i contenuti», c’è chi sottolinea a gran voce la necessità di «creare una classe dirigente di sinistra, ma moderna». E cosa c’è di più moderno di Internet? Il consigliere regionale Jacopo Scandella annuncia la creazione di una piattaforma web per «ascoltare la base lombarda con referendum vincolanti». Anche se «in modo diverso da quello che fa Grillo». 


    13 novembre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 42

    Treviglio-Brescia: sulla Tav si correrà dall’inverno 2016

    Il tratto Treviglio-Brescia dell’Alta velocità ferroviaria (Tav) entrerà in funzione con l’orario invernale del 2016. Questa la tempistica sul progetto di costruzione della linea Av/Ac (alta velocità/alta capacità) Milano-Venezia, annunciata ieri dall’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, durante la presentazione del Piano di investimenti 2014-2017 in Lombardia. In questo piano c’è anche la costruzione della tratta Treviglio-Brescia i cui lavori, del costo di due miliardi di euro interamente finanziati, sono in corso. La realizzazione è arrivata al 55%, oltre la metà dunque, e quindi Rfi si è detta fiduciosa: l’alta velocità potrà entrare in funzione nel 2016 come previsto, con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale dei treni. A breve, quindi, da Milano a Brescia ci si potrà spostare sul treno a 300 chilometri all’ora. Per arrivare veloci a Verona bisognerà, invece, aspettare ancora un po’. Non moltissimo comunque: già nel secondo trimestre del prossimo anno, come annunciato ancora ieri dall’amministratore delegato di Rfi, partiranno infatti i lavori di costruzione della tratta Brescia-Verona, un altro troncone del costo superiore a quello della Treviglio-Brescia: quasi quattro miliardi di euro, di cui il primo lotto da 768 milioni di euro è già stato finanziato. Il costo del secondo, invece, pari a un miliardo e mezzo di euro, si prevede sarà coperto dallo Stato il prossimo anno. La costruzione della linea Av/Ac Milano-Venezia (lunga complessivamente 140 chilometri) sembra, quindi, che stia proseguendo spedita. Troppo secondo il consigliere regionale del Pd, componente della Commissione Trasporti, Jacopo Scandella, secondo cui Rfi «dovrebbe investire maggiormente sulle linee dei pendolari, la cui condizione è sempre più disagiata a causa del sommarsi dei ritardi ormai costanti e a un evidente peggioramento del materiale rotabile in termini di comfort, di pulizia e di sicurezza. Nel piano di investimenti la provincia di Bergamo è del tutto assente, nonostante transitino nella sola stazione orobica 10 milioni di  passeggeri annui. Sono previsti due miliardi per la tratta ad alta velocità Treviglio – Brescia, mentre per i treni dei pendolari nulla. Insieme al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, avevamo inviato non più di un mese fa una lettera a Maroni proprio per chiedere un intervento in merito. Ma ad oggi zero risposte, solo treni sporchi e qualitativamente insufficienti».


    16 novembre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 26, articolo di Laura Arnoldi 

    Il Pd già verso le Regionali: «Primarie sulle autonomie»

    Dopo settimane di confronto con i circoli, il Pd provinciale ieri pomeriggio si è riunito per la conferenza organizzativa. Intanto anche a livello regionale il partito si ripensa per prepararsi a quello che è l’obiettivo più importante da qui al 2018. «Puntiamo a vincere la sfida per il prossimo rinnovo regionale» assicura il segretario lombardo Pd Alessandro Alfieri. Una sperimentazione a livello regionale sta per essere promossa con l’obiettivo di coinvolgere realmente iscritti Pd, elettori, amministratori locali. «Immaginiamo – spiega Alfieri – una sorta di primarie su un progetto specifico come quello delle autonomie locali, raccogliendo in parte l’idea di un referendum lanciato da Maroni sulla possibilità di una Lombardia a statuto speciale. Questo confronto con la base vuole inaugurare un modello di partecipazione “ponderato”, perché è opportuno che gli iscritti possano sentire di “pesare”di più, ma è necessario che si possa raggiungere anche coloro che votano a sinistra, ma che al Pd non si iscrivono». Il rinnovo del Pd lombardo deve partire dalla promozione di forme nuove di democrazia: «Ci stiamo interrogando su quale forma debba avere ora il partito – commenta Alfieri –. Si deve coinvolgere realmente iscritti, elettori, simpatizzanti, amministratori locali di centrosinistra». Prosegue anche il progetto della piattaforma web: «Uno strumento consultivo aperto a tutti – spiega Jacopo Scandella, consigliere regionale –, utile per raccogliere suggerimenti ma anche per avere indicazioni in caso di referendum». Il tesseramento in corso mette in rilievo che gli iscritti bergamaschi dei 104 circoli tengono: «Per ora siamo a 1.350, ma abbiamo iniziato a luglio. Le proiezioni confermano i numeri degli anni precedenti con circa 3.000 tesserati» dice Nicola  Peroni, segretario organizzativo. Rispetto ai recenti casi di tensioni sfociate anche nei confronti di sedi del circolo Pd di Corvetto o della Cgil di Bergamo, «i circoli sono sentinelle sul territorio. Dobbiamo vigilare, ma tenere sempre aperte le porte dei circoli – dice il segretario provinciale Gabriele Riva –, offrendo occasioni di confronto e dialogo con la gente». 


    16 novembre, L’Eco di Bergamo, pag. 34, articolo di Maria Grazia Mazzoleni

    «La valle si salva se lo vogliamo tutti»

    Zogno, appello del sindaco Ghisalberti a politici e istituzioni dopo il corteo per i lavoratori Mvb: «Dateci la possibilità di sostenere gli imprenditori con una fiscalità di vantaggio per chi investe»

    È il sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti, a dettare le priorità per rilanciare lo sviluppo della Val Brembana. Lo ha fatto con un appello nel confronto che ieri ha concluso il corteo per i lavoratori della Mvb, in cassa integrazione dopo il fallimento dello stabilimento tessile. Ghisalberti prende le mosse proprio da qui: «Auspico che la procedura fallimentare riesca a far rientrare nel patrimonio della Manifattura Valle Brembana tutti gli immobili che storicamente ne erano parte. I lavoratori avrebbero più strumenti per soddisfare le loro ragioni di credito, e il territorio avrebbe aree e disponibilità maggiori per un nuovo percorso». Quella della Manifattura (attualmente ridotta a 20 mila metri quadri) è l’ultima area dismessa di dimensioni considerevoli. «Abbiamo già dei contatti, ma se chiediamo ai nostri imprenditori di investire, prima dobbiamo mettere a disposizione le aree e poi avviare politiche attrattive». Già applicate in quel di Zogno con sgravi, in termini di oneri di urbanizzazione, per chi investe in ambito produttivo. «È un sacrificio per il Comune, a cui deve corrispondere quello dei livelli istituzionali più alti – ha sottolineato il primo cittadino –. Dateci la possibilità di sostenere gli imprenditori facendo rientrare il nostro
    territorio in zone franche dove è prevista una fiscalità di vantaggio per chi investe».

    L’indotto e le risorse.  Chiusura sulle infrastrutture: «Cerchiamo di rispettare i tempi per la variante di Zogno. Negli anni in cui l’azienda ha lavorato alla sua realizzazione si è creato un indotto importante, soprattutto per piccoli artigiani e commercianti. Oggi siamo al palo, la Provincia è in attesa dell’azione coordinata della Regione e la Regione di quella della Provincia». Il confronto – promosso da Cgil, Cisl e Uil nel teatro dell’oratorio di Zogno – è stato aperto da Ferdinando Piccinini. «Quello della Mvb è un epilogo che si poteva evitare con un approccio imprenditoriale diverso – ha dichiarato il segretario provinciale Cisl, intervenuto con i colleghi di Cgil, Luigi Bresciani, e Uil, Amerigo Cortinovis –. Basta tavoli generici e riqualificazione inutile. Serve un’alleanza forte tra imprese e lavoro per creare sviluppo. Abbiamo
    lamentato nei giorni scorsi l’assenza del mondo imprenditoriale, ma ci riferivamo alle associazioni, non certo agli imprenditori che resistono e mantengono qui produzioni di eccellenza».

    Confronto e solidarietà.  Solo tavoli concreti, a partire da quello di giovedì prossimo in via Tasso. Lo ha garantito il presidente della Provincia Matteo Rossi: «Rivedremo, anche con i piccoli e medi imprenditori, gli interventi sulla formazione che in passato hanno imboccato una direzione sbagliata. Intanto attendiamo entro lunedì (domani) che la Regione metta nero su bianco il finanziamento 2015 per la variante di Zogno». A proposito di unità si è espresso Luigi Bresciani: «Il mondo del credito è un protagonista della partita con cui non si riesce mai ad avere un confronto, eppure le banche non possono chiamarsi fuori». La solidarietà delle parrocchie è arrivata da don Cristiano Re, responsabile diocesano della Pastorale del lavoro: «Le comunità cristiane siano luogo di sinergia, senza guardare alle etichette. Al centro si mettano innanzitutto le persone che hanno bisogno». E nella manifestazione di ieri non si può dire che il sostegno ai 310 dipendenti della Mvb sia mancato (presenti quasi al completo anche i politici di casa nostra: dai consiglieri regionali Barboni, Bruni, Scandella per il centro sinistra a Anelli e Saita per la Lega; dai parlamentari Guerini, Misiani e Sanga per il Pd ai colleghi del Carroccio, Consiglio e Stucchi) rimane da vedere come si concretizzerà nei prossimi mesi.


    19 novembre 2014, Corriere della Sera – Bergamo

    Il Pd lo difende Ma i «dissidenti» provarono il blitz

    Matteo Rossi patteggia sei mesi per sette firme false e nel Pd c’è chi tace e chi acconsente. I primi hanno parlato a tempo debito. Era luglio e ancora esisteva l’opzione Gabriele Riva per il dopo Pirovano in Provincia. Quattro mesi e una vittoria dopo, sanno che sarebbe come tirarsi la zappa sui piedi uscire oggi allo scoperto. Troppo tardi. Soprattutto perché, a inizio settembre, anche quella parte del Pd ha appoggiato la candidatura di Rossi. 
    Tra chi invece lo difende apertamente il più deciso è proprio il segretario provinciale Riva, che risponde con voce squillante: «Accolgo con estremo piacere la notizia del patteggiamento». Possibile? «Sì, perché è stata riconosciuta la buona fede di Matteo. Il giudice avrebbe anche potuto non accettare il patteggiamento e condannarlo. Parliamoci chiaro: c’era il rischio dell’interdizione dai pubblici uffici. Matteo non ha mai negato di avere commesso quell’errore, ma è stato fatto non per furbizia, piuttosto per generosità politica». Doppia generosità, perché «non si trattava di elenchi nostri», ricorda il segretario, ma della lista dei Pensionati che nel 2010 sostenne Filippo Penati alle elezioni regionali. Vinse Formigoni alla cui coalizione però non andò meglio in quanto a firme. «Rossi ha sbagliato — prosegue Riva —, chiaramente avrebbe dovuto essere presente nel momento in cui furono raccolte quelle adesioni e spero che abbia imparato la lezione, lo dico bonariamente. È stato superficiale, però si è sempre confrontato in maniera limpida». 
    «Poco più di una leggerezza», la definisce Beppe Guerini, deputato e avvocato penalista. «Con tutto il rispetto per la magistratura — fa notare — chi fa politica vera, sul territorio, sa che una cosa del genere può succedere. Conoscendo la vicenda e conoscendo Matteo, credo che il problema non si ponga neanche dal punto di vista politico». 
    Il segretario regionale Alessandro Alfieri è però tassativo: «Ora si volta pagina, da qui in avanti certe sviste non sono più ammesse». Comunque, nel partito tutti sapevano che a marzo il tribunale aveva sospeso la prescrizione. Sui giornali però la notizia è uscita 24 ore prima dell’udienza. «Ne abbiamo discusso quando è stato il momento di decidere sulla sua candidatura — dichiara Riva — e proprio la buonafede e la correttezza di Rossi ci hanno convinto a sostenerlo all’unanimità». 
    Nella riunione del direttivo provinciale del 4 settembre era uscito solo il suo nome. I «dissidenti» che a inizio estate avevano agitato le acque alla fine si erano allineati. Si tratta dell’ala della Val Seriana, vicina al consigliere regionale Jacopo Scandella, che casualmente ieri è stato assorbito fino a sera in Consiglio regionale. Al telefono non si sono fatti trovare neanche il tesoriere Aurelio Serughetti né il vicesindaco di Alzano Manuel Bonzi. Proprio loro, in una riunione della segreteria a inizio estate, sollevarono la questione delle firme false. «Se ne è discusso animatamente — conferma Guerini —, si temeva potesse essere un handicap». Tutti convinti dell’ingenuità di Rossi, però la fazione seriana, più propensa a lanciare Riva per Via Tasso, temeva le conseguenze del processo incombente. Si sapeva che i nodi sarebbero venuti al pettine e che, più o meno, avrebbero fatto male. Quando Riva fece un passo indietro, la corrente della Valseriana si allineò. E così, ora, il patteggiamento non si commenta.