• Rassegna stampa settimanale

    20 luglio 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 35

    «Piazzola, un presidio»

    È stata inaugurata ieri mattina la nuova piazzola attrezzata per l’elisoccorso notturno a Vilminore, in Valle di Scalve. Presenti all’inaugurazione, oltre ai sindaci dei quattro comuni scalvini, anche il consigliere regionale Jacopo Scandella, il direttore dell’azienda ospedaliera bolognini di seriate Amedeo Amadeo e il direttore sanitario di Areu – Azienda regionale emergenze urgenze Marco Salmoiraghi. Che ha ricordato qualche dato numerico: «questa è la 31esima piazzola di elisoccorso in Lombardia: di queste, solo 11 si trovano fuori dalle strutture ospedaliere, 15 al loro interno e infine abbiamo 5 elibasi. Questi sono comunque presidi territoriali importanti».

    19 luglio 2014, L’Eco di Bergamo, pag, 36-37 (articolo di Fabio Florindi) 

    Progetto di legge a rilento. E il Pd sbatte la porta 

    Il governatore Roberto Maroni aveva promesso che, entro la fine di luglio, in Regione si sarebbe arrivati alla stesura di un testo definitivo su una legge sul consumo di suolo. A ben guardare però, a meno che il presidente della Lombardia non prenda in mano la situazione e non imponga un calendario serrato di lavori, la cosa appare assai improbabile. Soprattutto perché, la settimana scorsa, l’opposizione di centrosinistra ha abbandonato il gruppo di lavoro per la redazione di un progetto di legge in materia, in polemica con lo stallo che regnava nel tavolo. Pd e Patto civico, in particolare, hanno puntato il dito contro Forza Italia, rea, secondo i due partiti di minoranza, di aver rallentato i lavori per impedire una presentazione in tempi brevi della legge. Il tavolo era nato un anno fa all’interno della commissione Territorio del Consiglio regionale.

    A «staccare la spina» è stato il coordinatore del gruppo Agostino Alloni (Pd), che durante la riunione della scorsa settimana ha detto al presidente della commissione Territorio Alessandro Sala e ai colleghi degli altri gruppi di ritenere scorretto il comportamento della maggioranza che ha di fatto tenuto fermo il gruppo per settimane, subordinandolo a un’intesa interna alla coalizione di Maroni. Secondo i democratici rispetto al testo approvato dalla giunta, firmato dall’assessore al Territorio Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia), ci sono evidentemente consistenti differenze di vedute che la maggioranza intende risolvere prima di sedersi al tavolo con gli altri gruppi. Sulla questione, il consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) ha attaccato: «Purtroppo dobbiamo constatare che nonostante gli spot di Maroni tutto, in Regione, è fermo al palo». Il Pd ha poi annunciato la presentazione di un emendamento, in occasione della discussione dell’assestamento di bilancio, con il quale si chiede alla giunta di sostenere economicamente i Comuni che attuano pratiche virtuose in termini di riduzione del consumo di suolo.

    Nonostante questi problemi, però, nei giorni scorsi Maroni si era esposto, annunciando: «Spero che si possa arrivare all’approvazione definitiva nell’ultima seduta del Consiglio regionale, ma comunque entro la fine di luglio, si arriverà a un testo definitivo, che ribadirà i principi fondamentali della legge, con qualche correttivo, ma certamente senza alcuna “vittoria dei palazzinari”». Il governatore ha quindi aggiunto che «i principi non cambiano, e poggiano sulla difesa del territorio, perché la Lombardia è la prima Regione agricola d’Italia».

    19 luglio 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 37

    Scandella e Pedrazzini uniti nella contestazione

    Un sostegno politico trasversale ha ottenuto ieri la mobilitazione indetta dalla Coldiretti Lombardia. A favore delle posizioni  assunte dagli agricoltori in merito ai ritardi degli indennizzi degli espropri e al consumo di suolo si sono espressi il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella e il presidente del gruppo consigliare di Forza Italia Claudio Pedrazzini. Quest’ultimo, ieri, ha partecipato alla manifestazione di protesta recandosi anche lui in via Pola di fronte alla sede dell’Ilspa. Pedrazzini è già da tempo
    che si sta muovendo affinché venga risolto il problema degli indennizzi agli agricoltori espropriati per la costruzione della Teem: secondo Coldiretti Lombardia il 90% di questi non sanno ancora quando e quanto saranno pagati. Il presidente del gruppo  regionale di Forza Italia ha presentato nei mesi scorsi in Consiglio regionale due mozioni per velocizzare la soluzione della questione, senza però ottenere risultati. E ieri, microfono in mano, ha sfogato tutto il suo disappunto: lo ha fatto attaccando gli uffici della Regione che si occupano di espropri e invitando i coltivatori a protestare, la prossima volta, non più con il cemento come hanno fatto ieri: «Bensì con il letame, in modo da lasciare un po’ di humus nel cervello di questi funzionari regionali. Se a una persona togli la terra allora ha il diritto di essere risarcito, punto».

    Scandella ha invece condiviso l’allarme lanciato dai coltivatori in merito al consumo, a loro dire «selvaggio», a cui si sta assistendo in Lombardia a causa di nuove urbanizzazione o la costruzione di nuove strade o autostrade. Il consigliere regionale del Pd è membro del gruppo di lavoro creato in quinta commissione per giungere a un testo di legge di contrasto al consumo di suolo: «Ad oggi sono 414 milioni i metri quadrati di territorio lombardo che i pgt approvati dai Comuni prevedono di edificare nei prossimi anni – ricorda Scandella – una cifra pari alla superficie della provincia di Monza e Brianza e più del doppio dell’intero comune di Milano. Un’enormità che va fermata per il bene della Lombardia, mettendo in campo una legge che guardi al suolo agricolo come bene comune. Purtroppo, però, dobbiamo constatare che al momento tutto in Regione è fermo al palo».

    16 luglio 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 24 (articolo di Fabio Florindi)

    Il mais spinato sbarca in Regione, tradizione e futuro

    Il progetto Mais Expo Bergamo 2015 varca i confini provinciali e viene presentato nella sede del Consiglio regionale a Milano, alla presenza di consiglieri e assessori lombardi. Il Meb 2015, progetto che punta a far diventare Bergamo la città capitale mondiale del mais nell’ambito dell’Esposizione universale milanese, mette al centro coltura e cultura del mais per guardare a un futuro sostenibile.

    A coordinare questo network dedicato al mais è la Provincia di Bergamo; mentre gli altri partner sono: il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), l’Osservatorio Cores dell’Università degli Studi di Bergamo; il Comune di Gandino; l’associazione comunità del mais  spinato di Gandino; l’Orto botanico Lorenzo Rota di Bergamo, Soc. Valle d’Astino – Fondazione Mia – Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo e il Celim/Centro missionario della Diocesi di Bergamo.

    Presentazione in costume. La conferenza stampa di presentazione si è aperta in modo suggestivo, con l’ingresso in sala di tre persone vestite rispettivamente da azteco, contadino bergamasco e masai. I costumi stavano a simboleggiare il rapporto tra il mais, la terra e l’uomo: il masai rappresenta il Kenya, l’Africa, il continente dove ha origine l’uomo. Gli aztechi rappresentano il Messico, la prima patria del mais, prima dell’importazione in Europa. Infine, il contadino bergamasco simboleggia l’importanza di questa coltura per la nostra terra.

    All’evento hanno partecipato gli assessori regionali Gianni Fava (Agricoltura) e Claudia Terzi (Ambiente), oltre al sottosegretario con delega all’Expo Fabrizio Sala e ai consiglieri regionali Mario Barboni e Jacopo Scandella (Pd), Roberto Bruni (Patto civico) e Dario Violi (M5S). Alla conferenza sono intervenuti anche Giambattista Gherardi (socio fondatore Comunità del mais spinato di Gandino), Filippo Servalli (coordinatore Meb 2015), Paolo Valoti (ricercatore dell’Unità di Ricerca per la Maiscoltura Cra-mac) e Gabriele Rinaldi (Orto botanico Lorenzo Rota). Durante l’incontro ha esposto i suoi prodotti a base di mais Emanuele Caleca, titolare del locale «Il Centrale» a Gandino.

    «Operazione culturale». A fare gli onori di casa è stato Barboni, che ha ricordato l’importanza di valorizzare Meb 2015 a livello «turistico» anche «in vista dell’Expo». Nel suo intervento l’assessore Fava ha sottolineato che «questa è una grande operazione di tipo culturale, che contiene anche elementi che hanno una valenza economica di lungo periodo qualora questo progetto dovesse andare avanti». E la valenza è quella di «riportare il tema del mais come elemento centrale della filiera alimentare di una parte del territorio che ha fatto della polenta un pezzo della sua storia». Da parte sua, Terzi ha rimarcato «l’impegno della Regione Lombardia per la tutela delle tradizioni», perché «la riscoperta delle nostre tradizioni è il futuro». Il sottosegretario Sala, invece, ha spiegato che «il successo dell’Expo sta nel tema, che l’Italia ha azzeccato». E all’interno di Meb 2015 «ci sono tutti gli ingredienti per avere successo, perché è stato centrato in pieno il tema dell’Esposizione e sono sicuro che sarete protagonisti». Sala ha anche ricordato che la giunta regionale ha disposto un finanziamento di 10 milioni di euro per i progetti che valorizzano i territori in vista dell’Expo, lasciando intendere che Meb 2015 potrebbe essere uno dei candidati a ricevere i fondi.

    16 luglio 2014, Il Giorno – Bergamo Brescia, pag. 5

    Expo, Bergamo si candida a Capitale Mondiale del Mais 

    Candidare Bergamo a Capitale Mondiale del Mais, in vista dell’Expo 2015: questo lo scopo principale del «Meb (Mais Expo Bergamo) 2015», un progetto bergamasco che vuole creare una rete nazionale e internazionale per promuovere il mais come uno dei simboli del tema dell’esposizione universale, «Nutrire il Pianeta, energia per la Vita». A proporre questo network sono diversi soggetti bergamaschi istituzionali e non, tutti coordinati dalla Provincia di Bergamo. Il «Meb 2015» intende promuovere una serie di confronti e attività su vari aspetti della coltivazione di mais, come la tutela della biodiversità, dei paesaggi bio-culturali, del legame con le culture di diversi paesi del mondo, ma anche la sicurezza e l’educazione alimentare.

    «Questa è una grande operazione di tipo culturale che implicitamente contiene anche elementi che hanno una valenza economica di lungo periodo qualora questo progetto dovesse andare avanti, cioè riportare il tema del mais come elemento centrale della filiera alimentare di una parte del territorio che ha fatto della polenta un pezzo di storia», ha spiegato l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Giovanni Fava, intervenuto alla presentazione del progetto a Palazzo Pirelli a Milano. A quest’ultima hanno partecipato l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi, il sottosegretario della Giunta con delega all’Expo Fabrizio Sala e i consiglieri regionali bergamaschi Mario Barboni (Pd), Jacopo Scandella (Pd), Dario Violi (M5S) e Roberto Bruni (Patto Civico).