• Rassegna stampa settimanale

    25 luglio 2014, Il Corriere della Sera – Bergamo, pag. 4 (articolo di Simone Bianco) 

    Riva o Rossi per via Tasso E nel Pd si riapre il congresso

    Davanti al Pd bergamasco un’occasione storica: assumere la guida della Provincia, sia pure in una versione ridimensionata nel peso istituzionale e nella forza economica. Più ci si avvicina però all’elezione di settembre per il nuovo presidente — sarà scelto da sindaci e consiglieri comunali del territorio — più la vicenda diventa rischiosa per il partito che alle Europee ha superato il 38% in Bergamasca.

    Questa sera la direzione provinciale, convocata per discutere delle nomine in Uniacque, dovrà anche affrontare il nodo delle candidature per via Tasso. I nomi in campo al momento sono quelli di Matteo Rossi, consigliere provinciale uscente e responsabile regionale Enti locali del Pd, e di Gabriele Riva, segretario provinciale del partito. La premessa è che nessuno dei due sta sgomitando per una poltrona che porta con sé molte responsabilità e incertezze e pochi onori (e nessuno stipendio).

    La candidatura di Rossi è apprezzata anche fuori dal Pd, come ha detto esplicitamente anche il coordinatore provinciale di Forza Italia, Alessandro Sorte. Rossi per ora è cauto: «Sono un dirigente del partito e farò quello che deciderà il Pd». Le chance di Riva diventerebbero invece alte se lo stesso segretario prendesse l’iniziativa candidandosi. Dentro il Pd diverse componenti preferirebbero lui a Rossi, non tutte le spinte però sono disinteressate: se Riva andasse a presiedere la Provincia, la segreteria democratica sarebbe da rifare. Magari senza tornare a congresso, celebrato meno di un anno fa, ma gli equilibri potrebbero essere rivisti.

    Lo dice anche Jacopo Scandella, consigliere regionale, renziano e sostenitore nel 2013 della candidatura di Massimiliano Alborghetti, avversario di Riva: «Se Riva decidesse di candidarsi alla Provincia il suo nome avrebbe la precedenza. Dopo di che, visti i successi amministrativi di diversi componenti della segreteria, per forza di cose la segreteria dovrebbe essere rivista». In realtà cambiare segretario, con Riva in via Tasso, potrebbe essere addirittura obbligatorio, sulla base di un’incompatibilità prevista dallo statuto del partito.

    Tutte ragioni che agitano ulteriormente le acque. La Lega, diversamente da altre zone della Lombardia, a Bergamo non è (per ora) disponibile a compromessi e qualcuno tra i democratici guarda preoccupato ai numeri. Secondo le stime del Pd, tra consiglieri e sindaci (tenendo anche conto del voto ponderato, cioè proporzionale al numero di cittadini rappresentati) il centrosinistra potrebbe raggiungere il 45%, la Lega il 30%. Il resto è un’incognita, compresi i voti riconducibili a Forza Italia. In gran parte si tratta di sindaci e consiglieri di liste civiche non legati ai partiti. Per questo, se il Pd non troverà una posizione unitaria in tempi rapidi, il risultato delle provinciali può diventare un’incognita.  (Simone Bianco)