• Rassegna stampa settimanale

    22 ottobre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 19, articolo di Fabio Florindi 

     

    Treni, via il numero verde. Scandella: va ripristinato

     

    Un’interrogazione sulla sospensione del numero verde di Trenord e l’apertura di un call center a pagamento. A presentarla è stata il Pd, anche  se la società di trasporto ferroviario ha subito ridimensionato la cosa, dicendo che l’operazione ha portato a un taglio dei costi di 200mila euro e all’aumento dei servizi. Il numero verde gratuito era un’eredità che Trenord aveva ricevuto da Ferrovie Nord. In una nota, la società sottolinea che «al pari di tutte le principali aziende di trasporto, anche Trenord nello scorso aprile ha abbandonato il numero verde passando al cosiddetto “numero nero”, cioè con prefisso 02». Ciò comporta «un risparmio di 200 mila euro l’anno ». Trenord, inoltre, «ha contestualmente ampliato e rafforzato gli altri punti di relazione con la clientela: sito Internet, anche in versione mobile, 41 canali twitter per ciascuna direttrice, 3 my-link point e personale dedicato nelle principali stazioni». Il consigliere regionale del Pd, Jacopo Scandella, ha però denunciato che il numero verde «è stato disattivato in maniera silenziosa e per certi versi ambigua». Per questo, ieri, il Pd ha depositato un’interrogazione all’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Alberto Cavalli, per capire i motivi di questa scelta e chiedere alla Giunta di riattivare il numero del call center gratuito. Secondo Scandella, infatti, «è interesse di Regione Lombardia far sì che il rapporto tra utenza e Trenord sia improntato alla massima disponibilità e facilità di accesso» e per questo l’esponente del Pd «auspica quanto prima un intervento per ripristinare un servizio fondamentale sia per chi opera nel settore del trasporto pubblico sia per chi ne usufruisce».


    24 ottobre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 30, articolo di fabio Florindi

    Anelli (Lega): bene. Scandella (Pd): nessuna tutela

    È scontro in Regione tra centrodestra e centrosinistra sulla legge contro il consumo di suolo. Il documento è stato presentato ieri in commissione regionale Territorio, dopo mesi in cui la legge era al palo per dissidi interni alla maggioranza. Il consigliere regionale Roberto Anelli (Lega) si è mostrato soddisfatto della legge visto che «molti spunti della Lega sono stati accolti». L’esponente bergamasco del Carroccio, inoltre, ha rimarcato che «il progetto di legge presentato in commissione Territorio è conforme alla nostra ferma determinazione di non voler ascoltare le lobby dei costruttori ma solo le esigenze e priorità delle amministrazioni locali». L’obiettivo «è ottenere una riduzione del consumo di suolo nell’arco di cinque anni». Insomma, sottolinea Anelli, «tutti avevamo l’obiettivo di diminuire il consumo di suolo ma senza andare a inficiare quanto era già stato approvato dai Comuni nei Piani di governo del territorio». Anche perché «la Regione ha imposto ai Comuni l’obbligo di approvazione dei Pgt entro giugno 2014 e, dunque, non si poteva annullarli». L’impegno di questi mesi, ha
    detto Anelli, «è stato necessario proprio per svolgere un attento e accurato lavoro, in modo particolare per le amministrazioni locali». Aspre critiche al provvedimento, invece, sono state mosse dal consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella. Nel testo, ha attaccato l’esponente democratico bergamasco, «non sono previsti disincentivi al consumo di suolo». Insomma «non c’è niente sulle compensazioni ecologiche, non è previsto alcun incremento dei costi di costruzione sui terreni agricoli, né altri strumenti concreti per contenere l’uso del suolo». Al contrario, sostiene, «si incentivano costruttori e immobiliaristi non solo in termini legislativi ma anche dando la possibilità di dilazionare il pagamento degli oneri». Il progetto di legge, infatti, «lascia tre anni di tempo per presentare l’istanza di costruzione e ulteriori dodici mesi per rendere esecutiva la convenzione attraverso delibera comunale». Poi, aggiunge Scandella, «in caso di ritardo negli adempimenti da parte degli uffici, la Regione nel giro di sette giorni può nominare un commissario che esautora totalmente il Comune nella pratica di adozione e nell’approvazione della richiesta».


    30 ottobre 2014, L’Eco di Bergamo, pag. 41, articolo di Marta Todeschini 

    Parco delle Orobie: Morandi ai domiciliari ma nel direttivo «Urgente una sostituzione»

    Per pudore. Per non interferire con la tornata elettorale della scorsa primavera. Perché ci si aspettava che un passo risolutorio potesse giungere dal diretto interessato. I perché si sprecano e ognuno ha il suo, fatto sta che c’è una valle, la Valle Seriana, che nel direttivo (il Consiglio di gestione) del Parco delle Orobie è «scoperta» da troppo tempo. Da un anno e quattro mesi. Anzi, «già all’inizio del 2013». La situazione imbarazza da allora e non è ancora stata risolta. «Questione di una, massimo due settimane», anticipano dal Parco delle Orobie. Il nome è quello di Benvenuto Morandi, ex sindaco di Valbondione e in quella veste scelto tre anni fa a rappresentare la Comunità montana Valle Seriana all’interno dell’ente Parco. Sui verbali delle sedute del Consiglio di gestione – anche l’ultima del 25 settembre – è l’eterno assente «e questo da ben prima di maggio (da quando cioè è agli arresti domiciliari, ndr): le sue presenze erano sporadiche fin dall’inizio del 2013 e dal luglio dell’anno scorso è assente». A dirlo è il presidente del Parco, Yvan Caccia che, essendo di Ardesio, un occhio alla sua valle comunque lo dà, «ma a questo punto la situazione è insostenibile». Così a marzo, «a un anno da questa perdurante assenza», ha investito l’assemblea del Parco perché valutasse la possibilità di una revoca. Guardacaso proprio quando sul tavolo dell’assessore regionale Claudia Terzi e del presidente Roberto Maroni veniva depositata un’interpellanza proprio su questo tema. Jacopo Scandella, il giovane consigliere Pd di Clusone, si chiedeva (e chiedeva ai vertici di Palazzo Lombardia) se non fosse il caso di risolvere l’impasse. Da Milano partì qualche telefonata ma tutto rimase sottotraccia, «non volevo fosse una speculazione a ridosso delle elezioni: in un periodo così delicato per Valbondione non era il caso di sbandierare la cosa, anche se bisognava risolverla» spiega Scandella. Passano i giorni, i mesi. Morandi (che il 4 dicembre si dimette dalla carica di sindaco «e pensavamo presentasse in automatico le dimissioni anche nel Parco», aggiunge  Caccia) viene arrestato (era il 9 maggio) e «non è più nemmeno contattabile». Che fare? La cosa aleggia nei corridoi, l’ex presidente della Comunità montana Valle Seriana, Eli Pedretti, cita l’impasse lasciandolo in eredità. Gli succede Alberto Bigoni, che con Matteo Rossi presidente della Provincia è new entry in assemblea (gli altri membri sono i riconfermati Alberto Mazzoleni per la Valle Brembana e Guido Giudici per la Valle di Scalve, oltre a Yvan Caccia che la presiede senza diritto di voto). E, nell’ultima seduta del 14 ottobre, presenti soltanto Bigoni e Giudici, rimanda la decisione a un’assemblea più partecipata. Dovrebbe essere convocata il 6 o il 13 novembre, per procedere anche alla surroga. Tre i nomi al vaglio di Bigoni, si vedrà. Dal gennaio 2013 sono trascorsi un anno e dieci mesi
    tondi tondi.