• Report settimana 29 Febbraio – 4 Marzo 2016

    I Commissione

    Non si è riunita

     

    II Commissione

    Sono stati approvati dalla maggioranza sia il documento sul programma di lavoro della Commissione europea 2016 che il progetto di legge sull’adempimento degli obblighi della regione Lombardia derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’unione europea. Il Partito Democratico si è astenuto in attesa di poter esaminare la relazione che la maggioranza porterà nella commissione referente. A seguire si è svolta la seduta congiunta con la Commissione antimafia e in quella sede è iniziata la discussione del progetto di legge “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”.

     

    III Commissione

    congiunta con Commissione speciale Rapporti tra la Lombardia, Confederazione Elvetica e Province Autonome.

     

    IV Commissione

    Pdl 268 “Modifiche l.r. 6/2010 – TU Commercio”. Il gruppo di lavoro costituito ad hoc ha concluso oggi il proprio lavoro redigendo un primo testo contenente le osservazioni nostre e del mondo imprenditoriale. In particolare ci si è soffermati sugli aspetti principali del testo: commercio ambulante su aree pubbliche (recepimento della direttiva Bolkestein) e declinazione della risoluzione in tema di sagre. Resta aperta la partita del commercio non in sede fissa su area privata: sembra eccessiva, sopratutto per le associazioni senza fine di lucro, l’obbligo del rispetto della conformità urbanistica commerciale delle aree utilizzate. L’iter prevede la presentazione del testo giovedì prossimo in Commissione, l’approvazione entro fine mese e l’approdo in aula nella prima decade di aprile.

    Doc. 9 – Programma di lavoro della Commissione europea 2016. La Commissione ha licenziato, con nostro voto di astensione, il programma di lavoro della Commissione europea per l’anno 2016. Sono state accolte diverse nostre integrazioni a partire da: rendere strutturale il programma Garanzia Giovani ed estenderlo agli over 50, garantire al lavoratore un ambiente di lavoro sempre più favorevole, sburocratizzare i bandi di accesso ai finanziamenti europei, prevedere misure anti delocalizzazione delle imprese, porre maggiore attenzione sull’economia di montagna e sui prossimi round del TTIP.

     

    V Commissione

    In apertura dei lavori si sono svolte le audizioni in merito alla PDA 36 “Programma regionale della mobilità e dei trasporti (PRMT), ai sensi dell’art. 10 della l.r. 6/2012” ed alla MOZ 527 “Diniego a nuovi interventi viabilistici a completamento della Tangenziale Ovest Esterna di Milano (TOEM)” con Città Metropolitana, Comune di Rosate (in rappresentanza di oltre 40 Sindaci del territorio), Parco Agricolo Sud. Tutti gli auditi hanno concordato sulla necessità di escludere dal PRMT  la TOEM anche nell’apparato cartografico per evitare ogni possibile evoluzione nel  prossimo futuro. In alternativa la proposta è di lavorare sulla riqualificazione della rete stradale esistente per consentire una fluidificazione del flusso veicolare senza interventi di forte impatto ambientale. A seguire si è svolta l’audizione del Presidente e del Direttore generale dell’ALER di Pavia-Lodi sul disequilibrio economico-finanziario dell’Azienda e sul piano di risanamento approvato dalla Giunta regionale in data 10 dicembre 2015. E’ stata illustrata la situazione che vede l’Aler affrontare problemi finanziari derivati dalle passate gestioni soprattutto a causa di investimenti immobiliari che non hanno avuto un ritorno sufficiente per coprire i costi e per la crescente morosità. Sul secondo aspetto l’Agenzia sta intervenendo per stanare i morosi colpevoli e aiutare quelli incolpevoli a programmare piani di rientro personalizzati. Su richiesta del consigliere Scandella (PD) gli intervenuti hanno dichiarato che il prestito di RL dovrà essere valutato, come ipotesi di restituzione, sulla base dell’efficacia delle misure intraprese e che verranno altresì prese misure di razionalizzazione soprattutto sul versante della manutenzione.

     

    VI Commissione

    Nel corso della seduta, sono state svolte le considerazioni in merito agli atti comunitari sull’economia circolare – COM (2015). E’ stata altresì svolta l’illustrazione da parte dei tecnici della D.G. Ambiente in ordine alle pronunce del TAR Lombardia sulla legittimità della DGR n. X/2031, in tema di trattamento e utilizzo, a beneficio dell’agricoltura, dei fanghi di depurazione delle acque reflue di impianti civili e industriali.

     

    VII Commissione

    Sono stati auditi i sindacati e i responsabili del Museo della fotografia di Cinisello Balsamo. Le richieste presentate ai consiglieri erano inerenti al personale e al funzionamento del Museo stesso. La Giunta Regionale ha fatto sapere, proprio durante l’audizione, che destinerà un contributo di 50 mila euro che sommati al finanziamento del  Ministero dei Beni culturali, della Triennale di Milano, del Comune di Cinisello Balsamo e della Città metropolitana permetteranno il funzionamento annuale del museo. Raggiunti  i 600 mila euro necessari per il 2016, si tratta di investire sulla partecipazione della Regione al nuovo statuto del museo che vede già la partecipazione del Comune di Cinisello Balsamo, della Città metropolitana e della Triennale di Milano che garantirà anche nuovi spazi espositivi. Pizzul ha sottolineato come sia necessario pensare a una grande opera di rilancio di questo patrimonio unico e prezioso e al ruolo di Regione Lombardia come capofila in una operazione del genere, considerato che dei quasi 2 milioni di pezzi, dall’Ottocento a oggi, depositati in quel museo, circa 800 mila, praticamente la metà, sono costituiti dai fondi di proprietà della stessa Regione. Il costo per la cura e la custodia di questi fondi regionali è stimabile in circa 100 mila euro annui. Le proposte del Partito democratico non sono mancate; si potrebbero organizzare degli eventi territoriali che facessero conoscere il museo non solo ai cittadini, ma anche a quei privati che potrebbero sostenerlo economicamente. Lo stesso Consiglio regionale potrebbe indire un concorso fotografico, coinvolgendo il museo. Si potrebbe organizzare una mostra permanente di fotografie della Lombardia al belvedere Jannacci, che finalmente verrebbe aperto al pubblico.

     

    VIII Commissione

    In commissione è stata deliberato il DOC N. 9 Programma di lavoro della commissione europea anno 2016.  Il Gruppo del Pd ha deciso di presentare in aula una sua autonoma risoluzione sul tema e quindi ha deciso di votare contro non considerando esaustivo il documento della maggioranza. Successivamente è stato votato il PDL N. 283 “Legge europea regionale 2016. Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della regione Lombardia derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea“. Anche in questo caso il voto del Partito Democratico è stato contrario così come per la REL n. 61 (sulla partecipazione della Regione alle politiche dell’UE) e alla REL n. 62 (sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale al diritto dell’UE) per le stesse ragioni di cui sopra.

     

    Infine è proseguita la discussione sul PDL 276 (afferente modifiche alle ll.rr. nn. 31/2008 e 26/1993, conseguenti alle disposizioni delle ll.rr. nn. 19 e 32/2015). In questo caso la discussione è continuata con i rilievi mossi dai commissari, sia di  maggioranza che di opposizione, rispetto all’emendamento della Giunta Regionale che riporta le competenze di vigilanza ittico venatoria alle provincie senza garantire intermente la copertura del personale.

     

    COMMISSIONI SPECIALI

     

    Antimafia

    seduta congiunta II commissione Affari Istituzionali. Le commissioni sono state convocate appositamente per analizzare il pdl 288 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”. Seduta finalizzata quindi a fornire un parere delle commissioni in vista di un passaggio in Aula per il 15 marzo. La riunione è stata caratterizzata da una serie di interventi del Gruppo consiliare PD e delle altre minoranze che, basandosi sulla relazione dell’Ufficio legislativo, mettevano l’accento sull’insussistenza di presupposti d’urgenza per l’analisi del progetto di legge, sulle sovrapposizioni con i compiti attribuiti dalla recente legge 17/2015 al Comitato regionale per la legalità e la trasparenza dei contratti pubblici. Soprattutto vengono evidenziate le questioni di illegittimità con quanto previsto dalla normativa nazionale in materia di competenze nazionali e regionali in materia di anticorruzione e di esclusività delle funzioni statali. Agli interventi dei commissari hanno fatto seguito la relazione dell’Ufficio legislativo del Consiglio che prestava attenzione ai punti critici del pdl e infine l’intervento del’Ufficio legislativo della Giunta che ha comunicato l’intenzione della Giunta di rimettere mano al testo, emendandolo anche consistentemente. A questo punto si è convenuto che il testo della Giunta dovrà essere consegnato alle Commissioni entro venerdì a mezzogiorno e che potranno essere inviati emendamenti entro le 12.00 di lunedì in modo tale da poter arrivare martedì ad un’ulteriore seduta congiunta delle commissioni per licenziare il testo definitivo per l’aula (dopo il passaggio in I Commissione mercoledì 9 marzo).

    Seduta ordinaria. Dopo l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, si passa alla nomina del relatore per il pdl 280 “Disciplina dell’attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi”, che però viene rimandata per avviare prima un confronto con la II Commissione Affari Istituzionali che è quella referente per il pdl. Di seguito viene analizzato il DOC 9 “Programma di lavoro della commissione europea anno 2016” che per quanto riguarda gli ambiti di attenzione della Commissione Antimafia riguarda il rafforzamento dello spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia (Agenda europea sulla sicurezza, lotta contro le frodi e le falsificazioni , riforma della normativa per la protezione dei dati) e le misure per una nuova politica della migrazione che permetta di fronte alla crisi dei rifugiati e gestire solidarmente la pressione migratoria alle frontiere esterne. Al termine della discussione e su proposta di Gian Antonio Girelli viene inviata alla Commissione referente una raccomandazione sulla necessità di una maggior sinergia tra gli Stati dell’unione europea e l’intensificazione degli scambi di buone prassi per combattere la criminalità organizzata. Vengono infine trattate le due relazioni semestrali del Comitato per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza dei cantieri. La relazione di Tizzoni si limita alla descrizione di quanto è stato fatto dal Comitato, non entrando nello specifico delle criticità emerse dalle due relazioni. A seguito delle richieste di chiarimento di Mario Barboni e di Carlo Borghetti proprio sugli elementi di criticità, la struttura a supporto del Comitato – presente alla seduta – ha elencato gli elementi problematici emersi dal lavoro del Comitato stesso. Principalmente viene individuato un problema a monte, di raccolta e trasmissione dati, tanto che dopo la terza richiesta di trasmissione dati si è deciso di interrompere il percorso di chiarimento in quanto emergeva una difficoltà di fatto di rispondere per mancanza di criteri di omogeneità nell’immissione dati e tracciatura. Un secondo tema riguarda la numerosità delle stazioni appaltanti invece di avvalersi dell’utilizzo di una centrale unica di acquisti che è ancora in parte disattesa (anche se il 60% degli acquisti viene fatto dalla piattaforma ARCA e dai Consorzi di Acquisto delle Aziende). Un terzo tema riguarda il frazionamento degli acquisti ed il permanere della prassi delle proroghe che incide sulla concorrenza e sul risparmio delle risorse. In definitiva a parere della struttura è necessario arrivare ad una omogeneizzazione delle procedure di immissione dati tale da permettere un più rapido riscontro delle criticità, attivare dei sistemi di monitoraggio più puntuali e si auspica l’estensione del Protocollo di legalità (già messo in atto in periodo Expo per i lavori di costruzione e dismissione) a tutte le aziende che entrano nel sistema di fornitura. Di prende atto quindi della relazione con la sottolineatura da parte nostra del fatto che le relazioni mettono sicuramente in allarme il sistema regionale.

     

    Rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Province autonome

    congiunta con III commissione Sanità e Politiche sociali

    Audizione congiunta delle due commissioni Sanità e Speciale Svizzera con il Direttore Generale regionale del Welfare, dottor Walter Bergamaschi, a proposito della richiesta di iscrizione volontaria al SSN (con relativo contributo finanziario) che da mesi viene rivolta da parte degli uffici sanitari dipendenti dalla Regione (prima ASL ora ATS) ai lavoratori italiani frontalieri in Svizzera. Il Direttore, dopo avere riassunto la normativa in materia, rileva che il problema ha avuto inizio nel corso del 2015 a seguito di una circolare emanata dal Ministero della Salute e che la Regione ha trasmesso alle ASL; ha evidenziato che la Direzione Generale non ritiene d’intervenire né per dare istruzioni alle ATS né per assumere proprie iniziative: la normativa lascia spazio a dubbi interpretativi e, comunque, la Direzione considera che il tributo richiesto per l’iscrizione al SSN sia di competenza statale. Alla luce degli elementi forniti dal Governo alla Camera l’11 febbraio per cui la necessità d’iscrizione volontaria al SSN non riguarda i frontalieri, i commissari PD hanno tuttavia chiesto che sia data alle ATS indicazione di sospendere le richieste di pagamento (moratoria); tuttavia il Direttore Generale ha risposto negativamente e, oltre a ribadire la non competenza della Regione in materia, ha ventilato che dare una simile indicazione esporrebbe l’amministrazione regionale a possibili profili di danno erariale. In rappresentanza della Giunta regionale anche l’assessore al Post Expo e alla Città Metropolitana ha sostenuto il rifiuto alla richiesta di moratoria; ha inoltre ricordato che in data 9 febbraio il Presidente della Regione ha inoltrato un interpello al Ministero dell’Economia affinché chiarisca ufficialmente se i frontalieri debbano ottemperare all’iscrizione volontaria al SSN, se la riscossione del contributo sia di competenza statale ovvero regionale e se, in caso di pagamento dovuto, si debba procedere alla regolarizzazione del pregresso: pertanto la Giunta resta in attesa.

     

    Situazione carceraria in Lombardia

    seduta congiunta con il Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione

    Si è conclusa la presentazione della missione valutativa “Il sostegno al reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti in Lombardia”, a cura di Éupolis. La ricerca ha preso in esame le azioni messe in atto da Regione Lombardia a sostegno del reinserimento dei detenuti e di coloro che usufruiscono di misure alternative, in attuazione della l.r. 8/2005 e sostenuti dalle politiche di inclusione sociale finanziate attraverso il Fondo Sociale Europeo. Per interventi di formazione e inserimento lavorativo, tra il 2009 e il 2015 Regione Lombardia ha stanziato 18 mln di euro, 11 i mln del Fondo sociale europeo. Secondo i dati presentati, sono circa 6mila i detenuti che hanno beneficiato delle iniziative di housing sociale, tirocini e borse lavoro; tra gli strumenti messi in campo anche un’apposita linea d’intervento per la vulnerabilità sociale che, tuttavia, fatica a raggiungere con continuità i casi di fragilità. Inoltre, gli stessi agenti di rete, figure importanti nel favorire il reinserimento, nell’ultimo biennio si sono ridotti della metà, passando da 30 a 15. Altre criticità riguardano il sistema dell’accoglienza: in tutto l’offerta abitativa per i detenuti in Lombardia può contare su 150 posti letto. Per il futuro sono numerose le sfide che attendono il welfare penale: maggior equilibrio nella distribuzione delle risorse fra detenzione e misure alternative (carcere e territorio); sensibilizzazione del mondo delle aziende nell’accoglienza dei detenuti, così da transitare da un mercato protetto ad un mercato aperto; continuità nei finanziamenti all’interno di una logica di programmazione che sappia rispondere al cambiamento di scenario in atto.

     

    Riordino autonomie

    Non si è riunita.