• Report settimana 9 dicembre – 11 dicembre 2015

    I Commissione

    Nella seduta, che vede la presenza dell’assessore Garavaglia, si votano i tre provvedimenti  con i relativi emendamenti per la sessione di bilancio.

    Il nostro gruppo su tutti e tre i pdl si esprime con un voto contrario.

    Infine si vota la norma finanziaria del PDL n. 190 “Fusione dei comuni di Corteolona e Genzone in provincia di Pavia”. La commissione esprime voto favorevole all’unanimità.

     

    II Commissione

     Non si è riunita

    III Commissione

    In ordine del giorno la presentazione delle Regole di gestione del sistema sanitario e sociosanitario per il prossimo anno. Sul fronte economico, dalla Direzione Generale welfare, è stato ricordato come il previsto aumento per il 2016 del Fondo Sanitario Nazionale di oltre 1miliardo (fra 150/200 i milioni per Regione Lombardia) dovrà essere destinato a copertura dei nuovi LEA, del piano vaccinale, dei nuovi farmaci oncologici innovativi, degli aumenti contrattuali e dell’applicazione della norma europea sui turni di lavoro. Tuttavia, una stima prudenziale della spesa generata dai nuovi LEA e dai nuovi piani vaccinali prevede un incremento di costi obbligatorio a regime pari a circa il doppio della cifra messa a disposizione. Va inoltre considerato l’aumento della spesa che deriva della crescita della popolazione cronica e dei pazienti pluripatologici a cui si associa la conseguente riduzione della compartecipazione di queste categorie di pazienti. Alla luce di questi presupposti, la scelta della Regione è stata quella di considerare come base di partenza per il bilancio sanità anno 2016 il consolidato 2015. Il risultato del riparto 2015, più favorevole rispetto alle previsioni (20 milioni in più) verrà destinato al fondo per investimenti 2016 , considerata l’impossibilità di attingere al bilancio regionale per il conto capitale. Start up riforma: dal primo gennaio si avvia l’effettiva riorganizzazione del sistema sociosanitario attraverso la costituzione di 35 nuovi soggetti giuridici (8 ATS e 27 ASST) nel quale confluiscono personale, patrimoni, contratti, attività e funzioni svolte oggi dalle aziende sanitarie (15 ASL e 29 AO). Si tratta di un processo di “riconversione industriale” imponente che riguarda 100mila operatori sanitari e una ‘holding’ con un bilancio consolidato di oltre 10 miliardi di euro. Le regole prevedono nei primi 6 mesi dell’anno un tempo di assestamento nel quale viene privilegiata la continuità operativa, nella seconda metà del 2016 verrà avviata la riconversione organizzativa dei nuovi soggetti per poterli orientare agli obiettivi della riforma. Entro la fine dell’anno sarà approvato il Piano Sanitario Regionale e i Piano di organizzazione aziendale dei nuovi soggetti. Per il 2016  saranno ridotte al minimo le attività e i progetti che richiedono un forte presidio programmatorio da parte delle nuove agenzie/aziende. Da segnalare come nella costituzione delle nuove ASST, per la città metropolitana vi è un ripensamento sull’allocazione dei distretti che saranno mantenuti in regime transitorio in capo all’ATS. In ambito sanitario/area ambulatoriale, per contrastare i tempi di attesa è previsto un incremento del budget di 30 milioni (20 per i privati e almeno 10 per il pubblico) a disposizione per l’erogazione di prestazioni ambulatoriali. L’incremento di contratto è rivolto soprattutto agli operatori che nel 2015 hanno prodotto oltre i limiti di budget e che si impegnano a potenziare l’iniziativa ‘ambulatori aperti’. Per i privati parte del finanziamento (10 milioni) è dato da una contestuale riduzione delle funzioni non tariffate correlate all’attività ambulatoriale. Previsti anche interventi specifici per lo CNAO e la medicina sportiva. Sempre in ambito sanitario ma nell’ area ospedaliera sono programmate: una riduzione di alcune funzioni non tariffabili (per il settore privato) legate alla complessità della casistica a favore del riconoscimento di prestazioni ‘salvavita’ extrabudget (oncologia, trapianti, reti tempo-dipendenti); il potenziamento delle reti di patologia; sperimentazioni gestionali nei Presidi ospedalieri territoriali e POT privati; l’avvio sperimentale dello screening neonatale, il completamento del riordino dei punti nascita e il riordino del sistema emergenza urgenza; previsto infine l’incremento del tetto per farmaci innovativi (file F) fra l’8 e il 10%. Per quanto riguarda l’area della prevenzione e della veterinaria si segnala l’avvio del nuovo piano vaccinale e dello screening HPV-DNA, l’aggiornamento delle tariffe dei laboratori di prevenzione e la dematerializzazione del sistema di controlli e della prescrizione veterinaria. Sul fronte sociosanitario si registra la proposta di valutazione e messa a regime delle sperimentazioni concluse nel 2015. In tema di cure intermedie: verranno prorogate per il 2016 senza variazioni le attività, rinviata la fase di stabilizzazione e avviato il programma di integrazione dell’intero sistema delle cure intermedie e del riordino del settore della riabilitazione sanitaria e sociosanitaria. Il vendor rating sarà consolidato e servirà, senza impatti sui contratti 2016, per operare una rivalutazione dell’assegnazione dei contratti per 500 nuovi pl. Per quanto attiene agli investimenti: il Fondo di rotazione parte con 50 milioni e vedrà un incremento dovuto alle alienazioni e agli accantonamenti 2014 e 2015 (almeno ulteriori 50 milioni) da dedicare al cofinanziamento dei fondi statali VII accordo di programma quadro, all’ammodernamento dei sistemi informativi per l’attuazione della riforma  e agli adeguamenti strutturali che derivano dalla costituzione delle nuove aziende. In tema di acquisti proseguiranno le azioni di accentramento e il ruolo di ARCA. Infine, sul fronte della semplificazione  si porterà a regime la de materializzazione della ricetta per le farmacie e l’avvio delle ricette elettroniche per la prestazioni ambulatoriali; si investirà sulla farmacia dei servizi (registrazione esenzioni, pagamento ticket; sarà dato ad Areu il mandato per realizzare nel 2016 il progetto per l’attivazione della Centrale Operativa regionale della Continuità Assistenziale con personale laico che accoglierà il numero unico nazionale per le cure mediche non urgenti 116 – 117 in base alla l.r. 23/2015. Nel dibattito che ha fatto seguito alla presentazione delle regole, i nostri consiglieri hanno rilevato come, dal momento che da parte del Governo non c’è stato alcun decremento sul fondo sanitario, si attende il taglio dei ticket sul quale la Giunta si è impegnata a luglio; inoltre, poiché vi è stato un ripensamento sull’allocazione dei distretti della città di Milano nelle diverse ASST, segno che il ridisegno proposto non rispondeva alle esigenze della città, ci si auspica una migliore messa a punto del nuovo sistema. Sul piano dell’edilizia sanitaria, si chiede alla Giunta di investire le risorse aggiuntive anche sulla manutenzione e sulla riqualificazione delle strutture e non solo sull’informatizzazione.

     

    IV Commissione

    Non si è riunita

     

    V Commissione

    Non si è riunita

     

    VI Commissione

    Non si è riunita

     

    VII Commissione

    Non si è riunita

     

    VIII Commissione

    Audizione di alcuni docenti dell’Università degli Studi di Milano, del Politecnico di Milano, dell’Università di Bologna e del Vicepresidente Federale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) in merito alla proposta di Risoluzione “Riconoscimento, tutela e promozione del diritto al cibo”

     

    COMMISSIONI SPECIALI

     

    Antimafia

    Si è svolto l’incontro con il Prof. Nando Dalla Chiesa sul tema “Rapporto tra mafia e sanità”, a seguito del corposo lavoro svolto in qualità di direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano. Periodicamente infatti l’Osservatorio presenta alla Commissione parlamentare Antimafia delle relazioni che affrontano lo stato del radicamento delle organizzazioni criminali nella società e nell’economia del Paese e, in particolare, nella 2^ relazione semestrale era stato dato uno spazio significativo al rapporto sanità – mafia. Inoltre, il sistema sociosanitario era stato al centro della riflessione della Summer School 2015 di Uni Milano.

    Il tema era sicuramente importante sia per il fatto che i bilanci regionali sono composti, per una percentuale che va dal 77 all’85%, dalla spesa sanitaria e poi perché dai riscontri effettuati risulterebbe che non c’è livello di penetrazione così forte nel sistema sanitario come in Lombardia. Una presenza spiegabile con un’ampiezza delle opportunità di mercato che lascia spazio ad una molteplicità di attori economici.

    L’incontro è stato utile per comprendere le modalità con cui e i luoghi ove avviene questa penetrazione delle organizzazioni criminali e dei comportamenti mafiosi. Le mafie sviluppano un forte interesse a costruire microsistemi locali da governare e per farlo operano su molti piani: dalle cliniche ai laboratori per stipulare convenzioni, appalti, accordi di fornitura ai posti di lavoro per implementare le reti di relazioni anche con primari e professionisti, per ottenere favori illegali fino anche a cercare benemerenze sociali. E da qui Dalla Chiesa crede sia utile partire, con una maggior consapevolezza, per generare prassi e regole che impediscano il raggiungimento degli obiettivi criminali.

     

    Rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Province autonome

    Non si è riunita

     

    Situazione carceraria in Lombardia

    Non si è riunita

     

    Riordino autonomie

    Non si è riunita