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Costi della politica

Nella passata legislatura, un consigliere regionale bergamasco percepiva circa 11.200 euro al mese netti di stipendio, comprensivi di indennità, rimborso spese di trasporto e diaria, in aggiunta ad una quota (variabile da gruppo a gruppo) di circa 36.000 euro annui a disposizione per consulenze, iniziative sul territorio, ricerche, pubblicazioni ecc. e rimborsati con la presentazione delle relative fatture. Si tratta di quei rimborsi che, purtroppo, sono stati spesso utilizzati per spese personali e non per finalità istituzionali.

Di fronte a questi numeri, durante la campagna elettorale del 2013 avevo detto due cose:

  • la prima è che credevo si dovesse recuperare un parametro di buonsenso in merito agli stipendi dei consiglieri regionali. A maggior ragione di fronte ad una situazione economica che cominciava a farsi difficile per molte famiglie, toccava alla politica dare un esempio, toccava ai rappresentanti dei cittadini dimostrare di essere pronti, per primi, a rinunciare a qualcosa. Per questo, seguendo la proposta di Matteo Renzi nella campagna per le Primarie 2012 e fatta propria dal Partito Democratico nei mesi successivi, avevo promesso che quel parametro sarebbe stato rappresentato dallo stipendio del Sindaco di Milano (circa 4500 Euro al mese netti). Mi sarei impegnato perché diventasse legge per tutti e, intanto, avrei rinunciato alla differenza.
  • la seconda, rispetto a quei rimborsi che tanto scandalo avevano generato nei mesi precedenti (vi ricorderete le nozze, le cartucce da caccia o altro ancora a spese della Regione...), è che non avrei chiesto 1 euro di rimborso per le mie spese personali.

E così è stato. Come primo atto del mio mandato ho scelto di rinunciare ai benefit che la legge concede ai consiglieri regionali: il parcheggio gratuito sulle strisce blu e gialle, l'abbonamento gratuito a Trenord, il canone della Milano-Serravalle e la possibilità di viaggiare sulle corsie preferenziali all'interno del comune di Milano.

Il tutto, semplicemente, come esercizio quotidiano per mantenere un rapporto sano con la realtà, con la vita "normale" di tutti i cittadini. Il rischio, altrimenti, è quello di perderti, di perdere di vista il motivo per il quale fai politica: calarti nei problemi quotidiani delle persone e tentare di risolverli.

Con la legge n. 3 del 2013, riferita proprio ai costi della politica, si è garantito un risparmio annuo per il Consiglio regionale della Lombardia di circa 14 milioni di euro. Lo si è fatto, però, mantenendo ancora molto elevati gli stipendi (8.300 euro netti circa per tutti, a prescindere dalla distanza dal capoluogo), ma abbattendo quasi completamente quella quota di fondi ai gruppi consiliari che componeva i 36.000 euro di cui parlavo prima.

Una legge che ho votato anche io, proprio in virtù di quel considerevole risparmio economico che ha reso la Lombardia la regione più virtuosa in termini di costi della politica. Ho fatto però notare, sia all'interno del gruppo Pd che con gli altri Partiti, come a mio avviso sarebbe stato più opportuno abbassare ulteriormente gli stipendi mensili e mantenere invece una quota di rimborsi certificata. Perché sebbene siano stati spesi male, quei fondi possono davvero qualificare l'attività del consigliere: una consulenza finalizzata alla scrittura di una legge o una ricerca messa a disposizione dei Sindaci di un territorio, ad esempio, sono fondamentali per svolgere appieno il proprio mandato.

Per tutti questi motivi (e per farla breve...), ho allineato il mio stipendio mensile a 4.000 euro, sotto la soglia del Sindaco di Milano, comprensivo di previdenza integrativa, spese di vitto, alloggio e trasporto, beneficenza; nelle prime quindici mensilità (fino a maggio 2014) ho investito in attività istituzionali sul territorio 27.885,90 euro, versato al Partito Democratico bergamasco e lombardo 23.510,00 euro e restituito a Regione Lombardia 20.152,85 euro (clicca qui per il dettaglio del versamento).

Da giugno 2014 a giugno 2015 (13 mensilità invece delle 15 considerate dall’inizio della legislatura al maggio 2014), ho investito in attività istituzionali sul territorio Euro 25.923,50, versato Euro 21.645,00 al Partito Democratico regionale e provinciale e restituito a Regione Lombardia Euro 8.659,04 (clicca qui per visualizzare la ricevuta del versamento). Rispetto alle prime 13 mensilità della legislatura, ho percepito inoltre Euro 6.951,20 in meno a seguito della riforma dei costi della politica.

Da luglio 2015 a giugno 2016 (12 mensilità), ho investito in comunicazione sul territorio (iniziative pubbliche, trasmissioni televisive, manifesti) e attività istituzionali Euro 25.402,46; ho versato Euro 18.490,00 al Partito Democratico regionale e provinciale e restituito a Regione Lombardia Euro 6.379,78 (clicca qui per visualizzare la ricevuta del versamento).

Il 6 luglio, insieme a mia moglie Anna, ho sottoscritto un mutuo per l’acquisto di un appartamento (prima casa) a Clusone, pagato 130.000 Euro, impegnandomi nei prossimi 12 mesi alla vendita dell’immobile nel quale abitiamo attualmente. Oltre alla “prima casa”, sono proprietario di una Fiat Punto 1.4 Natural Power (alimentazione a Metano) immatricolata nel febbraio 2014.

Da luglio 2016 a giugno 2017 (12 mensilità), ho investito in comunicazione sul territorio (iniziative pubbliche, trasmissioni televisive, manifesti) e attività istituzionali Euro 26345,91; ho versato Euro 18.360,00 al Partito Democratico regionale e provinciale e restituito a Regione Lombardia Euro 4.880,02 (clicca qui per visualizzare la ricevuta del versamento).


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