• Val Seriana, laboratorio renziano. "Ma qui le correnti non contano"

    Dal sito del Corriere della Sera, edizione Bergamo:

    Viaggio tra i circoli: i dirigenti del Pd? Visti solo alle feste. Prima Renzi, poi Scandella e Alborghetti: le voci di un territorio che ha visto il lavoro sparire e ha deciso di scegliersi i propri rappresentanti

    Jacopo Scandella si è inventato «Il sabato del villaggio»: nei fine settimana si autoinvita nei comuni della Val Seriana per spiegare al sindaco e ai cittadini cosa sta facendo in consiglio regionale. «Sono un po’ stupiti, mi rendo conto che prima non l’aveva mai fatto nessuno e mi dispiace davvero», dice il 25enne da Songavazzo. Un ragazzo dell’oratorio che in città non conosceva quasi nessuno e che la sera dello scrutinio delle regionali ha fatto a tutti una sorpresa, grossa ma non sempre gradita nel suo partito. Scandella renziano, renziano Massimiliano Alborghetti, sindaco di Scanzorosciate che ha sfiorato quota 40% al congresso provinciale e che proprio in questa valle ha trovato il maggior numero di consensi. Da queste parti, quando c’è stato da scegliere tra la continuità – il segretario uscente Gabriele Riva – e un tentativo di cambiamento hanno messo da parte le correnti di partito. «Io per esempio voterò Cuperlo alle primarie nazionali – dice Ezio Piatti, coordinatore del circolo di Villa di Serio – ma ho sostenuto sia la candidatura di Scandella alle regionali che quella di Alborghetti alla segreteria, perché sono state una cosa diversa, progetti partiti dal basso per rappresentare il territorio». Qui negli ultimi anni è passato un uragano, dal punto di vista economico, il tessile ha avuto un tracollo e le famiglie in difficoltà sono molte. «La gente ti vede e ti domanda: cosa fa il Pd?», dice Manuel Bonzi, coordinatore di zona per la bassa Val Seriana. «Noi abbiamo investito in innovazione – dice Francesco Onori, responsabile del circolo di Torre Boldone e titolare di un’impresa che invece sta andando bene – ma è chiaro che se il pubblico non ci mette un euro le imprese faranno un’enorme fatica a trovare risorse per competere. La gente si aspetta che il nostro partito faccia questo, aiuti a creare lavoro». Nel circolo di Onori Alborghetti ha superato Riva 70 voti a 9: «La gente vuole un cambiamento, eppure l’anno scorso a Torre Boldone Bersani aveva vinto le primarie con il 90%». Quindi il risultato del congresso provinciale non può che essere letto come un messaggio di malessere verso il gruppo dirigente. I parlamentari come Antonio Misiani e Giovanni Sanga, il segretario regionale pd, e oggi sottosegretario di governo, Maurizio Martina, lo stesso Riva? «Si sono visti poco», dice Marco Sugliani, coordinatore del circolo Valgandino. «Solo alle feste», rincara Patrizia Fumagalli di Villa di Serio. «Da un lato – dice ancora Bonzi – c’è la difficoltà del territorio a farsi ascoltare, dall’altra l’abitudine che il Pd di questa zona ha acquisito a ragionare come una squadra. Così le correnti e le famiglie politiche di appartenenza si superano e nascono progetti condivisi da tutta la valle, come le candidature di Scandella e di Alborghetti». Bonzi, trentenne, era vicino a Giovanni Sanga ai tempi della Margherita. C’è tanto del suo lavoro dietro la campagna ben riuscita per le regionali e la diffusione del verbo renziano in Val Seriana. I numeri lo confermano: Scandella e Alborghetti arrivano dopo il successo in questa zona di Renzi alle primarie del 2012. E ora, con le nuove primarie nazionali in arrivo, ci si prepara a passare alla maggioranza del partito. «In questa zona l’embrione del cambiamento è presente da tempo – dice Matteo Marchi, circolo di Alzano Lombardo – proprio perché la valle è stata esclusa dalle decisioni del partito a livello centrale e ha scelto di reagire cercando altri percorsi». È zone come queste, tanto leghiste e berlusconiane alle politiche quanto disponibili a votare sindaci di centrosinistra, che il Pd ha intravisto negli anni la formula per vincere in Lombardia: «Non dobbiamo però sempre pensare che la colpa sia di chi sta a Roma. Dobbiamo cominciare a muoverci sul territorio per cambiamento», dice Eugenio Cavagnis, pioniere dei sindaci «civici», dieci anni al governo di Nembro. Ma può bastare davvero la faccia e il lavoro dei militanti e degli amministratori locali? «Mah, l’anno scorso volantinavo al mercato di Gazzaniga – racconta Roberto Pegurri, segretario dei giovani democratici della valle – e la gente mi insultava perché non sopportava Bersani. Se Renzi diventa segretario, forse per la prima volta il simbolo e il leader del Pd saranno un valore aggiunto e non qualcosa da nascondere».