• Via alla dismissione degli inceneritori, ma puntando sulla differenziata spinta e non dimenticando bonifiche e amianto

    Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, martedì 3 dicembre 2013, la Risoluzione inerente il Programma regionale di gestione dei rifiuti, concordata e votata già in VIII Commissione Agricoltura.

    Favorevole anche il Gruppo regionale del Pd che ha sottolineato il lavoro serio e approfondito fatto sul documento: “La risoluzione è stata approvata all’unanimità dalla Commissione e noi abbiamo dato il nostro contributo presentando una proposta, insieme al Patto civico per Ambrosoli, e poi cercando condivisione, ragionando e confrontandoci assieme. Ecco perché per noi questa risoluzione rappresenta un passo avanti verso gli obbiettivi che ci proponiamo da tempo”.

    Scandella ha poi spiegato in che cosa consistono questi obbiettivi: “Derivano dalla necessità di tenere conto della nuova legislazione europea, della profonda trasformazione intervenuta nella società lombarda e della maggiore consapevolezza della popolazione, delle istituzioni, dei movimenti che operano sul territorio. In particolare riteniamo che si debba passare dal vecchio modello di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, cioè quello basato sul 30-30-30, ovvero differenziata, discarica, inceneritori e termovalorizzatori, a un nuovo modello basato sulla raccolta differenziata, la marginalizzazione delle discariche, il superamento graduale di inceneritori e termovalorizzatori”.

    Nel nuovo modello, secondo il Pd, “l’incenerimento viene sostituito da una nuova impiantistica per l’umido, il compostaggio e la biodigestione con il recupero energetico e un sistema che preveda per il secco trattamenti meccanici e impianti di riciclaggio – aggiunge Scandella -. Al riguardo occorrono norme per semplificare la procedura per la nuova impiantistica e per aiutare le aziende, già autorizzate a operare, per potersi riconvertire”.

    E’ solo così che, dunque, “si può passare dagli annunci alle politiche concrete. In questo modo la politica può recuperare il suo ruolo ed entrare nel merito, non limitandosi a subire processi decisi altrove”.

    La filosofia che sta alla base della politica ambientale del Partito democratico prevede, inoltre, che si “incentivi la raccolta differenziata porta a porta, puntando sulla premialità prevista nella risoluzione, mentre è necessario riflettere ancora sull’ecotassa, magari immaginando di istituire un fondo per aiutare le realtà più in ritardo”.

    Infine, un invito, da parte di Scandella: “In Regione Lombardia dobbiamo avere un grande piano per le bonifiche e in modo particolare dobbiamo occuparci di tutta la questione dell’amianto”.

    Milano, 3 dicembre 2013