• Vitalizi in Regione, è scontro

    Da l’Eco di Bergamo del 07/03/2014:

    Vitalizi in Regione, è scontro
    Gli ex non mollano: non c’è intesa

    Non c’è intesa sul taglio dei vitalizi tra il gruppo di lavoro del Consiglio lombardo e l’associazione degli ex consiglieri regionali. Mentre la maggioranza del gruppo di lavoro, al quale partecipano tutte le forze politiche presenti nell’assemblea e l’assessore regionale al Bilancio Massimo Garavaglia, sarebbe favorevole a un taglio complessivo attorno al 10%, dall’associazione degli ex consiglieri è arrivato uno stop.

    Che ci sia aria di maretta è testimoniato dal fatto che il gruppo di lavoro, coordinato dal presidente del Consiglio lombardo Raffaele Cattaneo (Ncd), nelle prime intenzioni avrebbe dovuto chiudere la partita del taglio ai vitalizi già a metà febbraio. Tuttavia i tempi si sono allungati proprio per cercare un accordo con gli ex consiglieri che, però, a quanto pare al momento non è ancora arrivato. Anzi, il segretario dell’associazione, Alessandro Patelli, ha avvertito che «se si toccano i vitalizi a livello strutturale arriveranno una serie di ricorsi; la strada invece potrebbe essere quella di un contributo, attorno al 10%, temporaneo e non esagerato, una sorta di contributo di solidarietà». Insomma, di fronte alla crisi del Paese, «gli ex consiglieri sono disposti a fare dei sacrifici, però che siano temporanei e non eccessivi». Inoltre «questo contributo deve essere finalizzato a qualcosa, ad esempio a delle borse di studio, altrimenti non si sa dove va a finire». Patelli ha poi ribadito che nel confronto con il gruppo di lavoro, l’associazione «non è andata a contrattare una riduzione, ma è stato semplicemente chiesto un parere»

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    L'Eco di Bergamo del 7 marzo 2014, pag.26

    A pagina 26 dell’edizione del 7 marzo 2014 del giornale orobico, inoltre, venivano riportate le interviste a cura di Fabio Florindi ad esponenti dei due fronti del taglio ai vitalizi, quello del SI (Jacopo Scandella) e quello del NO (Carlo Saffiotti). Eccole:

    PERCHE’ SI’, JACOPO SCANDELLA

    Scandella (Pd): vanno riallineati alla contribuzione versata

    Il consigliere lombardo del Pd, Jacopo Scandella, ha 25 anni ed è nato a Clusone. È stato eletto al Pirellone alle ultime elezioni regionali del 2013. È d’accordo con la politica dei taglia ai vitalizi degli ex consiglieri.

    Consigliere Scandella, già a metà febbraio doveva essere formulata una proposta sul taglio dei vitalizi e, invece, per ora ancora niente…

    «La riunione decisiva del gruppo di lavoro del Consiglio regionale dovrebbe essere lunedì prossimo. Resta da vedere, però, quale sarà il taglio».

    Se lunedì il gruppo di lavoro ha intenzione di licenziare una sua proposta, il tempo per trovare un accordo con gli ex-consiglieri scarseggia…

    «Vedremo, certo che invitare gli ex consiglieri al confronto sulla riduzione dei vitalizi è stato come invitare il tacchino al pranzo di Natale, ma mi auguro che comunque verrà trovata la forza per fare un taglio deciso».

    Lei che cosa propone?

    «Personalmente credo che si debba riallineare il più possibile il vitalizio alla contribuzione
    versata, ma so che non sarà facilissimo. Anche se persino alcuni ex consiglieri comprendono quanto sia fondamentale andare a rivedere questo privilegio. In ogni caso, poco prima della riunione del gruppo di lavoro, i consiglieri del Pd si vedranno per
    arrivare al tavolo con una linea condivisa da tutto il partito».

    Ci saranno anche ex consiglieri d’accordo con la sua proposta, però l’associazione minaccia una serie di ricorsi davanti a un taglio strutturale.

    «È una presa di posizione che giudico negativamente e spero che si sia trattato solo di un atteggiamento strumentale per cercare di garantire il più possibile i propri associati. C’è bisogno di una presa di coscienza da parte di tutti e spero che gli ex consiglieri utilizzino il buon senso».

    Sempre in tema di risparmi, l’anno scorso in campagna elettorale aveva promesso che avrebbe restituito parte dello stipendio. L’ha fatto? 

    «Ho deciso di parametrare il mio emolumento su quello del sindaco di Milano. Prendo circa 3.900 euro al mese e il resto dello stipendio lo accantono per fare una restituzione, ad aprile, tramite un fondo aperto dalla Giunta. Una piccola parte, poi, la uso per finanziare ricerche e pubblicazioni, ad esempio dell’Università di Bergamo». 

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    PERCHE’ NO, CARLO SAFFIOTTI

    Saffioti (ex Pdl): tagli già applicati ora non si tocchino i diritti acquisiti

    L’ex vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Saffioti, è stato
    consigliere al Pirellone per 18 anni, prima nelle file di Forza Italia e poi del Pdl. È nato a Bergamo 62 anni fa e, dopo l’esperienza politica, è tornato a esercitare la sua professione di neuropsichiatra. Da ex, è contrario al taglio dei vitalizi.

    Ex consigliere Saffioti, cosa risponde a chi dice che il vitalizio è un privilegio da eliminare o quanto meno da tagliare?

    «Ricordo che già c’è stata una riduzione del 12% a causa di una maggiore tassazione imposta dal governo lo scorso anno».

    Sul tema, la trattativa in corso tra il gruppo di lavoro del Consiglio regionale e  l’associazione degli ex consiglieri sembra essersi arenata. È così o è tutta tattica?

    «La trattativa, che riguarda il taglio dei vitalizi, tocca un diritto acquisito. Tra l’altro non si parla di cifre colossali, siamo lontani dai vitalizi laziali e parlamentari e la media è intorno ai 2 mila euro. Io, ad esempio, dopo quasi 20 anni come consigliere prendo 2.900 euro e, comunque, è stata penalizzata la mia pensione relativa al lavoro svolto in ospedale».

    Lunedì il gruppo di lavoro dovrebbe elaborare la sua proposta definitiva.  Riuscirete ad arrivare a un accordo o ci sarà uno scontro? 

    «Il gruppo di lavoro dovrebbe tenere conto che, come dicevo prima, che il taglio c’è già stato e che i vitalizi lombardi sono tra i più bassi d’Italia. Se prevale buon senso e non si vogliono imporre degli eccessi, credo che un accordo lo troveremo».

    Qual è la vostra proposta?

    «Credo che ci sia disponibilità a un contributo di solidarietà, ma mi sembra ingiusto un taglio strutturale nel momento in cui non ci sono grandi sproporzioni a livello lombardo. Se parlassimo di pensioni d’oro potrei essere d’accordo. Certo, mi rendo conto che non stiamo parlando di cifre irrisorie ma non sono certamente quelle che sentiamo per il Parlamento o per altre Regioni».

    Se il gruppo di lavoro del Consiglio andrà avanti per la sua strada, proponendo un taglio strutturale dei vitalizi attorno al 10%, ci saranno dei ricorsi?

    «Penso proprio di sì, perché verrebbe introdotto un principio per cui si va a ledere un diritto acquisito».